Bellard Richmont – Revenhunt

revenhuntDESCRIZIONE: “Una dopo l’altra, le pallottole calibro nove scorrono attraverso metallo, ossigeno, carne e sangue.
Sorvolano l’aria satura di hashish, oppio, tabacco e incenso.
I bersagli sono consci solo quando avvertono lo sparo che li rende prima sordi e poi morti.
Le teste sputano sangue e cervella, macinati dallo shock idrostatico. Vomitano piccoli geyser ematici dal foro d’uscita del proiettile.”

Un uomo e uno spettro saranno legati dalla vendetta e dall’odio verso una setta demoniaca, denominata Figli di Asmodeo.
Assieme varcheranno le soglie oscure dell’occulto e cammineranno tra i vicoli malfamati della città di Crossroad.
Semineranno sangue e raccoglieranno amare verità, fino all’abisso della dannazione.

RECENSIONE: Un romanzo in cui convivono più generi come thriller, horror e paranormale. Una scelta coraggiosa in quanto il rischio di scadere nel banale e nello splatter è molto alto, soprattutto quando si vuole mettere troppa carne al fuoco. Ad ogni modo, pericolo scampato; l’autore è molto bravo a districarsi tra i vari personaggi dando in pasto al lettore pochi elementi per volta. Questo incrementa la curiosità e la voglia di andare avanti e permette al lettore di rimanere attaccato alla trama godendosi l’evolversi dei personaggi, la loro caratterizzazione e la loro presa di coscienza. Garantisce quindi di provare una certa empatia, di essere sempre sul pezzo insieme ai protagonisti, di scoprire insieme a loro ciò che sta accadendo. Bellard è molto bravo in questo, non capita spesso che io rimanga sorpreso da rivelazioni impreviste o colpi di scena, direi un punto di forza del romanzo. Al contrario alcuni personaggi secondari vengono lasciati nel limbo, senza definirli adeguatamente… credo che essendo il primo volume di un ciclo di storie sia normale e spero che trovino più spazio nei prossimi capitoli (mi riferisco ai proprietari dello “stige” in particolare). A volte si fa un po’ fatica a capire cosa stia succedendo, tuttavia anche questo credo rispecchi la volontà dell’autore di lasciare che il lettore acquisti coscienza degli eventi insieme ai personaggi, ignari degli eventi in cui si trovano coinvolti.

Molto interessante quel che capita a Devon, sia da un punto di vista emotivo/psicologico sia fisico, non male davvero il modo in cui lo stato del protagonista può “cambiare” mediante un particolare nutrimento reperibile “nell’altro lato”. Al tempo stesso “l’altro lato” costituisce una scappatoia importante che permette all’autore di sbrogliare parecchie situazioni e garantisce dei “superpoteri” (se si possono chiamare così) al nostro amico Devon. Forse, per mio gusto personale, avrei preferito un approfondimento maggiore di quanto avviene nel backstage dello Stige e nell’altro lato; avrei avuto bisogno di più dettagli per rendere più credibile la setta degli Adoratori di Asmodeo. Spero che anche questo verrà sviluppato meglio nei prossimi libri, ad ogni modo, nonostante la difficoltà di gestire una trama così complessa, non ho notato discrepanze o lacune narrative degne di nota.

Il libro è ben scritto, senza refusi o errori evidenti e lo stile dell’autore è semplice e diretto, magari si può notare un po’ di confusione all’inizio ma voglio credere che sia stata creata appositamente per avvolgere il lettore in una cappa di mistero e ambiguità. Non è un genere di cui vado pazzo e il finale è troppo scontato, me lo aspettavo diverso dopo tutta la preparazione per arrivare alla vendetta tanto bramata. Invece, purtroppo, il finale perde molto rispetto al resto, sempre per mio gusto personale naturalmente.

In conclusione, un romanzo interessante, molto scenografico e con tanti buoni spunti ma con un finale non all’altezza delle aspettative. Se dovessi dare un punteggio direi 3,5 stelle su cinque, sicuramente migliorabile con i prossimi capitoli della saga.

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