Ciak si scrive

Amici SeLF e non SeLF eccoci di nuovo insieme per il nono articolo del contest #2500rockmore di Scrittori e Lettori Fantasy e qui il gioco inizia a farsi duro, quindi lascio la parola, o meglio la penna, agli autori: la nostra capitana Teresa e Mariano, il coordinatore del TEAM (sempre maiuscolo) Arancini e Zibibbo. Nelle righe seguenti, questi due mattacchioni, sveleranno qualche dettaglio in più relativo al nostro racconto. Buona lettura…

Sembra ieri che su Scrittori e Lettori Fantasy comparivano i primissimi post che preannunciavano l’evento del secolo, l’evento che avrebbe cambiato la vita di tanti autori esordienti, e non solo le loro. Eppure sono passati già più di due mesi e il #2500rockmore è ormai prossimo alla conclusione. A tre settimane dal termine ultimo per la presentazione dei lavori dei vari team, a me e a Teresa risulta quasi doveroso abbandonare, almeno per un po’, il consueto clima festoso, con cui il nostro Team vi ha tenuto compagnia negli articoli precedenti, per proporvi nel modo più serio possibile un articolo in cui vi parliamo della genesi del racconto da noi realizzato.

Buttare giù la storia non è stato complicato. Se non ricordo male, la prima bozza era già pronta nel giro di poche ore dal via libera dato dagli admin del gruppo. La preparazione alla stesura, però, ha richiesto un po’ di tempo in più, ma ne è valsa decisamente la pena. Già, perché sin da subito la nostra idea è stata quella di scrivere un racconto “tragicomico”, ma le cose intenzionalmente più semplici non hanno minori difficoltà a venir fuori rispetto ad altre. Dopo svariate discussioni, idee cassate (“dolce tipico siciliano” ndr.) e spunti interessanti, siamo riusciti a trovare la strada che ci ha permesso di giungere al nostro obiettivo.
La sinergia creatasi tra noi due ci ha permesso di tirar fuori una storiella leggera, del tutto in linea con lo spirito del Team, nonché dell’evento stesso. In quegli scambi di opinioni sul chi, dove, come, quando e perché, le mie idee hanno cominciato a scatenare la sua fantasia, e viceversa.

L’ambientazione ai piedi della prigione di Tifone, per molti versi logica e naturale, si è rivelata assai utile per lo sviluppo sia del personaggio che del racconto stesso. Il calore, gli usi, le specialità culinarie di una terra così particolare hanno fatto sì che la storia, nonostante il risicato numero di cartelle a disposizione di noi autori, acquisisse senso e sostanza senza richiedere approfondimenti che non si potevano buttare su carta.
L’aver voluto rendere omaggio a modo nostro a un noto attore genovese, scomparso giusto alcune settimane prima, ci ha permesso di descrivere la nostra storia come una corazzata inaffondabile. Le nuvolette cariche di pioggia, sempre pronte a inzupparci a ogni parola scritta, non ci hanno per nulla scoraggiati e Vampirla ha preso forma nel migliore dei modi.

Come autori del Team, e come creatori del racconto in gara, possiamo ritenerci più che soddisfatti per il lavoro svolto. Possiamo serenamente dirci vincitori, senza peccare di presunzione e senza dover togliere niente a nessuno. Noi la nostra sfida l’abbiamo vinta senza ombra di dubbio: aspettiamo solo di poter far sfoggio del tanto agognato premio.

In definitiva, al di là di chi vincerà (ndr. per gli altri team: non ve ne abbiate a male quando perderete.), possiamo affermare che noi di Arancini e Zibibbo siamo una squadra fortissimi.

Confidiamo di riuscire a divertire quanti leggeranno le brevi vicende del nostro bizzarro amico e, a fine lettura, vi invitiamo a brindare con noi e con lui alla salute degli admin e alla bella iniziativa da loro ideata.

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