Susanna Miotto – Il Notturno

notturno

SINOSSI: Jandor Karelis, 17 anni, è l’Incantatore più forte della scuola, destinato alla gloria e atteso a braccia aperte dall’esercito della guerrafondaia Nazione di cui fa parte. Tutto cambia il giorno in cui un suo compagno di classe, Dorean, rivela di essere un Notturno, una creatura magica dalla natura ambigua che secondo la legge merita solo la morte. Jandor viene, suo malgrado, trascinato in una serie di vicissitudini che metteranno alla prova la sua devozione alla Nazione e a tutto ciò che rappresenta, mostrandogliene l’orrore e l’insensatezza.

 

 

RECENSIONE: Iniziamo dal genere… fantasy moderno, young adult o semplicemente fantasy. Non un genere che leggo spesso, l’ultimo forse è stato Harry Potter e nelle prime pagine pensavo di trovarmi di fronte al tema del maghetto adolescente all’accademia di magia, sfigato e bullizzato da tutti che, per non si sa quale legge non scritta, diventa l’eroe inconsapevole, un predestinato che non accetta il suo destino di salvatore del mondo. Ecco, non accade niente di tutto questo e dalla seconda pagina l’autrice mette subito in chiaro come stanno le cose. Questa inversione di prospettiva rispetto alla mia sensazione iniziale ha dato la svolta alla lettura di questo testo che ho letteralmente divorato. Era da tanto che non mi capitava di finire un libro consistente in una sola settimana.

Ok non tergiversiamo, andiamo subito al sodo… Jandor Karelis è in realtà “il protagonista”: è bravo, il più bravo ma non basta, lui vuole raggiungere la perfezione, lui è sicuro di diventare qualcuno, lui è quello che picchia gli altri se intralciano la sua strada, lui si fa gli affari suoi e chi se ne frega di quei poveracci dei suoi compagni, sti cretini. Ecco, già una caratterizzazione così scoppiettante ha subito attirato la mia attenzione e le simpatie nei confronti di Jandor. Eppure l’autrice va oltre, perché come l’ombra non esiste senza luce, Jandor verrà affiancato da Dorean, un suo compagno di classe che si atteggia a sfigato e ingenuo nonostante abbia molti assi nella manica. Questo dualismo, questo rapporto a volte morboso a volte romantico, sarà il tema centrale del romanzo e i due ragazzi si completano a vicenda. Jandor ha tutto per emergere ma non ha l’equilibrio; Dorean ha tutto per essere il migliore ma gli manca la volontà. Punti di vista completamente diversi come se due cervelli coesistessero in una sola persona. Yin e Yang, Dr Jekyll e Mr Hyde. A complicare ulteriormente la psicologia dei due soggetti ci si mette anche Fernir, il Notturno che è in Dorean e che stravolgerà la vita di entrambi. Entrambi con una situazione familiare ingombrante e particolare che contribuirà a distogliere i giovani dalla loro vera natura e la loro quest, la missione descritta da questo romanzo credo sia proprio quella di ritrovare se stessi.

Non posso e non voglio fare spoiler e ci sono moltissime cose da analizzare quindi andiamo avanti e parliamo di stile e cura del testo. E’ scritto in prima persona, cosa che come autore mi riesce difficilissima mentre in questo caso come lettore ha funzionato benissimo. Personalmente ho trovato il testo molto ben curato, con pochissimi refusi e senza strafalcioni. La trama è lineare e ben definita, con pochi momenti di pausa a scandire un ritmo serrato che danno il tempo al lettore di smaltire l’adrenalina appena accumulata. Colpi di scena, finale a sorpresa, tantissimi personaggi ben definiti soprattutto psicologicamente arricchiscono questa storia intensa e mai pesante. Ognuno contribuisce a suo modo a dare un senso alla scena, niente è per caso, tutto attentamente e maniacalmente studiato. Ho divorato questo libro quindi potrebbero essermi sfuggite eventuali lacune o imprecisioni e se questo fosse successo, me ne scuso con chi leggerà questa recensione.

L’ambientazione: una piccola nazione prepotente e guerrafondaia, dove gli uomini vengono indottrinati fin da subito all’arte della guerra e sono forgiati come incantatori dell’esercito imperiale dalle numerose accademie sparse in tutto il territorio. La nazione è in perenne lotta con i Grens, uomini senza poteri magici. Come tutto ciò mi riporta ai corsi e ricorsi storici dove i più forti assoggettano i popoli più deboli o tecnologicamente più primitivi per sfruttarne le risorse e avere manodopera gratuita! Purtroppo a volte la realtà supera la fantasia. Gli incantatori hanno potere di vita e di morte sui Grens e li utilizzano come bersagli umani, come fossero trofei da dare in pasto ai giovani incantatori per il loro esame di “maturità”. Come avrete già pensato, tutto questo non potrà sempre essere accettato passivamente e venti di rivolta sussurrano nelle pagine di questo libro e fanno da cornice alle avventure dei due protagonisti.

Ok ok, dai diciamo qualcosa di negativo altrimenti sembra una recensione quasi fake… L’autrice ha voluto utilizzare un linguaggio “realistico” come se fossero adolescenti dei giorni nostri o commilitoni durante una campagna di guerra. Ecco, forse questo libro non è adatto a un pubblico troppo giovane per un linguaggio un po’ acceso. Anche la Cover secondo mio gusto personale andrebbe migliorata, rende poco l’idea dell’esplosività del contenuto di questo romanzo.

Sono rimasto ben impressionato da altri aspetti davvero interessanti affrontati dalla nostra autrice, ad esempio la crudeltà della natura umana. Mi viene in mente la massima descritta dal filosofo inglese Hobbes “Homo hominis lupus” così come quella attribuita a Macchiavelli di “Il fine giustifica i mezzi” per descrivere le decisioni prese dal supremo leader e la sua cricca. Le vittime però (in questo caso i Grens) sono anche carnefici, i ribelli capaci di organizzare atti terroristici senza troppo preoccuparsi delle conseguenze, votati come sono alla loro causa, chi più estremista e chi meno (vi ricorda forse qualcosa?). In tutto questo due adolescenti totalmente diversi non possono più fare a meno l’uno dell’altro, come poli opposti si attraggono e si respingono, evolvendo, prendendo coscienza dei propri mezzi, della propria natura e soprattutto di cosa conti davvero nella vita.

Potrei andare avanti per ore ad annoiarvi con tutte le emozioni che l’autrice è riuscita a trasmettermi, alla fine ho quasi pensato che Jandor e Dorean fossero due facce della stessa persona in un perenne conflitto interiore alla ricerca del giusto equilibrio. E il Notturno, che non voglio approfondire per non spoilerare, aggiunge quella componente istintiva che paradossalmente rende i personaggi ancora più umani. Intorno a loro poi si sviluppa una storia coinvolgente, ricca di azione e di magia. Una magia fatta di movimenti, armonia, concentrazione. Una magia che deve essere esercitata e sudata che non è onnipotente ma limitata dalla bravura e dalla concentrazione dell’incantatore.

Il mio voto è 5 stelle su 5, con un ringraziamento sincero all’autrice per avermi permesso di recensire la sua creatura.

Vi lascio il link di acquisto del libro su Amazon, se lo leggete fatemi sapere cosa ne pensate: IL NOTTURNO di Susanna Miotto

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