Recensioni

Il tema delle recensioni è molto controverso e soprattutto si tratta di un nodo cruciale per gli autori esordienti. Quando una recensione può essere considerata utile e non di parte (a favore o a stroncare un libro)? Come deve essere fatta? Come reagiscono gli autori a recensioni negative? Perché le recensioni negative sono così poche, possibile che siamo tutti dei bravissimi scrittori? Tutti possono scrivere recensioni? Ciascuna di queste domande, se postata in un gruppo attivo di persone che gravitano nell’ambito dell’editoria, potrebbe scatenare un flame di proporzioni inaudite. Ecco quindi che da esordiente allo sbando, nonché autore di recensioni a “colleghi”, l’obiettivo di questo articolo non è tanto raccontarvi la verità assoluta e dirvi come e cosa si deve fare, ma semplicemente rendervi partecipi del mio punto di vista e delle mie esperienze. Magari un argomento come questo potrebbe indurvi a commentare in bene o in male il mio operato, ma come si dice, l’importante è parlarne!

Da lettore, quando mi appresto ad acquistare un libro cartaceo e magari sono indeciso su due o tre romanzi cosa faccio? Semplice! Osservo cover, quarta di copertina, magari apro qualche pagina iniziale a caso giusto per vedere che non ci siano refusi ogni 2 parole e che sia scritto in un italiano decente. Quindi diciamo che in caso di cartaceo è difficile che scelga in base alle recensioni; se sono a casa e ho un po’ di tempo da perdere, mi metto a spulciare su Amazon o Ibs e mi diverto a leggere i commenti dei vari lettori e qualche volta mi appunto il nome di un libro per acquistarlo. Le recensioni invece, sono fondamentali per gli eBook, dove il prezzo più competitivo (a volte quasi regalato), permette un’ampia scelta e l’unico modo per districarsi tra cento articoli simili sono appunto le recensioni. La prima cosa che faccio è andare a vedere quelle negative… lo so, tutti adorano il buono che da sicurezza, ma sono attratti dal cattivo dal fascino misterioso: “voglio proprio vedere se è vero che questo libro fa così schifo!” Scarto a priori le recensioni che si limitano a dire è bello o brutto, mi piace o no, utili solo alla media delle stelline. Mi soffermo invece su quelle più dettagliate, le scorro veloci in cerca di qualcosa che mi distingua una recensione Jalisse tipo “fiumi di parole” da quella che interessa a me: un’analisi chiara e semplice di cosa funziona o meno in quel libro. Non importa che sia tecnica, né mi interessa una scheda di valutazione, voglio solo leggere quali emozioni e ricordi quella storia ha lasciato nel lettore.

Perché vi dico questo? Perché per vari motivi anche io ho iniziato a recensire libri, un po’ per divertimento, un po’ perché è quello che vorrei gli altri facessero per me quando leggono i miei libri. E come recensisce Pietro Ferruzzi? Allora, questo è il mio approccio: se acquisto un libro di un autore esordiente senza che questo mi chieda niente, dopo averlo letto lo recensisco solo se mi ha colpito particolarmente. Se non mi è piaciuto o se il commento finale può essere riassunto con un: “sì bello, ma niente di eccezionale”, non ci perdo tempo a scrivere una recensione. Le cose cambiano radicalmente se qualcuno mi chiede di recensire il suo libro. In questo caso leggo fin dall’inizio con occhio critico sapendo che alla fine, volente o nolente, dovrò comunque dare un feedback. Dopo aver finito il libro, a seconda delle emozioni che mi ha trasmesso, possono passare giorni o addirittura settimane prima che riesca a commentarlo. Questa finestra temporale non è casuale; a volte ho bisogno di vedere se ripenso ai personaggi, se mi mancano o se continuo a chiedermi il perché di alcune scelte narrative piuttosto di altre. A volte la prima impressione è negativa, poi rileggo qualche passo poco chiaro o mi confronto con l’autore (ad es. per capire se è stato fatto un editing o un determinato tipo di studio/ricerca, che tipo di messaggio l’autore voleva far arrivare al lettore). Quindi, quando penso di avere tutti i pezzi del puzzle, mi metto a scrivere una recensione. Ebbene, ciò che scrivo è spesso di getto, come quando lavoro ai miei racconti o ai romanzi. Se inizio a scrivere non mi fermo più fino a quando non ho finito la scena, il capitolo, il racconto stesso. Magari mi ci vuole un mese per sedermi al computer e affrontare quella recensione, ma quando mi ci metto le mie dita volano sulla tastiera. Volete qualche esempio? In questa pagina del blog trovate tutte quelle che ho scritto: L’angolo del recensore

Come vi dicevo e come forse avrete avuto modo di leggere, le mie recensioni non sono affatto tecniche. Non mi permetterei mai di parlare di grammatica, punteggiatura, impaginazione, “d” eufoniche o altri tecnicismi per cui io stesso mi affido a editor professionali. Non ho uno schema preciso: copertina, ambientazione, stile narrativo, struttura trama, caratterizzazione personaggi, messaggio dell’autore e citazioni. Davvero, le parole escono come le penso nell’ordine che la mia testolina bacata le partorisce. Le citazioni poi… nemmeno riesco a selezionarle nei miei scritti, figurarsi nelle opere di altri! La mia valutazione tecnica si limita a questo: se ci sono refusi è giusto indicarli; se gli errori iniziano ad essere qualcosa in più di semplici refusi faccio presente se è stato fatto o meno un editing e che forse andrebbe rivisto; se lo stile dell’autore è scorrevole o pesante lo troverete nei miei commenti. Quindi ecco che se qualcosa mi ha davvero impressionato non posso fare a meno di portarla agli onori della cronaca, mi sale l’entusiasmo e questo trasuda da ogni parola scritta! Cerco di trasmettere quello che ho provato leggendo il libro, se i personaggi sono funzionali alla trama e sono ben caratterizzati, se ci sono lacune o temi che avrei approfondito. Mi piace mettere in evidenza l’originalità e l’evocazione delle scene che l’autore riesce a suscitare. Praticamente faccio un’analisi di alcune caratteristiche del romanzo ed essendo un cuor contento cerco sempre di cavare tutto ciò che c’è di positivo.

Visto che va di moda arriviamo al voto finale: le tanto rinomate stelline. Di solito do il massimo quando voglio premiare l’autore, anche se magari ci sono piccoli errori di inesperienza o qualche dettaglio fuori posto. Se la storia mi ha colpito, lo stile è fluido, la trama è originale e non ci sono strafalcioni sono 5 stelle. 4 stelle è il voto più gettonato al momento, significa che è un buon libro che potrebbe ambire al massimo voto se risistemato in qualche modo (per es. con un editing, oppure sistemando qualche errore ricorrente, qualche inconsistenza o un capitolo). Per ora 3 stelle, che comunque è sufficiente, non le ho mai date, anche perché ho avuto un paio di libri da 3,5 stelle e per un motivo o per un altro (comunque spiegato nella recensione) tendo ad arrotondare a 4 stelle visto che i mezzi voti non si possono dare. Sul fatto di scrivere recensioni negative, solo un paio di volte mi è capitato su alcuni eBook acquistati, ma le ho nemmeno pubblicate vedendo che quei libri avevano talmente tante recensioni a 5 stelle che ho messo in dubbio il mio giudizio (e anche per evitare spiacevoli inconvenienti…); mi fosse stata richiesta una recensione sarebbe stata un’altra storia, ma chi me lo fa fare di pubblicare una recensione a 1-2 stelle con tante critiche per autori che ne hanno decine entusiastiche? A volte mi viene da pensare che alcuni romanzi siano pompati con commenti pilotati… ma mi fermo qui.

Una volta scritta la recensione, quasi nemmeno la rileggo e la mando all’autore del romanzo chiedendogli di verificare che non ci siano inesattezze o errori gravi di comprensione da parte mia (leggo molto veloce e solo la sera prima di addormentarmi, quindi ci sta che mi siano sfuggiti dei dettagli e questo a volte mi impedisce di apprezzare al 100% gli sforzi dell’autore). Per adesso soltanto una volta mi è successo di aver toppato nella comprensione del testo e dopo un intenso confronto con l’autore e ulteriori spiegazioni, ho cambiato alcune frasi. Ho sempre trovato autori che hanno accettato le mie piccole critiche e spesso hanno apprezzato i miei sforzi per comprendere i messaggi che loro vorrebbero mandare ai propri lettori. Per fortuna, come detto, non mi sono ancora imbattuto in richieste di recensione di romanzi che non vorrei dover leggere e se questo accadrà in futuro mi sforzerò di essere imparziale e di scrivere una recensione in ogni caso, anche se negativa. Da autore non vorrei imbattermi in persone “vendicative” che non sono in grado di accettare critiche, potrei uscirne danneggiato io stesso; se ne sentono tante a giro e spesso la realtà supera di gran lunga la fantasia. E’ anche vero che devo del rispetto a chi perde tempo a leggere le mie recensioni e magari ne viene influenzato quindi non posso consigliare dei libri che non sono davvero all’altezza. Quando uno tiene un blog scrive per raccontare e raccontarsi, mi piacerebbe sapere se questi articoli vi sono in qualche modo serviti o se le recensioni scritte abbiano in qualche modo influenzato le vostre letture. Così come mi piacerebbe sapere cosa ne pensate delle recensioni in generale e cosa cambiereste se dipendesse da voi.

In conclusione, in quello che faccio ci metto sempre la faccia. Poi posso essere più generoso di altri nella votazione finale cercando sempre di far emergere le qualità di un romanzo piuttosto che i suoi difetti, però non è che per questo taccio eventuali errori, refusi, particolarità che non ho apprezzato etc. etc. Mi rendo anche perfettamente conto, e ne ho avuto conferma sui miei libri, che “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”. Ragazzi/e c’è poco da fare, il gusto personale vale tantissimo, ciò che io ho amato per altri lettori può essere motivo per chiudere lo stesso libro e smettere di leggerlo, d’altronde “il mondo è bello perché è vario” e io sono qui a cercare di far risplendere quel caleidoscopio di emozioni che tanti autori “sconosciuti” riescono a trasmettere con le proprie opere.

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Un Nuovo Inizio

Comincia il conto alla rovescia…

Venerdì 4 Agosto uscirà IL RITORNO DEI BERSERKER, secondo capitolo della saga fantasy L’ERA DELLA LUNA ROSSA.

Per adesso godetevi di nuovo la Cover in progress, creazione di Alessandro Grillea

Vi piace? Tra qualche giorno condividerò con voi anche la COVER finale, ancora un po’ di pazienza.

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L’Editing è stato curato da Claudia Cintio e Jasmine Remor

Revisioni fatte: almeno 4 più il coinvolgimento di quattro beta reader (Fabio Neri, Lauramaria Sprela, Cristina Sprela, Stefano Marguccio)

Come mai un nuovo inizio? Vi avevo già anticipato che a breve sarebbero arrivate delle grosse novità; ebbene dopo un anno dalla pubblicazione di Il Sigillo di Aetherea pubblicato dalla Casa Editrice Campanila, di comune accordo abbiamo deciso di concludere la nostra collaborazione.

Non posso fare altro che ringraziare un’ultima volta Paola Binci (editor), Anna Piccioli (illustratrice), Andrea Falchi (per avermi dato la possibilità di collaborare con Campanila) e Raul di Gioacchino (editore). L’esperienza con voi mi ha fatto crescere moltissimo, un bagaglio che mi porterò dietro tutta la vita. Perché rescindere allora? Purtroppo non sempre gli interessi collimano ed è arrivato il momento di prendere coraggio e investire su me stesso. Sì, proprio così, andare sulle proprie gambe e cercare strade alternative per diffondere la mia storia. Non so cosa accadrà in futuro e molti dubbi e riflessioni sono già stati riportati in alcuni articoli di questo blog: Come diventare famoso in poche mosse , self or not self? Self e pubblicazione 2.0

Il Sigillo di Aetherea è stato il mio romanzo di esordio e, pur non nutrendo molte aspettative e avendo tanta insicurezza, ha avuto un ottimo riscontro tra i lettori con recensioni a 5 stelle, e tantissime attestazioni di stima. Il vostro affetto mi ha dato la forza di portare a termine il secondo libro, sempre auto-conclusivo della saga L’Era della Luna Rossa. Vi spiego cosa accadrà adesso:

Il 4 agosto uscirà la versione digitale su Amazon KDP, pubblicherò in self e vediamo come va, poi a ottobre dovrebbe uscire anche la versione cartacea (avvalendomi della collaborazione di un gruppo di giovani, un gruppo editoriale che ho imparato a stimare collaborando con loro).

E cosa succederà a Il Sigillo di Aetherea? Non vi preoccupate se non lo avete ancora letto, mi sono assicurato le copie rimaste e le venderò personalmente al 45% di sconto come da offerta, e poi seguirà una seconda edizione… Devo ancora decidere la cover e che tipo di revisione fare, però i progetti e l’entusiasmo non mi mancano di certo e spero davvero di crescere ancora insieme a tutti voi!

 

 

 

Si Ricomincia!

Come già preannunciato in un precedente articolo, posso finalmente confermare che il secondo volume della saga L’ERA della LUNA ROSSA è praticamente concluso e pronto per ricominciare la trafila per la pubblicazione. Sono molto soddisfatto del lavoro fatto, questo è un romanzo sicuramente  più maturo e dal linguaggio più evoluto rispetto al libro di esordio IL SIGILLO di AETHEREA.

E di questo non posso che ringraziare Paola Binci (editor del primo libro) e Claudia Cinto (alla quale mi sono rivolto per un editing professionale) per la fiducia dimostratami e per avermi fatto crescere come scrittore. Sì avete capito bene, questa volta sapevo come muovermi, cosa chiedere e soprattutto come ottenerlo. Il risultato è un secondo romanzo fantasy auto-conclusivo, non di formazione ma più dinamico, scorrevole e anche un po’ più adulto. Tutte le situazioni lasciate in sospeso verranno risolte, nuove alleanze, creature e divinità vi trasporteranno nelle fantastiche terre di Oppas in un turbinio di emozioni.

Tutto fatto, penserete voi… E invece siamo solo all’inizio, adesso viene il bello! Sì perché la  casa editrice Campanila, che ha pubblicato egregiamente il primo libro, per problemi che non  starò a raccontarvi, non potrà pubblicare anche il seguito. E che strada intraprendere? Mandare a tappeto il manoscritto a tutte le CE free e decenti per una pubblicazione classica (questo implica 6 mesi – un anno di attesa per una risposta) oppure optare per il self publishing. Per questa ragione, mi sono rivolto a Claudia Cinto (progetto I.D.E.A.), non so niente di self publishing ma se c’è una cosa che ho imparato è che essere scrittore e sapere raccontare storie non significa anche saper scrivere bene… Un editing professionale è MANDATARIO, soprattutto se un autore con poca esperienza vuole mettersi in gioco e andare avanti come editore di se stesso.

Ecco quindi la prima domanda che rivolgo a chi di voi ha avuto esperienze di self publishing o di pubblicazioni classiche con CE free: Avendo un prodotto pronto per la pubblicazione (già editato) cosa mi consigliate di fare? Io pensavo di fare un tentativo con CE medio-grandi, magari approfittando anche della fiera Firenze Libro Aperto del 17-19 Febbraio per pasturare un pochino 🙂

Seconda domanda: Genere Fantasy Sword & Sorcery, romanzo auto-conclusivo, adatto dai 14 anni in su (forse anche 12), di circa 580000 caratteri spazi inclusi, conoscete qualche CE free  intraprendente e attiva anche nella promozione, alla quale mandare il manoscritto per la valutazione? Qualche dritta?  

Come avrete capito ho il cervello in pappa, non è complicato compiere la scelta giusta e il mondo dell’editoria è una giungla! Ogni consiglio è ben accetto.

Quanto manca?

In un assolato e ventoso pomeriggio, costretto tra quattro mura da un raffreddore che mi ottenebra la mente più di quanto lo sia nella quotidianità, tra un pianto disperato di una figlia e la richiesta continua di attenzioni del figlio maggiore, eccomi qui a delirare!

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Siamo al 16 gennaio 2016 e la posta è sempre vuota… La spasmodica attesa della mail provvista dell’allegato tanto bramato ancora non arriva e mi diletto tra vari gruppi di faccia libro a scorrere le copertine o recensioni meravigliose di alcuni blog letterari su romanzi fantasy di altri autori esordienti. La domanda sorge spontanea: quando toccherà a me? Sarò in grado di scatenare abbastanza interesse? Riuscirò a farmi recensire, magari anche in maniera positiva?

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Avevo mille propositi in testa quando all’inizio del 2014 mi sono lanciato nel fantastico mondo del crow-funding per finanziare un editing e una copertina professionale, ormai rassegnato al self-publishing. Il blog sul quale sto scrivendo invece, voleva essere un diario delle varie tappe che ci avrebbero condotto insieme alla pubblicazione finale. Poi la svolta! La chiamata insperata dalla casa Editrice Campanila e la firma del contratto. Da allora è passato un anno e mezzo, e tantissimi amici e conoscenti che sapevano del libro o che avevano contribuito al crow-funding quasi se ne sono dimenticati. Certo, qualcuno ogni volta che mi vede mi chiede a che punto siamo e perché non è ancora uscito il mio “capolavoro” dopo tutto questo tempo e ormai ho quasi esaurito le risposte fantasiose rimettendomi alla cruda verità che provo a riassumervi qui sotto sperando che il prossimo post sia quello relativo all’uscita del libro.

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Riassumendo, fino ad agosto 2014 il romanzo era stato proposto diviso in due libri per vari motivi ma, dopo la firma del contratto, abbiamo deciso insieme all’editor di riunirlo in un unico romanzo auto-conclusivo. Questo ha comportato una ristrutturazione del romanzo con accorpamento di parecchi capitoli. Quindi, a settembre 2014 è iniziato il primo editing.

Essendo un romanzo corposo, nonostante fosse già stato ridotto di un buon 10%, il tempo si è allungato e insieme all’editor c’è stato un gran lavoro di revisione e correzione per ben tre stesure. La versione definitiva è stata terminata a novembre 2015 e il romanzo ne ha sicuramente giovato.

Finito quindi? No di certo! Un mese per la bozza di copertina e soprattutto l’impaginazione. Rivista e corretta due volte, l’ultima la settimana scorsa. Adesso siamo finalmente ai titoli di coda, anzi, per esser più corretti ai titoli di copertina! L’ultimo step che ci divide dal conto alla rovescia: l’uscita del libro e tutto quello che questo comporta.

Spero con tutto il cuore che il prossimo post sia un’esplosione di notizie, presentazioni e immagini del libro; che inizi una nuova Era intrisa di botta e risposta con i miei lettori; di critiche e di consensi, di buone recensioni e soprattutto spero di ampliare il numero dei miei sostenitori anche se, alla fine, quello che conta più di tutto è che il libro venga letto e faccia una bella figura!

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Questione di Feeling…

Oh guardiamo se il 2015 finisce in bellezza dopo il fallimento della mia azienda, i primi mesi da disoccupato trascorsi a lavorare nel campo per non pensare al futuro mio e della mia famiglia e tante altre piccole delusioni che non vale la pena nemmeno nominare.

Adesso siamo a novembre, un mese che non mi è mai stato particolarmente simpatico che però quest’anno si prospetta davvero interessante. Ebbene, il fondo credo di averlo toccato quest’estate, poi, con la nascita della mia principessina si è aperto un nuovo capitolo della mia vita e mi sono goduto la famiglia senza alcun rimpianto. Mi sono scoperto babbo bis e per la prima volta in vita mia ho vissuto la quotidianità. Poter fissare una visita medica o una commissione senza dover fare i salti mortali, cancellare dalla lista la miriade di cose da fare sempre rimandate è qualcosa di impagabile. Dopo dieci anni di pendolarismo con la sveglia alle 6:30 e il ritorno alle 18:30, mezzi e traffico permettendo, ho riscoperto la bellezza di portare mio figlio all’asilo e stare con la piccola quando la mamma è fuori per i suoi giri.

Inoltre, abituato ad allenarmi quattro volte alla settimana, tra lavoro e nascita del primo figlio avevo smesso di colpo e, dopo due anni di inattività, sentivo che il mio corpo stava andando alla deriva. Questi primi mesi di disoccupazione mi hanno dato la possibilità di rimettermi a posto, di ricominciare a fare tante cose a cui avevo dovuto rinunciare. Insomma questa NON è un’ode alla disoccupazione, ma a volte le persone corrono troppo e si dimenticano cosa sia veramente importante nella vita reale, fatta sì di soldi, ma anche di affetti dati e ricevuti. Potrò dire ai miei figli: “io c’ero, ci sono sempre stato!” E questa esperienza mi ha aperto gli occhi… chi se ne frega della carriera se non posso godere a pieno di quello che lo stipendio serve a mantenere al meglio: la famiglia. Quest’ultima frase sa tanto della favola “la volpe e l’uva” ma fatemela dire lo stesso.

Cavolo! Avevo iniziato a scrivere per dire tutt’altro e invece mi sono lasciato prendere dal sentimentalismo, forse perché oggi sono particolarmente ottimista, come si dice: “la crisi chiude una porta e apre un portone”. Non che si stia muovendo qualcosa di concreto sul piano del lavoro, però ho delle sensazioni positive e questa volta spero proprio di non sbagliarmi.

Ad ogni modo, lo scopo di questo articolo era parlare del romanzo fantasy, questo parto durato quasi tre anni che, come vi avevo anticipato, sta per giungere alla conclusione. Ebbene sì! Oggi io e l’editor abbiamo consegnato la versione definitiva del testo con tanto di dedica e ringraziamenti finali e, udite udite, la quarta di copertina che ho odiato con tutto il cuore per i motivi che ora vi spiegherò:

Come può un autore che ha sputato sangue sulla stesura della trama, la definizione dei personaggi e la creazione dell’ambientazione, ridurre il tutto a poche righe di descrizione? E, soprattutto per come sono fatto io, che le quarte di copertina nemmeno le leggo per evitare qualsiasi tipo di anticipazione (di solito mi lascio irretire dalla copertina e poi apro una pagina a caso o l’inizio e leggo un piccolo brano), come posso incuriosire i lettori senza rivelare niente? Insomma devo raccontare senza andare nel dettaglio, attirare i lettori senza anticipare niente… per me è stata la cosa più difficile!

Conto alla Rovescia?

Comincia il conto alla rovescia? Forse ci siamo davvero!

Dopo due anni dalla stesura finale dell’Era della Luna Rossa: Il Sigillo di Aetherea e ben 4 revisioni che hanno portato il romanzo ad essere assemblato in un unico libro autoconclusivo, aggiustando lo stile, la struttura e la cronologia degli eventi. Rileggendolo, non mi sembra vero: grazie all’editing è davvero migliorato molto. Sicuramente sarà sfuggito qualche refuso, ma siamo stati attenti a ogni singola parola per avere in mano un fantasy per ragazzi che si attenga agli usi e costumi medievaleggianti e che sia verosimile, senza abusi di magia o combattimenti al limite del ridicolo.

Siamo in clamoroso ritardo per la pubblicazione, la scadenza era fissata per giugno 2015, anche se, visto la mole del romanzo abbiamo preferito fare un editing più accurato. Adesso manca soltanto la copertina. Discutendone con lo staff di Editrice Campanila e con le persone che mi hanno consigliato durante la scrittura del romanzo, abbiamo tirato fuori 3 proposte. La prima proposta è accattivante, azione di impatto, la seconda è più “bucolica”, la terza invece, va sul simbolico. Purtroppo, stiamo ancora aspettando che la persona che si occupa della grafica ne scelga una e faccia un bozzetto di prova, speriamo che non vada troppo per le lunghe perché vorrei proprio pubblicarlo prima di dicembre. Ormai abbiamo tutto: titolo, testo, dedica e perfino la pagina dei ringraziamenti…

Adesso mancano soltanto i vostri commenti; se avete domande scrivete sotto gli articoli, sarebbe fantastico rendere questo blog un po’ più interattivo!

Quindi, stay tuned, a breve potrebbe davvero iniziare il conto alla rovescia!

benvenuti

Perché questo Blog? Per apparire? Per divulgare? Per farsi ridere dietro? E a cosa attribuire il titolo “Esordiente allo sbando”?

Ci sono mille motivi dietro alla creazione di questa pagina web ma quella più importante riguarda il condividere con voi una delle “performance” più stravaganti della mia vita!

Signori e signore, dopo quasi due anni e mezzo dall’inizio di questo progetto, ecco finalmente il contratto firmato per la pubblicazione del primo libro (e forse unico) del romanzo fantasy “L’Era della Luna Rossa”.

Quindi, per rispondere alla prima domanda, questa pagina è un modo per pubblicizzare il libro, interagendo con tutti voi. Cercherò di rendervi partecipi delle novità, di come procede l’editing, della sua uscita, di eventuali presentazioni, delle recensioni e di tutto quello che mi verrà in mente per suscitare il vostro interesse e rendere piacevoli il vostro soggiorno. Sono uno scrittore esordiente che ha sudato sette camicie per trovare una casa editrice che credesse nel mio lavoro; il titolo però, riguarda anche un altro non trascurabile dettaglio: sono un blogger esordiente allo sbando nell’immensa realtà virtuale.

Per arrivare al punto, mi piacerebbe riuscire a creare un blog che non sia focalizzato soltanto sul libro, che comunque rappresenta il motive principale per cui sono qui a tediarvi, ma che susciti l’interesse dei visitatori con articoli riguardanti sfaccettature quotidiane della vita come il lavoro e i comuni problemi che affliggono la nostra generazione di neo-genitori.

Ad ogni modo, vi ringrazio per aver visitato questa pagina e spero che siate generosi di commenti positivi e di suggerimenti per migliorarla.

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