Recensioni

Il tema delle recensioni è molto controverso e soprattutto si tratta di un nodo cruciale per gli autori esordienti. Quando una recensione può essere considerata utile e non di parte (a favore o a stroncare un libro)? Come deve essere fatta? Come reagiscono gli autori a recensioni negative? Perché le recensioni negative sono così poche, possibile che siamo tutti dei bravissimi scrittori? Tutti possono scrivere recensioni? Ciascuna di queste domande, se postata in un gruppo attivo di persone che gravitano nell’ambito dell’editoria, potrebbe scatenare un flame di proporzioni inaudite. Ecco quindi che da esordiente allo sbando, nonché autore di recensioni a “colleghi”, l’obiettivo di questo articolo non è tanto raccontarvi la verità assoluta e dirvi come e cosa si deve fare, ma semplicemente rendervi partecipi del mio punto di vista e delle mie esperienze. Magari un argomento come questo potrebbe indurvi a commentare in bene o in male il mio operato, ma come si dice, l’importante è parlarne!

Da lettore, quando mi appresto ad acquistare un libro cartaceo e magari sono indeciso su due o tre romanzi cosa faccio? Semplice! Osservo cover, quarta di copertina, magari apro qualche pagina iniziale a caso giusto per vedere che non ci siano refusi ogni 2 parole e che sia scritto in un italiano decente. Quindi diciamo che in caso di cartaceo è difficile che scelga in base alle recensioni; se sono a casa e ho un po’ di tempo da perdere, mi metto a spulciare su Amazon o Ibs e mi diverto a leggere i commenti dei vari lettori e qualche volta mi appunto il nome di un libro per acquistarlo. Le recensioni invece, sono fondamentali per gli eBook, dove il prezzo più competitivo (a volte quasi regalato), permette un’ampia scelta e l’unico modo per districarsi tra cento articoli simili sono appunto le recensioni. La prima cosa che faccio è andare a vedere quelle negative… lo so, tutti adorano il buono che da sicurezza, ma sono attratti dal cattivo dal fascino misterioso: “voglio proprio vedere se è vero che questo libro fa così schifo!” Scarto a priori le recensioni che si limitano a dire è bello o brutto, mi piace o no, utili solo alla media delle stelline. Mi soffermo invece su quelle più dettagliate, le scorro veloci in cerca di qualcosa che mi distingua una recensione Jalisse tipo “fiumi di parole” da quella che interessa a me: un’analisi chiara e semplice di cosa funziona o meno in quel libro. Non importa che sia tecnica, né mi interessa una scheda di valutazione, voglio solo leggere quali emozioni e ricordi quella storia ha lasciato nel lettore.

Perché vi dico questo? Perché per vari motivi anche io ho iniziato a recensire libri, un po’ per divertimento, un po’ perché è quello che vorrei gli altri facessero per me quando leggono i miei libri. E come recensisce Pietro Ferruzzi? Allora, questo è il mio approccio: se acquisto un libro di un autore esordiente senza che questo mi chieda niente, dopo averlo letto lo recensisco solo se mi ha colpito particolarmente. Se non mi è piaciuto o se il commento finale può essere riassunto con un: “sì bello, ma niente di eccezionale”, non ci perdo tempo a scrivere una recensione. Le cose cambiano radicalmente se qualcuno mi chiede di recensire il suo libro. In questo caso leggo fin dall’inizio con occhio critico sapendo che alla fine, volente o nolente, dovrò comunque dare un feedback. Dopo aver finito il libro, a seconda delle emozioni che mi ha trasmesso, possono passare giorni o addirittura settimane prima che riesca a commentarlo. Questa finestra temporale non è casuale; a volte ho bisogno di vedere se ripenso ai personaggi, se mi mancano o se continuo a chiedermi il perché di alcune scelte narrative piuttosto di altre. A volte la prima impressione è negativa, poi rileggo qualche passo poco chiaro o mi confronto con l’autore (ad es. per capire se è stato fatto un editing o un determinato tipo di studio/ricerca, che tipo di messaggio l’autore voleva far arrivare al lettore). Quindi, quando penso di avere tutti i pezzi del puzzle, mi metto a scrivere una recensione. Ebbene, ciò che scrivo è spesso di getto, come quando lavoro ai miei racconti o ai romanzi. Se inizio a scrivere non mi fermo più fino a quando non ho finito la scena, il capitolo, il racconto stesso. Magari mi ci vuole un mese per sedermi al computer e affrontare quella recensione, ma quando mi ci metto le mie dita volano sulla tastiera. Volete qualche esempio? In questa pagina del blog trovate tutte quelle che ho scritto: L’angolo del recensore

Come vi dicevo e come forse avrete avuto modo di leggere, le mie recensioni non sono affatto tecniche. Non mi permetterei mai di parlare di grammatica, punteggiatura, impaginazione, “d” eufoniche o altri tecnicismi per cui io stesso mi affido a editor professionali. Non ho uno schema preciso: copertina, ambientazione, stile narrativo, struttura trama, caratterizzazione personaggi, messaggio dell’autore e citazioni. Davvero, le parole escono come le penso nell’ordine che la mia testolina bacata le partorisce. Le citazioni poi… nemmeno riesco a selezionarle nei miei scritti, figurarsi nelle opere di altri! La mia valutazione tecnica si limita a questo: se ci sono refusi è giusto indicarli; se gli errori iniziano ad essere qualcosa in più di semplici refusi faccio presente se è stato fatto o meno un editing e che forse andrebbe rivisto; se lo stile dell’autore è scorrevole o pesante lo troverete nei miei commenti. Quindi ecco che se qualcosa mi ha davvero impressionato non posso fare a meno di portarla agli onori della cronaca, mi sale l’entusiasmo e questo trasuda da ogni parola scritta! Cerco di trasmettere quello che ho provato leggendo il libro, se i personaggi sono funzionali alla trama e sono ben caratterizzati, se ci sono lacune o temi che avrei approfondito. Mi piace mettere in evidenza l’originalità e l’evocazione delle scene che l’autore riesce a suscitare. Praticamente faccio un’analisi di alcune caratteristiche del romanzo ed essendo un cuor contento cerco sempre di cavare tutto ciò che c’è di positivo.

Visto che va di moda arriviamo al voto finale: le tanto rinomate stelline. Di solito do il massimo quando voglio premiare l’autore, anche se magari ci sono piccoli errori di inesperienza o qualche dettaglio fuori posto. Se la storia mi ha colpito, lo stile è fluido, la trama è originale e non ci sono strafalcioni sono 5 stelle. 4 stelle è il voto più gettonato al momento, significa che è un buon libro che potrebbe ambire al massimo voto se risistemato in qualche modo (per es. con un editing, oppure sistemando qualche errore ricorrente, qualche inconsistenza o un capitolo). Per ora 3 stelle, che comunque è sufficiente, non le ho mai date, anche perché ho avuto un paio di libri da 3,5 stelle e per un motivo o per un altro (comunque spiegato nella recensione) tendo ad arrotondare a 4 stelle visto che i mezzi voti non si possono dare. Sul fatto di scrivere recensioni negative, solo un paio di volte mi è capitato su alcuni eBook acquistati, ma le ho nemmeno pubblicate vedendo che quei libri avevano talmente tante recensioni a 5 stelle che ho messo in dubbio il mio giudizio (e anche per evitare spiacevoli inconvenienti…); mi fosse stata richiesta una recensione sarebbe stata un’altra storia, ma chi me lo fa fare di pubblicare una recensione a 1-2 stelle con tante critiche per autori che ne hanno decine entusiastiche? A volte mi viene da pensare che alcuni romanzi siano pompati con commenti pilotati… ma mi fermo qui.

Una volta scritta la recensione, quasi nemmeno la rileggo e la mando all’autore del romanzo chiedendogli di verificare che non ci siano inesattezze o errori gravi di comprensione da parte mia (leggo molto veloce e solo la sera prima di addormentarmi, quindi ci sta che mi siano sfuggiti dei dettagli e questo a volte mi impedisce di apprezzare al 100% gli sforzi dell’autore). Per adesso soltanto una volta mi è successo di aver toppato nella comprensione del testo e dopo un intenso confronto con l’autore e ulteriori spiegazioni, ho cambiato alcune frasi. Ho sempre trovato autori che hanno accettato le mie piccole critiche e spesso hanno apprezzato i miei sforzi per comprendere i messaggi che loro vorrebbero mandare ai propri lettori. Per fortuna, come detto, non mi sono ancora imbattuto in richieste di recensione di romanzi che non vorrei dover leggere e se questo accadrà in futuro mi sforzerò di essere imparziale e di scrivere una recensione in ogni caso, anche se negativa. Da autore non vorrei imbattermi in persone “vendicative” che non sono in grado di accettare critiche, potrei uscirne danneggiato io stesso; se ne sentono tante a giro e spesso la realtà supera di gran lunga la fantasia. E’ anche vero che devo del rispetto a chi perde tempo a leggere le mie recensioni e magari ne viene influenzato quindi non posso consigliare dei libri che non sono davvero all’altezza. Quando uno tiene un blog scrive per raccontare e raccontarsi, mi piacerebbe sapere se questi articoli vi sono in qualche modo serviti o se le recensioni scritte abbiano in qualche modo influenzato le vostre letture. Così come mi piacerebbe sapere cosa ne pensate delle recensioni in generale e cosa cambiereste se dipendesse da voi.

In conclusione, in quello che faccio ci metto sempre la faccia. Poi posso essere più generoso di altri nella votazione finale cercando sempre di far emergere le qualità di un romanzo piuttosto che i suoi difetti, però non è che per questo taccio eventuali errori, refusi, particolarità che non ho apprezzato etc. etc. Mi rendo anche perfettamente conto, e ne ho avuto conferma sui miei libri, che “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”. Ragazzi/e c’è poco da fare, il gusto personale vale tantissimo, ciò che io ho amato per altri lettori può essere motivo per chiudere lo stesso libro e smettere di leggerlo, d’altronde “il mondo è bello perché è vario” e io sono qui a cercare di far risplendere quel caleidoscopio di emozioni che tanti autori “sconosciuti” riescono a trasmettere con le proprie opere.

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Libro-Albero

Perché fare le presentazioni a contatto con i lettori se le sale sono spesso vuote? Il motivo è semplice, a volte incontri delle persone speciali che contribuiscono alla crescita personale di un autore con la frase perfetta, o addirittura, con una recensione che definirei a buona ragione “poetica” e da leggere tutta di un fiato. Vorrei condividere con voi queste righe e ringraziare ancora una volta Isabella per il tempo e le parole che ha dedicate con trasparenza e criticità obiettiva a Il Sigillo di Aetherea.

“IL SIGILLO DI AETHEREA” DI PIETRO FERRUZZI: UN LIBRO-ALBERO

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La quercia campeggiante sulla bella copertina de “Il Sigillo di Aetherea” rappresenta un forte richiamo per chi ama il genere fantasy e gli alberi, a maggior ragione quando si tratta di una storia epica o di un albero imponente. Infatti, per affrontare questo testo sfiorante le settecento pagine, bisogna amare la sfida dei libri corposi, impresa che spaventa i (tanti) lettori frettolosi e impazienti. E, naturalmente, bisogna amare il mondo dei miti, con le sue eterne e profonde trame e tematiche archetipiche ricorrenti, con innumerevoli varianti, nel fantasy che – qualunque cosa ne dicano i detrattori – va considerato l’erede legittimo delle fiabe, delle leggende, delle epopee cavalleresche.

Sotto quest’aspetto, il coraggioso romanzo d’esordio di Pietro Ferruzzi è senz’altro (e vuole essere) un’opera ‘classica’ di cui possiede gli ingredienti fondamentali, soprattutto l’elemento della ‘quest’, la ricerca dell’oggetto magico benefico e malefico al contempo, chiave per la salvezza del mondo. E poi i protagonisti, poco più che bambini, con il compito di una missione ai limiti dell’impossibile, portata avanti con intrepida determinazione e un pizzico di fortuna sotto forma di incontri e insegnamenti giusti e utili: non dimentichiamo come nelle fiabe sia spesso il figlio minore (giudicato talvolta insignificante o addirittura scemo) a risolvere i problemi con l’intelligenza del cuore e l’aiuto di qualche animale amico.

Opera classica dunque, “Il Sigillo di Aetherea”, dalla struttura importante, paragonabile a quella della quercia sacra alla dea custode delle forze positive, vivificanti. Libro-albero robusto, dal tronco possente, con tanti rami frondosi, frondosissimi: infatti dalla linfa della storia centrale (mai persa di vista) nascono altre storie, altre figure il cui sviluppo e crescita s’intrecciano con il destino dei protagonisti. Ora (altro elemento classico, cioè archetipico) l’avventura dei tre fratelli, si può intendere sia come cammino ‘iniziatico’ (il caso della medianica Alison) sia come percorso di formazione indispensabile per diventare ‘adulti’ (Cameron e Viola che, da apprendisti, dopo molte prove diventano maestri nell’arte prescelta). E, immancabilmente, percorrendo una strada lunga e tutta in salita, i fratelli, alla fine, si ritrovano più maturi, più consapevoli, più responsabili, pure con i dubbi e le fragilità degli adolescenti.

Magistrale, sotto quest’aspetto, la figura di Viola, una delle più interessanti del libro (se non la più interessante!), tratteggiata con sensibilità empatica e attenzione alle sfumature psicologiche: il suo passaggio da ragazza chiusa, scontrosa e un po’ saccente a fanciulla intuitiva, estrosa, più affascinante che bella e con un enorme potenziale affettivo segna una delle parti più indovinate del libro. Lo stesso vale per il rapporto tra gli umani e i troll, dove la reciproca conoscenza finisce per superare le antiche paure e, con esse, l’odio per il ‘nemico’. Incisiva anche la parabola discendente di Hevron, figura tragica senza essere malvagia, colpevole e tuttavia innocente, in quanto vittima di una psicosi senza via d’uscita.

Per concludere, qualche osservazione critica. “Il Sigillo di Aetherea” , nell’insieme,è un’opera riuscita : regge bene la mole, anche perché la narrazione è coinvolgente,‘scorre’ e quindi non stanca, anzi ogni nuovo capitolo invita a proseguire. Tuttavia, qualche pagina in meno (le ripetizioni intralciano), qualche descrizione troppo dettagliata e cruenta in meno, non avrebbero guastato. Un po’ da aggiustare il linguaggio: in un libro così ben costruito, una scelta più curata degli aggettivi (a volte un po’ scontati) sarebbe stata auspicabile. E ancora: pur trattandosi di un carattere ‘archetipico’, il cavaliere senza macchia e senza vergogna (anche in fatto di donne: innamorato, devoto e marito perfetto) che è Marek, non poteva avere qualche difettuccio, qualche – piccola – ombra?

Comunque, l’incipit della saga (perché tutto fa pensare ad una saga: la narrazione richiede un seguito e anche, alla fine, vi allude) funziona, e funziona bene! C’è da sperare che da questo romanzo-albero – magnifico il rito del rogo della quercia bianca! – possa nascere e svilupparsi la nuova pianta, più bella della vecchia. E sarà senz’altro così.

Isabella Horn

Come a scuola…

Prima di iniziare questo articolo vorrei chiedere a chi mi legge di supportare e condividere questo blog e la pagina Facebook: https://www.facebook.com/LEra-della-Luna-Rossa-Il-sigillo-di-Aetherea-743237725762608/

Forza amici/amiche, lettori/lettrici, è giunto il momento di dare un’accelerata perché con l’ultima bellissima recensione ad opera di Simona Trivisani e pubblicata nel suo blog “a me piace LEGGERE” perfino io comincio a credere di avere scritto qualcosa di decente!

Però abbiate ancora un attimo di pazienza, vorrei spiegarvi il titolo di questo articolo.

Siamo a Settembre e come il mio piccolo grande guerriero ha iniziato il secondo anno di materna, la mia principessina ha superato alla grande l’inserimento al nido! E io sono un babbo felice con una moglie e mamma eccezionale che si sbatte H24 per organizzare tutta la famiglia 🙂

E ai primi giorni di scuola mi ci sento anche io, perché nella vita non si finisce mai di imparare e rimettersi in discussione e, soprattutto a quasi quaranta anni, cambiare a 360 gradi non è per niente facile. Ebbene, dopo 6 mesi di disoccupazione e 9 mesi di nuova formazione nel campo della ricerca clinica, ecco che dal primo settembre sono ritornato a pendolare a Siena con tanto entusiasmo e voglia di fare bene! Le giornate sono mille volte più stancanti, iniziano la mattina alle 6 e 30 terminano alle 21 e 30 perché, udite udite, arriva il terzo motivo per cui mi sento come se fossi nuovamente seduto al banco di fronte a una lavagna vuota.

Già perché, vuoi per motivi di salute (analisi sballate), vuoi per salvaguardare l’apparenza (uomo di panza, uomo di sostanza) ho ricominciato la preparazione a secco (Cross-Fit con il mitico GIG) con i miei compagnucci di squadra (FIRS) con l’obiettivo di partecipare alle selezioni per la nazionale e guadagnarmi una convocazione per l’EUROPEO di RUGBY SUBACQUEO che si terrà a Budapest a luglio 2017. Purtroppo non credo che riuscirò a rispondere alla convocazione per la coppa campioni che si giocherà a Berlino il 25-27 Novembre 2016, torneo Open che accoglierà anche squadre extra-europee come USA, Venezuela, Colombia e Australia. Che ne dite? A QUARANTA anni sarebbe un bel traguardo non credete? Però la strada è lunga e costellata di sudore e fatica… non so se riuscirò a mantenere i buoni propositi per un anno intero!

E quindi, per concludere in bellezza, ecco che tra poco inizierà tutto il percorso per la pubblicazione del mio secondo romanzo ma soprattutto il banco di prova riservato dalle recensioni di blogger molto seguiti! Il sollievo che provo quando IL SIGILLO DI AETHEREA riceve recensioni come quelle di Simona (e sono già tante, tutte fantastiche e raccolte nella pagina “recensioni” di questo blog):

mercoledì 14 settembre 2016

Il sigillo di Aetherea – di Pietro Ferruzzi

oggi vi parlerò del lavoro di un esordiente che mi è molto piaciuto.
ho letto velocemente questo libro e la storia mi ha molto appassionata.
si tratta di un classico fantasy, dal sapore genuino, la scrittura chiara e fluida e un buon ritmo.
la storia ha una giusta dose di azione, anche se inizia un po’ lento, e ci sono molti personaggi, (cosa che personalmente non amo molto..gusti personali) ma lo scandire delle vicende è chiaro, quindi è discretamente facile stargli dietro.
ho trovato che i dialoghi siano abbastanza verosimili e con la giusta dose di ironia.
voi mi chiederete: cosa significa “abbastanza verosimili”? significa che i protagonisti non parlano in maniera troppo composta, troppo impostata, sono conversazioni che una qualunque persona può intraprendere con chiunque.
ho trovato fantastica l’ambientazione della foresta, le descrizioni non sono troppo piene di fronzoli e sono ben dosate, cosa che lascia spazio all’immaginazione del lettore.
la trama è originale e ben sviluppata, il libro scorre facilmente e la lettura non risulta mai noiosa.
è raro trovare un uomo che esprima così tanta fantasia, di solito i migliori romanzi fantasy sono scritti da donne, ma devo davvero fare i complimenti a questo autore che non ha niente da invidiare alle colleghe!
un bel libro, che lascia il lettore soddisfatto dell’avventura appena vissuta!
ovviamente non posso che consigliarne la lettura!
complimenti Pietro, complimenti davvero, sei riuscito a catturare il mio interesse di lettrice!

 

Ci sono ricascato!

Ahi ahi ahi… Ebbene sì, ci sono ricascato! Che significa? Abbiate un momento di pazienza e ve lo spiego, prima però necessito di una “Banata”! Dicesi Banata, quell’esplosione di frasi, parole e sentimenti che prendono corpo in un discorso che parte da un argomento preciso e non si sa bene dove andrà a  finire, così di getto, senza nemmeno prendere fiato! Può essere divertente, logorroico, senza senso o noioso: Banata!

Quindi, tra eventi disastrosi che hanno monopolizzato (giustamente) i social come la tragedia del terremoto nel centro Italia (che mi ha tolto la voglia di scrivere su argomenti superficiali come quelli di questo blog), passando per la campagna pro-fertilità (non commento perché ci vorrebbe un intero blog dedicato…), la “geniale” vignetta satirica sul terremoto che lascia davvero l’amaro in  bocca e tutti gli altri problemi che ci circondano quotidianamente, insomma, tra tutti questi eventi volevo rubare un minuto del vostro tempo per raccontarvi i fatti miei! Ragazzi qui è roba grossa, tenetevi forte e soprattutto non mi menate, ma ci sono delle grosse novità!

Intanto, giusto per addolcirvi la pillola, ecco che è uscita da poco un’altra recensione dal blog Sole & Luna che mi ha commosso (ma allora forse so scrivere davvero? Riesco a trasmettere delle emozioni? Non potete capire la gioia…). Poi, per cambiare completamente argomento, da ieri di nuovo pendolare in quel di Siena, un’occasione strepitosa a cui non ho potuto rinunciare. Al tempo stesso, mi lascio alle spalle un gruppo fantastico (Centro Studi ANMCO e tutti i vari collaboratori) che mi ha accolto, coccolato, supportato e sopportato in questi ultimi nove mesi dandomi la possibilità di crescere umanamente e professionalmente. E’ solo grazie all’opportunità e alle competenze dei miei ormai ex colleghi se ho potuto ricominciare una nuova carriera in una grande multinazionale! Grazie di cuore…

E dopo questa dovuta lacrimuccia con cui saluto calorosamente il Centro Studi ANMCO, la Diabetologia di Torregalli e la Cardiologia dell’Ospedale San Giuseppe di Empoli più tutti gli study coordinator, infermieri e dottori con cui ho condiviso questa fugace ma intensa esperienza, ecco che arriva la notizia che tutti voi stavate aspettando…

Rullo di tamburi… vi prego non strappatevi i capelli e non subissatemi di messaggi, ma… non ci posso credere lo sto per dire…

Sicuri che volete continuare a leggere?

Ebbene sì, è accaduto, forse vi stavate chiedendo che fine avessero fatto alcuni personaggi incontrati nel romanzo “Il Sigillo di Aetherea?” Dite la verità, non riuscivate a dormire per la curiosità? Ecco allora una brevissima descrizione del “sequel”, ma giusto due righe…

Ambientato venti anni dopo, siamo pronti con una nuova avventura (mica posso spoilerare il primo libro!), una storia che si spinge ai confini del mondo conosciuto, che coinvolge creature leggendarie, grandiose battaglie e tanti, forse troppi, colpi di scena! Il Sigillo di Aetherea mi ha fatto crescere come autore e questo nuovo libro sarà meno di formazione e più… TUTTO!

Contenti? Bene, adesso dovrete aspettare un anno o due prima che esca, perché col nuovo lavoro non avrò molto tempo per riguardarlo e purtroppo, mi sa che la mia casa editrice Campanila non ha la possibilità di seguire questo nuovo progetto e quindi dovrò ricominciare tutto da capo 😦 E allora forza e coraggio per trovare una buona Casa Editrice o un progetto editoriale interessante (se avete conoscenze a me non fanno schifo eh eh eh), fare editing etc etc. e speriamo che anche questo romanzo venga apprezzato come il primo!

PS la buona notizia è che saranno almeno 200 pagine in meno 🙂

 

 

 

Son Soddisfazioni…

Nel giorno in cui la mia principessina ha spento la sua prima candelina dopo avermi regalato i primi 365 giorni di gioia pura (e dovete vederla insieme al fratellone, sono uno spettacolo che illumina anche le giornate più buie e difficili…), sono a raccontarvi cosa significa vedere premiati i propri sforzi.

Per chi mi segue dalla nascita di questo blog ormai è risaputo quanto lavoro e tempo abbia richiesto la pubblicazione di “Il Sigillo di Aetherea”, io per primo non avrei scommesso sulla riuscita di questo romanzo dopo i primi rimbalzi da parte di alcune Case Editrici e soltanto l’affetto di alcune persone vicine, in particolare Lauramaria, Cristina, Fofò, Eva e Marco mi hanno dato la forza per continuare a crederci (non cito mia moglie perché è già tanto se l’ha letto tutto…). Poi, improvvisamente la svolta, tante revisioni, tante riletture e tempi morti e infine ecco il libro in mano mia (fine maggio).

Dal vedere concretizzata un’idea è stata un’escalation di emozioni attraverso vari passaggi che, poveri voi, non ho smesso di segnalarvi… Ed ecco quindi il libro comparire nei principali store on line come IBS, LaFeltrinelli, Mondadori, Amazon e altri ancora. Quindi via via che il libro comincia a girare appaiono le prime recensioni vocali, nemmeno una negativa e, come ciliegina sulla torta, anche recensioni positive da persone appartenenti ad un progetto editoriali dedicato al fantasy (I.D.E.A.) e a un blogger (Sogno tra i libri): ben 5 stelle su 5 con tanto di commento entusiasta.

Bene, direte voi, ci hai sfracassato i cosiddetti per più di due mesi, cosa altro c’è che ti possa fare emozionare tanto da dedicarci un articolo? Il primo anno della mia bambina era un pretesto favorevole e voi ci siete cascati se avete letto fino a qui! Allora che cosa? Beh alcune cose sono personali come i complimenti della zia settantenne che ha letto il libro in tre giorni, oppure due colleghi di mia suocera che insegnano alla scuola media che non solo sono rimasti soddisfatti ma hanno chiesto a mia suocera di girarmi i loro complimenti… Sì queste”stupidaggini” per me sono grandissime soddisfazioni ma non mi limito a questo!

Voglio raccontarvi questo aneddoto e come a volte la casualità o il destino ti apparecchiano un desinare che ti risolve la giornata e quelle a venire. Dopo aver lasciato il motorino dal meccanico (e quindi immaginatevi il giramento di…) ho attraversato la strada per curiosare in una libreria di cui mi avevano parlato molto bene (Libreria Alzaia) e che avevo segnalato ai distributori della Casa Editrice. Ecco, ho dato una rapida occhiata tra gli scaffali non vedendo niente e quindi, ottimista come al solito, stavo già chiedendo al libraio se fossero mai passati i distributori a proporre il mio romanzo quando ecco che la sua copertina mi acceca di luce sfolgorante nello stesso scaffale dell’ultimo capitolo di Harry Potter!

foto 2

La foto non è venuta bene a causa della mano tremolante, del cellulare che fa recare e de “il tesoro di Marvel” che citerò per danni di immagine!

Quindi come vedete i motivi per festeggiare ci sono e se vi capita di andare in qualche libreria a Firenze o a Pisa, date un’occhiata e segnalatemi eventuali presenze arboree che portano il mio nome! So per certo che una copia ce l’hanno anche alla Libreria L’OraBlu e, come ha scritto una cliente Amazon nella propria recensione:

il 3 agosto 2016
 
Questo è un libro che inizia subito con grandi promesse e le mantiene tutte pagina dopo pagina.
Per gli amanti del fantasy il difficile è riuscire a chiuderlo e a tirare fuori la testa dalle vicende che un colpo di scena dopo l’altro ti tengono incollato alla pagina e all’inchiostro.

Felicità!

E’ iniziato come un esercizio mentale, uno sfogo dovuto a un periodo difficile con tante difficoltà e insicurezze da affrontare tutte insieme. Lentamente mi ha preso, si è trasformata, si è evoluta dentro di me e cresciuta con me. Ha succhiato le mie forze come una sanguisuga, ha sottratto tempo alla famiglia, al riposo, ad attività ludiche. Un percorso arduo e fitto di ostacoli; non sapevo dove sarei potuto arrivare, né avrei saputo descrivere quale fosse il mio traguardo. Ci ho messo tutto me stesso, le mie radici, i miei valori e alla fine sono arrivato da qualche parte… La mia meta finale? Assolutamente no! Mai adagiarsi sugli allori, questo l’ho sempre fatto. Adesso viene il difficile, come un giovane sportivo che eccelle nella propria disciplina, una volta che è arrivato in prima squadra deve tenere la testa sulle spalle, concentrazione, lavoro, umiltà e continuare a combattere per mantenersi il posto.

Quando penso alla strada percorsa fino ad oggi mi sento felice, pur sapendo che è soltanto l’inizio, c’è ancora molto da camminare. La felicità è vedere realizzato un sogno, un’idea che diventa tangibile, che si concretizza davanti ai tuoi occhi giorno dopo giorno superando ogni avversità che la vita ti mette davanti. Quando realizzi che hai creato qualcosa di godibile, qualcosa che ti ritorna indietro sotto forma di messaggi di apprezzamento da parte di amici e parenti che non avresti mai immaginato potessero leggere il tuo romanzo fantasy e rimanerne soddisfatti tanto da chiederti se ci sarà un seguito (sì lo so, i commenti non sono attendibili come quelli di un recensore neutrale ma chissene…).

Siccome io sono un eterno insicuro e faccio mille cose con la paura di lasciarle a metà o farle male, ho inviato il romanzo ad alcuni blogger di siti fantasy e recensori e… per adesso, i feedback sono positivi con qualche giusta critica e/o osservazioni. Chiaramente, il fatto di essere uno scrittorie esordiente, permette che vengano perdonate alcune imprecisioni dovute alla inesperienza, però due su due lo stanno leggendo con interesse.

E adesso sono felice perché il mio libro lo trovi in uno store online, anche se con il titolo sbagliato, senza descrizione e con tre settimane di tempo per ottenere la spedizione… speriamo che con Amazon vada meglio.

Per concludere questo articolo dove me la sto gufando da solo, chiederei a tutti voi che in qualche modo avete letto, state leggendo o leggerete Il Sigillo di Aetherea, il favore di buttare giù un commento, anche banale e postarlo sulla pagina facebook del libro e, se ve la sentite, di metterlo come recensione su IBS in modo da aiutare altri amanti del fantasy a capire di cosa si tratta e che Il Sigillo di Aetherea è un libro che vale la pena acquistare anche se scritto da uno sconosciuto!

Vorrei raccogliere tutti i vostri commenti (siate generosi ma le critiche, soprattutto se costruttive, sono molto ben accette) nella pagina “recensioni” di questo blog. Vediamo cosa ne verrà fuori, io intanto incrocio le dita e continuo a scrivere il sequel…

Finalmente…

…Nelle mie mani! Si vede la faccia soddisfatta? Quasi incredula direi 🙂

Copia di foto-9

Perdonate la foto casalinga e un po’ arrangiata, avrò tempo per farne di migliori (anche se il mio faccione è meglio farlo sparire…); in  questo momento però, conta soltanto mostrare a tutti voi che il libro è disponibile e, nonostante la mole, anche abbastanza maneggevole.

Per maggiori informazioni scrivete a: eradellalunarossa@yahoo.com

Mi raccomando, Keep Calm e… SPAMMATE!