Walter Coccarelli – Le torri di Kelt: Il Risveglio

le torri di keltSINOSSI: “Sei sono le Stelle conosciute che brillano nel cielo. Sei più delle altre al di sopra delle terre che hanno fine, sei vogliono che il loro colore brilli in eterno sotto la volta di Caerlwenna. Una più delle altre adorate dagli uomini. Così sei sono le Pietre conosciute che alle Stelle si contrappongono, anch’esse infinite e immortali come l’universo da cui sono nate. Quando l’ultimo degli esseri viventi sarà obliato, esse continueranno ad esistere diffondendo il loro potere e il loro magico colore; manifeste o nascoste nell’ombra, in attesa d’essere svegliate dal bene o dal male o da ciò che agli uomini è celato. Infine sei sono i Fuochi dai vari colori che i Maghi proteggono nelle sei Torri più alte della Terra di Kelt: essi ne venerano il calore e il potere che da essi deriva; ne adorano la potenza infinita e la luce, la vita e la morte che al fuoco appartengono”.
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Le Sei Stelle si sono svegliate e i Maghi hanno riacceso i sacri Fuochi nelle loro Torri. Waldoriani e Algoriani hanno schierato i loro poderosi eserciti. Nel Nord gli Elfi aspettano notizie mentre a Sud già i nani affilano le asce in attesa dell’inevitabile confronto finale. Akenor non lo sa, ma il destino di quel mondo è dentro di lui, perché solo lui ha il potere di sconfiggere il male e dissipare, infine, le ombre che accompagnano suo padre. Quelle stesse ombre che nel contempo sono dentro di lui e lo dilaniano.

RECENSIONE: Dopo qualche distrazione sono tornato alle origini, un romanzo fantasy classico, di pura ispirazione tolkeniana. Un esordio davvero ambizioso per Walter Coccarelli, con un linguaggio impegnativo e ricercato che ne denotano le grandi potenzialità. E’ un romanzo fantasy che definirei non adatto a tutti, almeno non nella forma in cui è adesso.

Prima di andare avanti con la recensione vi chiedo di leggere fino in fondo e di considerare che questo è il parere di un singolo lettore e soprattutto (faccio spoiler della mia stessa recensione) che il mio parere finale è comunque positivo. In questo testo ho ritrovato errori spesso riscontrati in autori esordienti, mi sono rivisto nel mio primo libro Il Sigillo di Aetherea, un tomo notevole, con un inizio lento e ripetitivo e un finale col botto. Ho fatto molta fatica a entrare nella storia, ad affezionarmi ai personaggi, a capire come fosse strutturata l’ambientazione e a procedere con la lettura almeno fino a un buon terzo del libro. Poi, lentamente, lo stile dell’autore diventa più consapevole e scorrevole, i personaggi acquistano spessore e si fanno più carismatici e intriganti. Nuovi protagonisti salgono sul carro (nel vero senso della parola) e alcuni sono talmente ben caratterizzati da sembrare di conoscerli da sempre. L’azione diventa predominante e in ogni pagina si ha l’impressione che possa accadere qualcosa e questo qualcosa non è mai banale: non il classico duello magico o l’incontro con qualche creatura leggendaria e selvaggia, ma qualcosa che la fantasia dell’autore plasma e condivide con il lettore stupendolo ogni volta e questo è un pregio che raramente si riscontra in un fantasy classico.

Va bene, come mio solito mi sono lasciato trasportare dalle parole e il caos regna sovrano in queste righe… provo di nuovo, cercando di riportare l’ordine nei miei pensieri.

Bella la copertina, rende benissimo l’idea di Jeren Roll, un cavaliere dal passato misterioso e dal futuro ancora più incerto.

Inizio lento, con molte ripetizioni e descrizioni superflue basterebbe un buon editing per migliorare molto questo romanzo.

Qualche situazione risolta un po’ troppo celermente dall’autore, anche questo risolvibile con un buon editing e voglia di rimettere mano al testo.

Anche se di ispirazione tolkeniana, la sensazione di leggere il signore degli anelli finisce col prologo, poi il romanzo prende una piega tutta sua e non mancano gli spunti originali, colpi di scena e adrenalina.

La magia è un qualcosa che accompagna il lettore dalle prime pagine fino alla fine, una tipologia di magia che non avevo mai trovato in un romanzo fantasy, una magia che sembra governare il mondo ma comunque circoscritta e limitata. Non si tratta del solito deus ex machina in grado di risolvere tutto, anche se potente e imperscrutabile.

A proposito di Deus ex Machina… questo un po’ si ritrova in alcuni dei protagonisti, soprattutto in Akenor, però non è mai imposto al lettore, avviene gradualmente e sono sicuro che il segreto che il protagonista porta dentro di sé, verrà finalmente svelato ed eviscerato nel secondo e conclusivo libro.

Lo scontro finale è qualcosa di epico, coinvolgente, intrigante… ho fatto nottata per non lasciarlo a metà. E devo ammettere che sono curioso di leggere come andrà a finire.

In conclusione, nonostante un inizio zoppicante e alcune imprecisioni, Le torri di Kelt è un romanzo dall’enorme potenzialità, scritto bene e davvero coinvolgente soprattutto negli ultimi capitoli. Stavo quasi per abbandonarlo dopo i primi capitoli, non lo fate! Vi consiglio di tenere duro perché è un crescendo di emozioni in una trama davvero interessante. Il mio voto finale è di 4 stelle su cinque.

 

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