A Natale puoi!

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Un natale all’insegna dei libri

Buongiorno amici,

dopo un lungo silenzio dovuto a problemi di connessione non ancora risolti, ecco che da cellulare e allettato causa malanni stagionali, riesco a trovare il tempo per tediarvi. Questo articolo è un po’ una vetrina con un rapido riassuntivo di come stanno andando le cose. So che la trasparenza è sempre ben accetta quindi… Il titolo “A NATALE PUOI!” è fuorviante, perché un amante dei libri può sempre permettersi di acquistare o leggere un libro, quello che non può è usufruire delle offerte sotto l’albero!

Quest’anno ho partecipato con un racconto a tema natalizio “Il sacco magico e la scopa di ogni giorno è natalefrassino” alla pubblicazione del libro OGNI GIORNO E’ NATALE  il cui ricavato sarà devoluto all’Auser. Un progetto ideato dal gruppo Facebook “Cultura, Arte, Spettacolo, Gossip & Peperoncino” che mi ha subito ispirato un racconto, direi, particolare.

Ecco il link per l’acquisto (ebook e cartaceo) con la spiegazione dell’iniziativa e la lista degli autori che hanno contribuito. Aiutateci a donare un sorriso!

Vai sul link di Amazon

 

 

 

Il Sigillo di Aetherea, prima edizione! Sbrigatevi che tra un po’ questa prima edizione farà parte della storia.

alberoCome detto più volte a giugno 2017 si è risolta la situazione contrattuale con la Casa Editrice Campanila e le ultime copie disponibili sono nelle mie mani. Chiedete pure a me, tramite messaggio, commentando questo articolo o scrivendo alla pagina Facebook L’era della luna rossa per ottenere il libro. Visto che sono le ultime copie e siamo a Natale scrivete nel messaggio, OFFERTA SPECIALE e io saprò di dovervi fare un ulteriore sconto!

 

 

Ultimo articolo è un bel Berserker da tenere in casa come soprammobile eh eh eh.

25198843_10155790005357570_1983237088_oCome fate a resistere a questa fantastica composizione creata dalla vulcanica Claudia Cintio? Vi ricordo che fino al 20 Dicembre se seguite le istruzioni di Immagina di Essere Altro, potrete usufruire di fantastici gadget in regalo!

Contatta la pagina Facebook Immagina di Essere Altro

Beh che dire dai, mi si prospetta proprio un bel Natale tutto da Leggere!

 

 

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Vampirla

Eccoci alla pubblicazione del nostro racconto. Un percorso durato quasi tre mesi, coinvolgente e divertente, che ha permesso di conoscere e  confrontarsi con persone fantastiche. Grazie agli admin di Scrittori e Lettori Fantasy per questa opportunità, ma adesso basta, è il momento di far parlare il protagonista, creato dalle fantasiose menti di Mariano Lodato e Teresa Bonaccorsi. Cover di Antonello Venditti, Editing di Emanuela Navone. Io nel mio piccolo ho cercato di diffondere il verbo, anzi Vampirla! Cliccate il LINK qui sotto per leggere il racconto.

Vampirla

Ricordate il booktrailer? Eccolo qui:

https://www.youtube.com/watch?v=9h5x3IBSC5A&feature=share

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A questo Link su Scrittori e Lettori Fantasy potrete trovare i racconti di tutti i team in gara

A questo Link invece il post per esprimere, se volete, la vostra preferenza: SONDAGGIO

Sono sei racconti bellissimi e divertenti condensati in due paginette e con delle cover bellissime e accattivanti.

Grazie di averci seguito fino in fondo, il vostro team preferito Arancini e Zibibbo!

Recensioni

Il tema delle recensioni è molto controverso e soprattutto si tratta di un nodo cruciale per gli autori esordienti. Quando una recensione può essere considerata utile e non di parte (a favore o a stroncare un libro)? Come deve essere fatta? Come reagiscono gli autori a recensioni negative? Perché le recensioni negative sono così poche, possibile che siamo tutti dei bravissimi scrittori? Tutti possono scrivere recensioni? Ciascuna di queste domande, se postata in un gruppo attivo di persone che gravitano nell’ambito dell’editoria, potrebbe scatenare un flame di proporzioni inaudite. Ecco quindi che da esordiente allo sbando, nonché autore di recensioni a “colleghi”, l’obiettivo di questo articolo non è tanto raccontarvi la verità assoluta e dirvi come e cosa si deve fare, ma semplicemente rendervi partecipi del mio punto di vista e delle mie esperienze. Magari un argomento come questo potrebbe indurvi a commentare in bene o in male il mio operato, ma come si dice, l’importante è parlarne!

Da lettore, quando mi appresto ad acquistare un libro cartaceo e magari sono indeciso su due o tre romanzi cosa faccio? Semplice! Osservo cover, quarta di copertina, magari apro qualche pagina iniziale a caso giusto per vedere che non ci siano refusi ogni 2 parole e che sia scritto in un italiano decente. Quindi diciamo che in caso di cartaceo è difficile che scelga in base alle recensioni; se sono a casa e ho un po’ di tempo da perdere, mi metto a spulciare su Amazon o Ibs e mi diverto a leggere i commenti dei vari lettori e qualche volta mi appunto il nome di un libro per acquistarlo. Le recensioni invece, sono fondamentali per gli eBook, dove il prezzo più competitivo (a volte quasi regalato), permette un’ampia scelta e l’unico modo per districarsi tra cento articoli simili sono appunto le recensioni. La prima cosa che faccio è andare a vedere quelle negative… lo so, tutti adorano il buono che da sicurezza, ma sono attratti dal cattivo dal fascino misterioso: “voglio proprio vedere se è vero che questo libro fa così schifo!” Scarto a priori le recensioni che si limitano a dire è bello o brutto, mi piace o no, utili solo alla media delle stelline. Mi soffermo invece su quelle più dettagliate, le scorro veloci in cerca di qualcosa che mi distingua una recensione Jalisse tipo “fiumi di parole” da quella che interessa a me: un’analisi chiara e semplice di cosa funziona o meno in quel libro. Non importa che sia tecnica, né mi interessa una scheda di valutazione, voglio solo leggere quali emozioni e ricordi quella storia ha lasciato nel lettore.

Perché vi dico questo? Perché per vari motivi anche io ho iniziato a recensire libri, un po’ per divertimento, un po’ perché è quello che vorrei gli altri facessero per me quando leggono i miei libri. E come recensisce Pietro Ferruzzi? Allora, questo è il mio approccio: se acquisto un libro di un autore esordiente senza che questo mi chieda niente, dopo averlo letto lo recensisco solo se mi ha colpito particolarmente. Se non mi è piaciuto o se il commento finale può essere riassunto con un: “sì bello, ma niente di eccezionale”, non ci perdo tempo a scrivere una recensione. Le cose cambiano radicalmente se qualcuno mi chiede di recensire il suo libro. In questo caso leggo fin dall’inizio con occhio critico sapendo che alla fine, volente o nolente, dovrò comunque dare un feedback. Dopo aver finito il libro, a seconda delle emozioni che mi ha trasmesso, possono passare giorni o addirittura settimane prima che riesca a commentarlo. Questa finestra temporale non è casuale; a volte ho bisogno di vedere se ripenso ai personaggi, se mi mancano o se continuo a chiedermi il perché di alcune scelte narrative piuttosto di altre. A volte la prima impressione è negativa, poi rileggo qualche passo poco chiaro o mi confronto con l’autore (ad es. per capire se è stato fatto un editing o un determinato tipo di studio/ricerca, che tipo di messaggio l’autore voleva far arrivare al lettore). Quindi, quando penso di avere tutti i pezzi del puzzle, mi metto a scrivere una recensione. Ebbene, ciò che scrivo è spesso di getto, come quando lavoro ai miei racconti o ai romanzi. Se inizio a scrivere non mi fermo più fino a quando non ho finito la scena, il capitolo, il racconto stesso. Magari mi ci vuole un mese per sedermi al computer e affrontare quella recensione, ma quando mi ci metto le mie dita volano sulla tastiera. Volete qualche esempio? In questa pagina del blog trovate tutte quelle che ho scritto: L’angolo del recensore

Come vi dicevo e come forse avrete avuto modo di leggere, le mie recensioni non sono affatto tecniche. Non mi permetterei mai di parlare di grammatica, punteggiatura, impaginazione, “d” eufoniche o altri tecnicismi per cui io stesso mi affido a editor professionali. Non ho uno schema preciso: copertina, ambientazione, stile narrativo, struttura trama, caratterizzazione personaggi, messaggio dell’autore e citazioni. Davvero, le parole escono come le penso nell’ordine che la mia testolina bacata le partorisce. Le citazioni poi… nemmeno riesco a selezionarle nei miei scritti, figurarsi nelle opere di altri! La mia valutazione tecnica si limita a questo: se ci sono refusi è giusto indicarli; se gli errori iniziano ad essere qualcosa in più di semplici refusi faccio presente se è stato fatto o meno un editing e che forse andrebbe rivisto; se lo stile dell’autore è scorrevole o pesante lo troverete nei miei commenti. Quindi ecco che se qualcosa mi ha davvero impressionato non posso fare a meno di portarla agli onori della cronaca, mi sale l’entusiasmo e questo trasuda da ogni parola scritta! Cerco di trasmettere quello che ho provato leggendo il libro, se i personaggi sono funzionali alla trama e sono ben caratterizzati, se ci sono lacune o temi che avrei approfondito. Mi piace mettere in evidenza l’originalità e l’evocazione delle scene che l’autore riesce a suscitare. Praticamente faccio un’analisi di alcune caratteristiche del romanzo ed essendo un cuor contento cerco sempre di cavare tutto ciò che c’è di positivo.

Visto che va di moda arriviamo al voto finale: le tanto rinomate stelline. Di solito do il massimo quando voglio premiare l’autore, anche se magari ci sono piccoli errori di inesperienza o qualche dettaglio fuori posto. Se la storia mi ha colpito, lo stile è fluido, la trama è originale e non ci sono strafalcioni sono 5 stelle. 4 stelle è il voto più gettonato al momento, significa che è un buon libro che potrebbe ambire al massimo voto se risistemato in qualche modo (per es. con un editing, oppure sistemando qualche errore ricorrente, qualche inconsistenza o un capitolo). Per ora 3 stelle, che comunque è sufficiente, non le ho mai date, anche perché ho avuto un paio di libri da 3,5 stelle e per un motivo o per un altro (comunque spiegato nella recensione) tendo ad arrotondare a 4 stelle visto che i mezzi voti non si possono dare. Sul fatto di scrivere recensioni negative, solo un paio di volte mi è capitato su alcuni eBook acquistati, ma le ho nemmeno pubblicate vedendo che quei libri avevano talmente tante recensioni a 5 stelle che ho messo in dubbio il mio giudizio (e anche per evitare spiacevoli inconvenienti…); mi fosse stata richiesta una recensione sarebbe stata un’altra storia, ma chi me lo fa fare di pubblicare una recensione a 1-2 stelle con tante critiche per autori che ne hanno decine entusiastiche? A volte mi viene da pensare che alcuni romanzi siano pompati con commenti pilotati… ma mi fermo qui.

Una volta scritta la recensione, quasi nemmeno la rileggo e la mando all’autore del romanzo chiedendogli di verificare che non ci siano inesattezze o errori gravi di comprensione da parte mia (leggo molto veloce e solo la sera prima di addormentarmi, quindi ci sta che mi siano sfuggiti dei dettagli e questo a volte mi impedisce di apprezzare al 100% gli sforzi dell’autore). Per adesso soltanto una volta mi è successo di aver toppato nella comprensione del testo e dopo un intenso confronto con l’autore e ulteriori spiegazioni, ho cambiato alcune frasi. Ho sempre trovato autori che hanno accettato le mie piccole critiche e spesso hanno apprezzato i miei sforzi per comprendere i messaggi che loro vorrebbero mandare ai propri lettori. Per fortuna, come detto, non mi sono ancora imbattuto in richieste di recensione di romanzi che non vorrei dover leggere e se questo accadrà in futuro mi sforzerò di essere imparziale e di scrivere una recensione in ogni caso, anche se negativa. Da autore non vorrei imbattermi in persone “vendicative” che non sono in grado di accettare critiche, potrei uscirne danneggiato io stesso; se ne sentono tante a giro e spesso la realtà supera di gran lunga la fantasia. E’ anche vero che devo del rispetto a chi perde tempo a leggere le mie recensioni e magari ne viene influenzato quindi non posso consigliare dei libri che non sono davvero all’altezza. Quando uno tiene un blog scrive per raccontare e raccontarsi, mi piacerebbe sapere se questi articoli vi sono in qualche modo serviti o se le recensioni scritte abbiano in qualche modo influenzato le vostre letture. Così come mi piacerebbe sapere cosa ne pensate delle recensioni in generale e cosa cambiereste se dipendesse da voi.

In conclusione, in quello che faccio ci metto sempre la faccia. Poi posso essere più generoso di altri nella votazione finale cercando sempre di far emergere le qualità di un romanzo piuttosto che i suoi difetti, però non è che per questo taccio eventuali errori, refusi, particolarità che non ho apprezzato etc. etc. Mi rendo anche perfettamente conto, e ne ho avuto conferma sui miei libri, che “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”. Ragazzi/e c’è poco da fare, il gusto personale vale tantissimo, ciò che io ho amato per altri lettori può essere motivo per chiudere lo stesso libro e smettere di leggerlo, d’altronde “il mondo è bello perché è vario” e io sono qui a cercare di far risplendere quel caleidoscopio di emozioni che tanti autori “sconosciuti” riescono a trasmettere con le proprie opere.

Un I.D.E.A. a Romics

Domenica 8 Ottobre

Oggi voglio raccontarvi una storia, una giornata speciale cominciata con una fastidiosa sveglia alle 6 del mattino, proseguita con una corsa alla stazione e un treno regionale stracolmo di gente di ogni età, cosa che non mi accadeva più dai tempi delle superiori cioè molto ma molto tempo fa. Facciamo un passo indietro, seguitemi (mi sento molto Alberto Angela eh eh eh)…

Come ormai sanno anche i sassi ho rescisso il contratto con la Casa Editrice del mio primo romanzo per rincorrere un sogno, entrare in una “famiglia” editoriale. Questo sogno si è realizzato pochi mesi fa è ha portato all’uscita del mio secondo romanzo Il Ritorno dei Berserker con la piccola realtà editoriale I.D.E.A. anagramma di Immagina di Essere Altro. Questi ragazzi hanno i mezzi per promuovere il libro a livello nazionale consentendomi di stare in panciolle ad aspettare di diventare famoso? No, non credo proprio. I.D.E.A è una piccola realtà, ma bellissima. Ognuno ha il suo ruolo ben definito e in 8 ore di fiera non ho assistito a uno scazzo che sia uno, nonostante la pressione, la stanchezza e il piccolo spazio che ci dividevamo in 10 persone tra autori, illustratori e promoter, il tutto orchestrato dall’attenta e impeccabile Claudia Cintio.

Dopo questa premessa torniamo alla mia prima esperienza Romics come autore ospite di uno stand ma anche ritagliatore ufficiale di bigliettini da visita, non mi sono fatto mancare niente. Quindi, sopravvissuto alla calca del treno, mi faccio trasportare dal flusso di gente fino all’ingresso Nord dove in fila per entrare faccio la piacevole conoscenza di “Predator”. Con la sua vocina flautata mi domanda gentilmente: “Vuoi spostarti o ti devo spostare io?” Fantastico, non posso che lasciarlo passare. Sono emozionato, i ragazzi di IDEA li avevo visti solo in foto e alcuni via skype e mi vedo arrivare una Banana con in mano il mio libro, cioè capite bene cosa possa significare questo per uno che di soprannome fa “Bana”? Insomma tutto in mio onore. La Banana era “Beverendo” alias il reverendo del bere, uno della famiglia insomma.

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Stand I.D.E.A. a Romics, con Jasmine, Eva e Alessandro, gli altri giocano a nascondino

Arrivo allo stand e con un po’ di timidezza vengo sommerso da baci e abbracci, forse qualcuno ci ha anche provato ma adesso non ricordo eh eh eh. Non faccio a tempo a sistemarmi che mi mettono in mano le copie del libro che avevano messo da parte per loro chiedendomi dedica e firma.

 

 

 

 

 

 

 

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A sinistra dei vostri teleschermi “il Beverendo”, a destra Daniele Soltanto

Banana Beverendo mi saluta di fretta, deve scappare, sono confuso, non capisco e cerco conforto negli altri che ridono. La voce dell’altoparlante risuona “Lo stand IDEA ha perso una banana, chi la riporterà indietro avrà un ulteriore sconto e gadget in omaggio”. Bella trovata, la concorrenza è spietata e bisogna inventarsi le peggio cose per emergere. Dopo poco la Banana torna a casa, riportata da uno che stava cercando una banana vera per terra, vabbè, sorvoliamo. Purtroppo il costume della Banana non l’ho fotografato (mea culpa, troppa emozione) ed era soltanto in prestito. Meno male che avevamo la maschera dell’unicorno che il povero Alessandro si è trovato simpaticamente costretto ad indossare (nemmeno qui ho le prove fotografiche sigh). L’annuncio cambia: “Allo stand IDEA hanno ritrovato la Banana, ma hanno perso l’unicorno etc etc”. Nessuno ha riportato l’unicorno, credo che Alessandro sia ancora in fiera a cercare qualcuno che gli insegni la strada di casa…

Mi sento di impiccio, non so cosa fare se non guardarmi intorno e fotografare i nostri bravissimi illustratori all’opera, la gente che si ferma a osservarli con sguardo stupito.

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Suwan Cancedda allieta e intrattiene con la sua arte ogni genere di pubblico

Claudia, Jasmine, Beverendo ed Eva che approcciano potenziali clienti senza mai essere troppo entranti o fastidiosi, sempre con il sorriso e la battuta pronta. Io non sono un grande venditore, l’unica esperienza fatta è stata a Los Cristianos (Tenerife) finita l’università, dove facevo il “butta dentro” per un disco pub spagnolo. Però osservo e cerco di imparare. Mi sento più sciolto, i miei compagnucci cercano di mettermi a mio agio e accetto pure un panino di Marko per smorzare la fame. Spiccico qualche parola, provo a vendere qualche libro (anche quelli degli altri ma non avendoli letti forse ho fatto più danni che altro…). L’incontro più lungo l’ho avuto con una persona che si è rivelata potenzialmente interessante per collaborazioni a più ampio raggio e appena l’ho capito ho chiamato subito l’artiglieria pesante per non sprecare il lavoro di persuasione di Beverendo. Il tempo scorre veloce, a un certo punto la figura statuaria di XENA (la principessa guerriera) e la sua degna compagna sovrasta lo stand.

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Devo fare il bravo, devo fare il bravo, devo fare…

Non ce la faccio più a contenermi, manca poco al treno di ritorno e mi lancio in un valzer di foto e abbracci. Mi sento un ragazzino.

Tanto per non aumentare la pressione della giornata, mi viene comunicato che verrò intervistato via cellulare in fiera. Un intervista da supereroe in quanto dovevo riuscire a terminare le risposte tra un annuncio e l’altro. Le domande non mi trovano impreparato tanto che devo bloccare tutto controllare su internet un paio di cose e ricominciare. Tra una risata e l’altra finiamo l’intervista ma non facciamo in tempo a esultare che scatta l’emergenza bigliettini. Sì insomma avete capito, bigliettini super professionali per stimolare la gente ad andare sulla pagina facebook IDEA e lasciarci un LIKE (l’avete fatto? No? Ok piacciatelo adesso poi potete continuare a leggere). Mi chiudo nel mio angolino con carta e forbici in mano staccando sacchettini all’occorrenza e dedicando un po’ di libri. Non posso ancora considerarmi un autore emergente, ma non sono nemmeno più un esordiente di primo pelo, e firmare una dedica è sempre un’emozione. Ma non vi nego che in un paio di occasioni mi sono quasi commosso, domenica ce ne sono state ben tre. Per rendere meno pesante questa parte dopo ogni occasione seguirà una foto con delle Cosplay.

Occasione 1: un ragazzino molto timido, accompagnato dal babbo ha scelto proprio il mio libro e la stampa del berserker, quindi abbiamo un po’ parlato (col babbo, il ragazzino non spiccicava parola). Pensate che aveva già speso tutto il budget in libri ma non ha voluto rinunciare al mio. Suo padre è stato comprensivo, hanno comprato il libro e chiesto la dedica. Quindi ha fatto una cosa che non mi sarei aspettato: gli ha letto la dedica di fronte a me. Al figlio gli si sono illuminati gli occhi.

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Ma una con un cuoricino invece di un’arma no???

Occasione 2: una coppia di genitori si è fatta spiegare tutto e poi ha comprato un sacco di libri per i tre ragazzini. Uno dei tre, purtroppo, aveva un impedimento fisico ma si è subito dimostrato molto intelligente con domande che nemmeno i “grandi” avevano mai fatto. L’idea che questo ragazzino potesse trovare il mio romanzo inadeguato mi ha messo in ansia, vorrei davvero poter un giorno sentirmi dire da lui che l’ha trovato fantastico, incrociamo le dita.

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Avatar alla fine ce l’ho fatta a farmi la foto con te!

Occasione 3: una ragazzina con le bionde trecce gli occhi azzurri e poi… di cui non dirò il nome, Lidia, si fa spiegare tutti i libri quindi senza esitazioni punta il mio berserker. Il padre cerca di dissuaderla, magari cercava più una lettura adatta a lei (e comunque ognuno è adatto a se stesso, quindi…). Insomma se ne sono andati. Dopo 10 minuti vedo Lidia trascinare il babbo e chiedere il libro con un sorriso a 32 denti. Le ho promesso una cosa nella dedica e non vedo l’ora di mantenerla.

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Scusate avevo finito le foto con le Cosplay, qui siamo tutti impegnati a soddisfare i nostri lettori

Nel frattempo le cose stanno andando molto meglio del previsto, nonostante il minore afflusso di gente rispetto a quanto sperato, i ragazzi di IDEA festeggiano l’ultimo sacchetto per “uscire” i libri e l’ultimo elastico per le bellissime stampe degli illustratori. Dalle 16 alle 17 si regalano stampe ai primi 10 che urleranno IDEAAAAA nel corridoio e l’iniziativa ha un grandissimo successo, in meno di 30 minuti tutte le stampe sono state date via e il grido IDEA riecheggiava ancora tra gli stand del padiglione 7. Gli illustratori continuano a sfornare sketch alternandosi con la matita (Alessandro Grillea e Daniele Soltanto) e Suwan Cancedda al digitale.

Tra una chiacchera e l’altra si passa alle foto di coppia e di gruppo, posso confessarmi che è nata una storia con Marko D’Abbruzzi ma soprattutto con le sue Cronache di Ansorac. 2017-10-09-PHOTO-00002144.jpg Abbiamo con noi anche uno dei rappresentati del misterioso nuovo autore IDEA John Brown! Chi è John Brown? E chi lo conosce, leggetevi la sua intervista qui se siete curiosi, posso solo dirvi che ha scritto una saga che si chiama Reset. Eva D’Amico invece mi regala tranquillità e preziosi consigli che rimarranno nella mie “Memorie di Sangue“, mentre Claudia e Jasmine sono distrutte e con la schiena a pezzi.

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Torno da una visitina allo stand degli amici virtuali della Dark Zone, dove finalmente conosco dal vivo il compagno di team del contest #2500rockmore Antonello Venditti (non il cantante) con altri bravissimi autori e mi ritrovo a conoscere la mitica Eleonora Marsella passata a salutare lo stand IDEA. Nemmeno il tempo di sedersi che Daniele mi regala il primo sketch dedicato a Il Ritorno dei Berserker, ma non vi dico niente, vediamo chi indovina cosa rappresenta il suo disegno.IMG_0124

E’ tempo di ripartire, con la consapevolezza di aver partecipato a un evento unico nel suo genere e di aver finalmente conosciuto la mia “famiglia” editoriale. Un po’ dispiaciuto ma terrorizzato dal perdere Il treno mi avvio alla stazione di Fiera di Roma. Arrivo a Firenze con un ritardo di 29 minuti, giusto giusto per non chiedere il rimborso, ma si sa, sfiga.

Esperienza da rifare? Cosa ne penso? La risposta è: ci vediamo tutti alla fiera di Pordenone, io sarò lì sabato 18 Novembre!

Fiestaaaa

Oggi sono così emozionato che sembro un galletto al primo appuntamento. Per celebrare l’avvicinarsi alla conclusione del contest #2500rockmore e la vittoria del TEAM Arancini e Zibibbo ho organizzato una grigliata coi fiocchi. Purtroppo, a volte gli imprevisti rischiano di rovinare tutto. Sconfortato prendo il telefono e compongo il numero.

Tuuu… tuuu… tuuu… Uffa non risponde mai quella lì, tuuu… tuuu… click, qualcuno o qualcosa ha risposto!

“Pronto? Pronto? Veronica sono Pietro mi senti?” Uno sbadiglio mi accoglie senza troppo entusiasmo.

“Veronica svegliati sono io, Pietro, quello buono, non quella sottospecie di fiore! Oh che dormi sempre?” La sento sbuffare infastidita.

“Sai Pietro, cavalcare i draghi stanca…” Ridacchia soddisfatta.

“Veronica! Possibile che sempre lì vai a cavalc… ehm parare? Stammi a sentire, abbiamo un problema. Stasera salta tutto, questo tempo è un disastro e non si può braciare”.

“Uff Pietro, sei sempre il solito pessimista, ho già inviato il Drago-Taxi per prelevare Mariano e Teresa;e per la pioggia tranquillo le ali dei miei draghi ci manterranno all’asciutto, l’ho soprannominato il Dra-Zebo…” Si rende conto della scemenza appena detta, almeno ha il buongusto di rimanere in silenzio. Lascio perdere.

“Ma come faranno in groppa al drago, si bagneranno come dei pulcini?”

“E che gliene frega a loro, tanto hanno altro per la testa quei due, non se ne accorgeranno neppure”. Il tono menefreghista non lasciava spazi a dubbi, la stavo perdendo, potevo captare i ferormoni impazziti all’altro capo del telefono. Provo a distrarla.

“Non ho sentito Emanuela, sai se viene?” La butto lì con nonchalance.

“Sì, sta correggendo per l’ennesima volta il percorso del treno, dovrebbe arrivare in tempo”.

“Bene, e il Venditti?” Domando speranzoso.

“Antonello? Poeraccio, quello è in brache di tela, tutti lo cercano per cantare e nessuno compra le sue opere, è disperato e con un fastidioso mal di gola”.

“Ah ecco, ora mi spiego questo tempo di merda! Digli di abbozzarla di cantare o gli cavo le corde vocali!” Mi restavano poche domande lo percepivo chiaramente; sbuffi di impazienza svaporettavano dal cellulare.

“Se vuoi che venga fagli il biglietto del treno, tanto poi ti si rendono dal monte premio del contest”. Aggiunge lei serafica, tanto si sa, facile fare i generosi con i soldi degli altri.

“Sì come la spesa per la grigliata…” aggiungo sconsolato.

“Ah proposito Pietro! Ricordati i cinghiali per i miei cuccioli!”

“Cavolo me ne sono dimenticato, ora sguinzaglio quelli dell’impero, ce n’è uno che quando sente odore di cibo non lo ferma più nessuno!”

“Ah…” silenzio che non prometteva niente di buono. “Non sarà quella specie di Obelix senza treccine che fa colazione con lardo e fagioli? Guarda che se mangia i bocconcini per i miei draghi poi quelli si scofanano Mariano, fo pe dittelo!”

“No no tranquilla, sta facendo dei corsi di auto-controllo, ora è tutto preso dal disegnarsi fiorellini sulle unghie, quando non caccia è come un agnellino. Ti aspetto tra poco… Veronica? Veronica?” Niente da fare, c’era solo da sperare che facesse in fretta.

L’atmosfera è allegra nonostante la pioggia fitta. Lo zibibbo scorre a fiumi e gli arancinI preparati da Teresa per antipasto sembrava non finire mai. I draghi mantengono il fuoco acceso e fungono da riparo in modo impeccabile, eccetto per alcune loffie causate dallo spuntino selvatico; fastidiose ma tollerabili almeno quanto la presenza dei membri del team impero sdraiati sotto il tavolo a sgranocchiare un paio di ossa sputate dalle creature di Veronica.

“Certo quelli dell’impero si sono ridotti proprio male…” Emanuela li indica ridendo con chicchi di riso di arancino che schizzano da tutte le parti.

“Ehi vacci piano con l’alcool Emanuela! Siamo solo all’antipasto, se ci collassi non vorrai mica lasciare le sarsicce e la rosticciana buona a quelli dell’impero?” Si intromette Mariano versando Zibibbo come se non ci fosse un domani.

“Sì vabbè, forse l’unico che si salva è quello nuovo, maremma impestata non mi viene il nome, eppure è in tutti i gruppi nemmeno il prezzemolo…” Antonello si sforza di farsi sentire ma si vede che sta soffrendo.

“Pietro lo conosce sicuramente, ma adesso è dietro alla ciccia. Ehi, ma non è quello lì nell’angolino che si sta grattando le pulci? Ma lo sapete che la bulla a quello lì gli fa gli occhi dolci?” aggiunge Veronica maliziosa.

“Sieee, quello gioca ancora con gli star wars dell’esselunga, altro che con la Katana e la bulla”. Risponde pratica Teresa. “A proposito” prosegue, “portate qualche pannocchietta al fochista che sono ottime quest’anno”.

“Ma dove sono finite le pannocchiette?” Emanuela le stava cercando ovunque, “mi sa che sono sparite come al loro solito!”

“Ah ah ah saranno a giocare a nascondino nel microonde”, Antonello non sa cantare molto bene, almeno ogni tanto riesce ad essere divertente. Io intanto continuo a grigliare ascoltando tutti i loro discorsi con il sorriso stampato sulla faccia. Non ricordo quanti cacchio di bicchieri di zibibbo mi avesse versato Mariano, so soltanto che stavo pomiciando con una delle draghesse di Veronica quando la voce della capitana mi riporta alla realtà. “Pietroooo vieni a mangiare!” Mollo la dragonessa che non la prende tanto bene, ma almeno la sua sfuriata finisce di cuocere la bistecca.

“Arrivo, arrivo…” mi approssimai barcollante con la ciccia.

“Dicevamo Pietro…” Mariano mi abbraccia commosso, “ormai manca poco al nostro trionfo, ci stavamo proprio chiedendo che fine avesse fatto la capitana dei bulli”.

“Quale? Quella che si scalcinava i denti con una spada di di terza mano?”

“Sì sì proprio lei!” Interviene Emanuela.

“Credo sia ancora in ospedale perché la lama le si è incastrata tra i denti, mi sa che non gliela fa per la fine del contest”. Rispondo ridendo. Nel frattempo Mariano continua a versare e io comincio a vedere i mostri.

“Guardate” urlo saltando sulla sedia, “Cosa sono quegli esserini brillanti che sciamano sui nostri avanzi?” I miei compagni si guardano straniti, capisco che qualcosa non quadra.

“Mariano smetti di versare lo zibibbo a Pietro, non lo regge, apri un brunello e sentiamo cosa ha da dire”. Teresa sapeva quando era il momento di tirare fuori… i gradi. Dopo mezza boccia di brunello finalmente ricomincio a ragionare. Vedo Antonello davanti a me, sta dipingendo qualcosa su una tela. Strizzo gli occhi, ecco cos’erano quegli affarini, e io che mi ero Immaginato Di Essere Altro e che i Krilli fossero stati clonati dopo l’estinzione! Anche gli altri dedicano le loro attenzioni al dipinto.

“Bello ma…” Inizia subito Emanuela, “dovresti correggere sto sbaffo qui e lì vedi? Il colore è troppo acceso”.

“Secondo me tra le due, meglio quando riempi il Foro Italico con la tua musica…” Solo l’intervento di uno dei suoi draghi riesce a salvare Veronica da un destino infausto. Dopo almeno una boccia di zibibbo Mariano calma Antonello e possiamo tornare a ragionarci.

“Ma non lo vedete che è un quadro modernista!” Intervengo a gamba tesa, io che non so la differenza tra un quadro e, boh quanti tipi diversi di quadri si possono fare? L’urlo di Munch mi sembra Teresa quando ha finito il ragù per gli arancinI.

Mentre Antonello rantola a terra sbavando dalla bocca, Mariano apre gli occhi e smette di versare Zibibbo urlando: “La tarapia tapioca con lo scappellamento a destra vuol dire solo due parole: vice, inferno”. Poi di colpo si spenge. Ci guardiamo spaesati e non avendo niente da dire ci facciamo un altro cicchetto. Intanto Antonello si è appena ripreso dalla scoperta della mia immensa cultura artistica e, con dito tremulo indica il dipinto.

“Forse ha visto la Madonna!” Dichiara Teresa come se nulla fosse, inghiottendo una costina intera, osso compreso. Non dico niente, tanto ormai siamo a fine cena e lei sembra aver apprezzato la ciccia toscana.

“Ma no dai, quelle sono ali, al massimo è un grifone”. Provo a concentrarmi sul dipinto per non pensare alla fame di Teresa che risolverebbe il problema della fame nel mondo.

“Ma che dici Pietro, non vedi che manca il bordino verde?”

“Hai ragione, Veronica” annuisco, “Antonello, ma che cavolo hai disegnato? Non si capisce niente!” Il buon Venditti mette via il coltello con cui stava misurando le vene del polso e, con il volto cinereo, cerca di spiegarci.

“E’ quello che rimane degli Angels dopo l’esorcismo di Mariano! Mi ha sciupato il disegno quel fetente!” Sentendosi nominare Mariano inizia ad avere millemila tic, allora Teresa che lo conosce bene inizia a cantare: “Ammazza la vecchia… Ammazza la vecchia…”

Mariano esplode gettandosi sul tavolo gridando “Chi ha sterminato i… chi ha sterminato i…” ma non ricordandosi il nome del team intrappolato nel rebus da lui creato alza le spalle e si tracanna quel che rimane dello zibibbo.

“Ragazzi direi che è ora di andare, i miei draghi hanno un altro impegno” dichiara Veronica fresca come una rosa alle sei della mattina. Ormai erano alcuni minuti che il cellulare vibrava senza sosta e aveva palesemente altri impegni…

“Sì anche noi dobbiamo tornare, prima però ti diamo una mano a rimettere a posto”. Teresa non si smentisce proprio mai.

“Ma di che! Gli avanzi li finiscono quelli dell’impero e per il resto…”

“C’è Mastercard?” Domanda Emanuela seria come un esattore delle tasse.

Rido e batto due volte le mani. Quel che rimaneva del team dei bulletti sbuca dal nulla vestito in smoking e inizia a rassettare tra gli applausi dei miei compagni.

Mi avvicino a salutare tutto il team, anche se con tre settimane di anticipo, abbiamo festeggiato come si deve la vittoria sicura del #2500rockmore contest.

Benvenuti in…

Questa settimana siamo arrivati alla puntata numero 8 di #2500rockmore organizzato da Scrittori e Lettori Fantasy. Un percorso che ci sta accompagnando da poco più di 2 mesi e che ha creato delle belle amicizie, ormai la chat del contest viene utilizzata più per sparare boiate che per parlare del racconto (tanto ormai abbiamo vinto). Per questo articolo si è proposto Mariano con la collaborazione fondamentale di Teresa. Già perché il momento della pubblicazione del racconto si sta avvicinando ed è giusto che i nostri esplosivi autori prendano in mano la situazione e ci conducano nel meraviglioso mondo che è la loro immaginazione. Mariano, il nostro pignolissimo Lodato, è davvero riuscito a mettermi in difficoltà con questo articolo inviandomelo per posta insieme a questo messaggio: “Pietro io voglio vedere come lo introduci questo”. Eh beh, ci credo, praticamente è un articolo con tanto di prefazione, corpo centrale e degna conclusione, e io, povero blogger non posso fare altro che riportarvelo in toto sperando di non averlo sciupato con queste righe. Buona lettura a tutti e se vi venisse voglia di partire subito non potrete che avere la mia comprensione (io ho già comprato i biglietti).

Abbiamo scollinato, il #2500rockmore si avvia lentamente verso la sua conclusione. Vi abbiamo presentato l’evento; vi abbiamo parlato degli altri sei gruppetti in gara; vi abbiamo fornito delle chicche circa i componenti del nostro Team; vi abbiamo fornito le prove storiche della nostra predestinazione al gradino più alto del podio. In tutto questo tempo, però, non vi abbiamo ancora spiegato perché proprio “Arancini e Zibibbo” e non “pizza e fichi”, per esempio. Quando Jordan River chiese di dichiarare le compagini, con i compiti assegnati a ogni elemento del gruppo, soddisfeci tale richiesta in modo più che professionale: mancava però il nome del Team. Teresa, la nostra capitana, propose di utilizzare la prelibatezza che aveva appena finito di preparare: gli ArancinI (che, per inciso, ancora non si è decisa a preparare con le proprie mani, per poi condividerli con i propri compagni di squadra). L’accostamento con il vino tipico di quella stessa terra è stato praticamente immediato e naturale.

Da quel nome ha quindi preso forma anche lo spirito che ha unito e che sta accompagnando l’avventura di Teresa, Pietro, Emanuela, Antonello, Veronica e del sottoscritto. Lo spirito che si viene a creare stando a tavola con amici di vecchia data; quello stesso spirito capace di farti trascorrere ore spensierate (o anche a far baldoria se si esagera con lo Zibibbo), magari parlando delle meraviglie di quella terra da cui è stato tratto il nettare che si sta sorseggiando, o che ha dato vita alla ricetta di quelle deliziose palle (o coni) di riso.

Passare quindi da una meraviglia all’altra è ogni volta un attimo. Immaginarsi sulla piazza di Castelmola, con lo sguardo che si perde sullo scorcio dello Ionio sottostante;

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Foto pubblicata su http://borghipiubelliditalia.it/project/castelmola/

perdersi con la fantasia mentre si percorrono i viali della suggestiva Villa Belvedere di Acireale;

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Foto pubblicata su http://www.fantafonda.it/citt%C3%A0/acirealeluoghii.asp?id=7

passeggiare per i sentieri della pineta di Nicolosi, ai piedi di Sua Maestosità l’Etna,

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Foto pubblicata da https://www.etnatracking.com/pineta-monti-rossi-nicolosi#tab-5

oppure sulla splendida sabbia nera della spiaggia di San Giovanni Li Cuti, a Catania;

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Foto pubblicata su https://www.paesionline.it/italia/spiagge-catania/la-spiaggia-nera-di-san-giovanni-li-cuti

rivivere la storia attraverso i resti dell’anfiteatro romano,

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Foto presa da Pixabay

o toccare con mano la vastità della flora presente nell’orto botanico, sempre a Catania.

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Foto presa da Wikipedia

Molti, arrivati a questo punto, si staranno chiedendo il perché di questa divagazione: lo farei di sicuro anche io, trovandomi dinanzi a un articolo del genere. Chissà, magari un motivo sensato, con un po’ d’impegno, lo si potrebbe sempre trovare anche in questo mio vaneggiamento.

Scherzi a parte, mi premeva rendervi partecipi delle sensazioni che Teresa, attraverso le sue descrizioni, è stata capace di trasmettere solo descrivendo quei luoghi. Di quanto possa essere d’ispirazione, in tutte le forme dell’arte, una terra come quella sicula, capace di coniugare acqua e fuoco nella medesima veduta d’insieme; capace di far apprezzare le proprie specialità gastronomiche mentre si ammirano le sue bellezze storiche e architettoniche. Posti così caratteristici che potrebbero essere presi come sfondo ideale per qualsiasi tipo di storia creata dalla mente umana.

A nome del Team, in definitiva, vi invito tutti a seguirci, anche solo con la fantasia, per le viuzze dei borghi e delle cittadine a est dell’Etna fino alla conclusione del #2500rockmore.

Un banchetto a base di Arancini e Zibibbo sarà sempre pronto ad accogliervi alla fine del tour. Lo spirito goliardico che ci contraddistingue sarà ogni volta il leitmotiv del banchetto a cui vi accoglieremo sempre col sorriso sulle labbra, nonché con la battuta sempre pronta per poter ridere assieme.

Promuovere i propri libri: una storia vera

E’ un articolo scritto in diversi giorni, un articolo in cui mi metto a nudo (in senso figurato tranquilli non appariranno foto di me… sorpresa… con le mutandine a elefantino), sperando di essere d’aiuto per tutti quegli autori che si apprestano a compiere un percorso simile. E’ dannatamente difficile, non crediate sia una passeggiata o un hobby, il mondo dei libri è una guerra senza esclusione di colpi, non per nulla mi sono definito un “sadowriter”. Come vedrete però, esistono anche situazioni e persone che valgono ogni goccia di sudore versata. Buona lettura e se vorrete lasciare i vostri commenti sarà un piacere per me interagire con voi.

Questa è un’avventura cominciata molto tempo fa, partendo da un gruppo Facebook di amanti del genere Fantasy, da alcuni contatti più simpatici e interattivi di altri, dalla voglia di emergere in un mare magnum di libri di autori sconosciuti o quasi. Proviamo a fare un pò di storia vissuta di un povero autore esordiente allo sbando… Avevo da poco pubblicato IL SIGILLO DI AETHEREA (Maggio 2016 Editore Campanila) e mi affannavo a promuovermi in un ambiente a me sconosciuto senza tanti mezzi e poche idee. La prima cosa che ho cercato di fare è stata quella di interagire nei millemila gruppi a cui mi ero iscritto, evitando lo spam selvaggio che io per primo non sopportavo nella mia bacheca.

PRIMA CONSIDERAZIONE: lo spam su internet per un cartaceo di 18,00 euro difficilmente porterà dei risultati; i libri li ho venduti scontati e anche di parecchio (sono ancora in offerta). Sicuramente un ebook a basso costo è più idoneo da promuovere e diffondere su internet.

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Quando ho realizzato che pochi leggevano i post sui gruppi, nonostante gli sforzi e il tempo impiegato a scrivere cose divertenti, mettere immagini accattivanti, estratti, recensioni e quanto altro, ho trascorso svariati minuti davanti allo schermo del PC come in attesa di qualcosa, una rivelazione, un segno ma… niente. Vi assicuro che ci sono stati dei momenti in cui ho pensato di mollare tutto: blog, pagina e gruppi su Facebook. E questo a nemmeno tre mesi dalla pubblicazione! Siamo infatti a fine agosto 2016 ed avevo appena finito di scrivere, dopo un anno di sacrifici, IL RITORNO DEI BERSERKER secondo capitolo del ciclo L’Era della Luna Rossa.

Superato il momento di sconforto grazie soprattutto ai complimenti dei lettori e alle bellissime recensioni di almeno una decina di blogger diversi, decisi di rimboccarmi le maniche e cambiare strada. Mi sono dato da fare capillarmente collaborando anche con altri autori esordienti/emergenti (poi su questo ci torno sopra), misi da parte la mia incapacità a vendermi e, forte dell’entusiasmo dei miei lettori, riuscii a finire i libri e a ottenere dall’editore una seconda ristampa di IL SIGILLO DI AETHEREA per supplire alle richieste “natalizie”. Per aumentare i LIKE sulla pagina Facebook e i follower di questo Blog mi sono scervellato. Ho iniziato a frequentare goodreads, wattpad e a cimentarmi con articoli che potessero davvero aiutare un ESORDIENTE ALLO SBANDO a non sentirsi solo e abbandonato da tutti (non basta la bravura, l’esperienza e la dedizione ci vuole anche il fattore C [culo o conoscenze fate voi, sapevatelo]). Come mai abbandonati da tutti? Beh avrete provato almeno una volta quella brutta sensazione alla bocca dello stomaco che ti attanaglia non appena osservi lo sguardo terrorizzato dei tuoi amici/familiari quando pensano che stai per tirare fuori l’argomento “libro”? No? Beati voi… però alla fine tutti i nodi vengono al pettine e svariati amici, colleghi e anche familiari si sono ricreduti dopo aver letto il “libro” o aver ascoltato in diretta i commenti entusiastici di altri lettori.

SECONDA CONSIDERAZIONE: se hai scritto un fantasy o qualsiasi altro genere di nicchia la maggior parte dei tuoi conoscenti non saprà nemmeno di cosa stai parlando e lo comprerà/leggerà solo per la dedica (il mio migliore amico non l’ha ancora letto dopo più di un anno…), vuoi perchè non tutti amano leggere, vuoi perchè molti aberrano proprio quel genere, vuoi per la mancanza di tempo. Il modo migliore per contrastare questo fenomeno è rispondere sempre con il sorriso sulle labbra sibilando: “leggilo e poi ne riparliamo” oppure, “è vero che lo hanno letto in pochi, ma il 90% di quei pochi mi ha fatto sapere che gli è piaciuto moltissimo, leggiti le recensioni di blogger imparziali se non ci credi”.

Siamo arrivati a ottobre 2016 con una doppia sfida: promuovere IL SIGILLO DI AETHEREA e pubblicare IL RITORNO DEI BERSERKER, quali strategie adottare (vedi articolo come diventare famoso in poche mosse)? Vado con ordine, Ho deciso di aprire una pagina sul mio blog: L’Angolo del Recensore dove pubblicare le recensioni di altri autori esordienti conosciuti sui gruppi e che per un verso o per un altro mi avevano incuriosito. In questo nodoso venduto qualche libro e qualcuno ne ho scambiato con la promessa di recensirci a vicenda soltanto in caso di apprezzamento dell’opera altrui (no signori, niente recensioni falsate, ho preferito non pubblicare il mio parere personale su qualche libro letto, fortunatamente solo un paio). Ho abbracciato la filosofia dell’acchiappa like con un GIVEAWAY che ha avuto un discreto successo e mi ha portato nuovi follower e una bellissima recensione da parte della vincitrice Maria Filippone. E per il secondo libro? Un attimo di pazienza ora ci arrivo subito! Intanto, avevo promesso di tornare sul discorso “collaborazione con altri autori esordienti”. In questo contesto ho avuto il piacere e la fortuna di interagire con alcuni scrittori o persone comunque nel mondo dell’editoria tra cui vorrei segnalare Claudia Cintio, Marko D’Abbruzzi e Stefano Marguccio. Con i primi due è nata una bella amicizia condita da stima reciproca, mi sono innamorato del progetto I.D.E.A (Immagina Di Essere Altro) fin da subito ma per ragioni mie contrattuali che non sto a spiegarvi, non c’è stata la fumata bianca. Prima di decidermi verso il self publishing ho chiesto a Claudia di farmi da editor in modo da inviare alle Case Editrici un’opera quasi finita.

Siamo quindi a febbraio 2017, caricato a molla e fresco vincitore come miglior libro recensito nel 2016 da Sole & Luna blog per scrittori esordienti, mi presento a Firenze Libro Aperto con le mie belle stampe a colori della cartella del libro nuovo da pubblicare e pieno di entusiasmo. Mi incontro con tantissimi esponenti di case editrici piccole, medio, grandi ma soprattutto con autori che si sono fatti un nome nel mondo del self-publishing come Luca Rossi. Faccio indigestione di contatti e di promesse che so già essere vane. Torno a casa sconfortato; ancora una volta mi rendo conto di come, a scatola chiusa, il lavoro di un autore fantasy sconosciuto viene considerato meno di zero, proposte a doppio binario, proposte che non convincono e sinceramente mi passa la voglia di affidarmi a una casa editrice, però ormai il libro è finito e decido di selezionare una ventina di CE No EAP idonee e di tentare la fortuna. Nel mentre che aspetto le NON risposte delle case editrici, ecco che arriva una scheda di valutazione negativa che non sapevo avrei ricevuto e, se siete autori esordienti come me, converrete quanto questa sia da considerarsi come oro che cola. Certo, ogni valutazione è soggettiva, però alcune critiche costruttive mi hanno fatto riflettere e qui entra in gioco Stefano Marguccio al quale avevo appena finito di fare da Beta Reader per il suo secondo capitolo della saga Cronache dei due Mondi.

“ciao Stefano vuoi farmi anche te da Beta Reader?”, “Certo per quando ti serve?” “Mah con calma, facciamo due settimane”, “Un mese?” “Ok andata!”.

Grazie a questo scambio di letture è nata una nuova amicizia, un ottimo barbecue e Stefano mi ha aperto la vista nel vero senso della parola (marianna cane, ho cambiato tutto il manoscritto per rendere omogeneo il punto di vista dei personaggi)! Questo ha scatenato una reazione a catena in quanto Claudia ha dovuto rivedersi cosa avevo combinato… Ma ormai dentro di me gravava un peso che non andava nè su nè giù, CASA EDITRICE o SELF PUBLISHING? Nottate passate davanti al PC a consultare il sito Writer’s Dream, articoli sulla migliore strategia di pubblicazione, commenti ed esperienze di altri autori fino a studiarmi alcune piattaforme di self publishing e spulciare il contratto di Amazon KDP e tutto quello che comportava. Prendo coraggio e ordino a I.D.E.A. la realizzazione della copertina di IL RITORNO DEI BERSERKER che Alessandro Grillea esegue con totale soddisfazione del sottoscritto.

Tutto deciso quindi, ma il destino non fa incontrare le persone a caso e di fronte all’immobilità della Casa Editrice Campanila che per mancanza di risorse non aveva la possibilità di seguirmi, promuovermi e pubblicare l’ebook di IL SIGILLO DI AETHEREA ecco la svolta… Ho chiesto la rescissione del contratto in cambio dell’acquisto delle copie rimaste in giacenza (ecco perché le sto vendendo così scontate, praticamente le vendo al prezzo che le ho pagate io e anche meno, perché il mio scopo è farmi leggere da più persone possibili, credo nel mio lavoro e nel passaparola e sono convinto che i miei lettori siano i miei principali alleati. Tutto quello che desideravo era una “famiglia” editoriale a cui appoggiarmi, con cui condividere gioie e dolori e alla fine dopo esserci rincorsi per più di un anno ecco che dopo la rescissione Claudia e Marko (I.D.E.A) mi propongono di inserire IL SIGILLO DI AETHEREA e IL RITORNO DEI BERSERKER nel loro catalogo cartaceo.

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Ho accettato subito, in realtà non aspettavo altro, mi era bastato parlare con loro per capire che I.D.E.A. era proprio quello che stavo cercando, la mia nuova “famiglia”.

Ne volete un assaggio? Leggete qui: https://immaginadiesserealtro.blogspot.it

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Insomma, avete capito cosa voglio dire? Una ventata di freschezza che mi ha ridato la voglia di scrivere e di credere in questo sogno, di perdere le serate su internet a promuovere le mie storie, perché sono cosciente di essere uno dei tanti e neppure il più bravo, ma le storie che ho scritto trascinano il lettore nelle terre di Oppas a fare il tifo per i miei personaggi, anche quelli meno simpatici. E voi cosa state aspettando a dire la vostra sulla saga L’Era della Luna Rossa?