#4 Intervista Multipla

In questa quarta puntata del #2500rockmore contest abbiamo deciso di organizzarlo con domande a risposta multipla da parte dei componenti del TEAM (sempre maiuscolo) ARANCINI e ZIBIBBO. Ormai non ve lo sto a dire più che se volete seguire gli #sfottò e gli articoli degli altri blogger in gara fareste meglio a iscrivervi al gruppo Scrittori & Lettori Fantasy, anche perché qui mi sembra che gli altri gruppi battano un po’ la fiacca, oppure dal momento che siamo quasi a 3000 inscritti, i nostri admin censurano i post del contest 2500 per rallentare questo fenomeno? La risposta ai posteri, intanto leggetevi sti fenomeni di ARANCINI che oltre a essere buoni dentro sanno anche graffiare con la loro corazza croccante…

1) Qual è stato il primo pensiero leggendo l’annuncio di Jordan? Eravate disposti a partecipare fin dall’inizio o è stata necessaria una laboriosa opera di convincimento?

VERONICA GARREFFA CELANO: Inizialmente ho pensato “peccato, ho troppi impegni, sarebbe assurdo aggiungere altre cose da fare”. Poi man mano leggevo i post con gli aggiornamenti sull’organizzazione, il regolamento, vedevo i vari gruppi che si formavano e allora ho detto “ma sì, buttiamoci!”. Ho chiesto alla mia dolce metà, Teresa, se aveva bisogno di una co-autrice, ma sono stata friendzonata per colpa di Mariano, perciò mi sono proposta come booktrailer maker!

MARIANO LODATO: Confesso di aver avuto fin da subito lo slancio per partecipare a questa cosa “folle”. Tuttavia mi ero tirato indietro, certo di non riuscire a mettere su un team mio. Non fosse stato per la richiesta di Teresa, ora me ne starei sugli spalti, a godermi le vostre imprese trangugiando popcorn.

PIETRO FERRUZZI: Ho pensato perché no? Visto che l’unico modo di scrivere un racconto ultimamente è sentirmi sotto pressione mi sono subito offerto come autore/blogger e sono stato felicissimo per ben due secondi di essere stato scelto dal team di Teresa come blogger.

EMANUELA NAVONE: laddove c’è da correggere, io ci sono.

ANTONELLO VENDITTI: Io come illustratore ho pensato subito a un ok, senza ombra di dubbio, anche se sapevo di avere molte commissioni, anche se non conoscevo i tempi, che erano più lunghi.

TERESA BONACCORSI: il primo pensiero è stato: “cos’è sta cos?”, seguito da “ahhhh. Ma che s’è fumato Jordan”. No, non ero disposta a partecipare perché sono più timida di un tricheco ma anche mooooolto istintiva, l’idea mi piaceva quindi mi sono inguaiat… ehm, lanciata.

2) Cosa vi ha lasciato, o vi sta lasciando, questa particolare esperienza? La ripetereste?

VERONICA GARREFFA CELANO: per il momento mi ha dato modo di conoscere nuove persone, cioè i membri del mio gruppo. Ripeterei questa esperienza solo per le risate che mi faccio molte volte davanti la chat!

MARIANO LODATO: intense sensazioni. Lavorare a stretto contatto con persone speciali mi ha indubbiamente dato tanti stimoli; scherzarci e farsi quattro risate insieme ha esaltato ancor di più tali sensazioni. Certamente da rifare, ma non subito. Una decina di anni di pausa sono quantomeno necessari.

PIETRO FERRUZZI: oltre al cellulare perennemente scarico e due romanzi dei miei compagni da leggere e recensire per i prossimi mesi direi che ho avuto modo di conoscere e interagire con delle persone speciali, quindi una crescita interiore e un’esperienza più che positiva. Sì lo rifarei, magari accorciando un po’ i tempi del contest e allungando le battute del racconto.

EMANUELA NAVONE: sì, ma in un team con meno pazzi 😉

ANTONELLO VENDITTI: Senza dubbio più visibilità, bisogna essere sinceri, ma soprattutto l’opportunità di conoscere meglio altri membri del gruppo che prima sapevi esistere ma non interagivi pienamente.

TERESA BONACCORSI: mi sta lasciando molto più di ciò che avrei potuto immaginare. Lavorare insieme a dei professionisti è qualcosa di unico anche a livello formativo, ma conoscere le persone dietro ciascuna figura, cogliere la passione e l’entusiasmo che mettono nel loro lavoro, è ciò che sprona a dare il massimo, non solo per questo “strampalato” evento, ma anche nelle produzioni personali.

3) Domanda diretta: tra i vostri impellenti impegni e una tavolata con i compagni di team (arancini e zibibbo a volontà) cosa scegliereste e perché?

VERONICA GARREFFA CELANO: in quella tavolata accadrebbero cose che voi umani non riuscireste neanche a immaginare, perciò arancini e zibibbo sia!

MARIANO LODATO: senza pensarci su neppure un momento: la tavolata. Per il perché basta leggere la risposta alla domanda precedente.

PIETRO FERRUZZI: sempre pronto a far baldoria, figurarsi se mi tiro indietro… perché? Non vi basta la parola “impegno” a confronto con “tavolata”?

EMANUELA NAVONE: gli impegni, che domande! 😉

ANTONELLO VENDITTI: una tavolata con i compagni di team ovvio, ma gli impegni impellenti ci sono.

TERESA BONACCORSI: questa non la prendo come una domanda, ma come un invito! Il motivo è semplice: perché nel corso dell’evento ho potuto conoscere meglio i membri del team e trascorrere una serata a tracannare zibibbo e rimpinzarci di arancini insieme ai miei amici sarebbe il massimo! Poi con la scusa del “troppo zibibbo” potrei dichiarare il mio amore a Veronica.

4) Scrivete nudi? Ovvero, quanto vi mettete “a nudo” quando scrivete?

VERONICA GARREFFA CELANO: quando scrivo mi metto COMPLETAMENTE a nudo. In senso letterale o figurato? Non lo saprete mai!

MARIANO LODATO: non sempre. Tuttavia, col tempo, ho realizzato di essere arrivato a mettermi a nudo molto più di quanto avessi messo in preventivo. Questo mi ha permesso di riportare alla memoria dettagli che credevo persi definitivamente.

PIETRO FERRUZZI: non potevo rispondere a questa domanda dopo Veronica, Teresa o Emanuela? Brrr pensare a Mariano nudo mi fa venire freddo J Winter is coming e nella lunga notte io scrivo vestito, d’estate si può fare qualche eccezione ma nudo nudo no altrimenti mia moglie poi mi molesta! Ops la domanda era più seria… io mi metto sempre a nudo, forse è un difetto, forse è un pregio, ma mi metto sempre in discussione con me stesso e con gli altri, sarà per questo che ho l’ansia da recensione?

EMANUELA NAVONE: di solito quando scrivo mi tolgo la pelle, nel senso che mi scuoio e la appendo ad asciugare; poi, terminato di scrivere, la indosso come una tuta. Scherzi a parte, raramente mi metto a nudo, preferisco lasciar parlare la voce dei miei personaggi.

ANTONELLO VENDITTI: come scrittore direi di mettermi nudo in parte, sempre abbastanza coperto. Il mio vero io resta ancora appollaiato, nascosto da qualche parte, ma la voglia di metterlo a nudo c’è, quindi, prima o poi, chissà.

TERESA BONACCORSI: quasi totalmente. Mi lascio andare e scrivo, senza pensarci troppo su, lasciando quindi libero il subconscio. Di conseguenza credo che in quasi tutto quello che scrivo metto gran parte di me (caratteraccio incluso).

5) Perché continuare a creare articoli per il #2500rockmore quando è lampante che Arancini e Zibibbo sarà il team vincitore?

VERONICA GARREFFA CELANO: perché, a volte, bisogna mettere il dito nella piaga, se no che divertimento c’è?

MARIANO LODATO: ovvio! Per poter continuare a far rosicare gli altri team. C’è bisogno di aggiungere altro?

PIETRO FERRUZZI: sono un tifoso della Fiorentina, lasciatemi vivere questi momenti di gloria almeno una volta a settimana, anche se non c’è storia.

EMANUELA NAVONE: appunto, che domanda è?

ANTONELLO VENDITTI: anche se è lampante la vittoria, dobbiamo in qualche modo far capire perché siamo i migliori, quindi vai con gli articoli.

TERESA BONACCORSI: per fingere che non siamo noi i vincitori e sghignazzare alle spalle degli altri team che credono di avere ancora qualche possibilità.

6) In un contesto fatto di scrittori, illustratori e addetti ai lavori, quanto credete sia opportuno lasciarsi andare a discorsi completamente fuori contesto, a burle e interazioni di carattere decisamente più leggere rispetto allo scopo per cui il contesto è sorto?

VERONICA GARREFFA CELANO: trovo che sia bella l’interazione che c’è tra tutte queste persone. Il cosiddetto contesto ha saputo creare non solo un luogo di condivisione, ma anche di amicizie. Ovviamente non bisogna perdere di vista il vero scopo di un gruppo come questo.

MARIANO LODATO: a mio avviso, è fondamentale. Fin troppo spesso capita di trovarsi di fronte a soggetti troppo pieni di sé, fin troppo convinti delle proprie produzioni. Mostrare un lato più “umano”, sempre secondo me, può rendere l’autore, l’illustratore o il professionista del settore, molto più vicino al lettore che si vuole raggiungere. Alleggerire quindi la serietà del contesto, di tanto in tanto, può risultare quindi molto più vantaggioso della mera esaltazione di sé.

PIETRO FERRUZZI: per stare bene insieme bisogna divertirsi e quindi un gruppo funziona meglio ed è più unito se riesce a instaurare un rapporto anche goliardico. Mentre per le persone che ci leggono è innegabile quanto una risata conquistata sia un punto a proprio vantaggio, per non parlare di quelle persone a cui non piace scherzare, vedere quanto gli altri sono cazzoni (si può dire cazzoni? Sì tanto il blog è mio) li fa stare meglio con se stessi.

EMANUELA NAVONE: prima il divertimento, poi il lavoro.

ANTONELLO VENDITTI: non prendersi mai sul serio è il motivo numero uno per cui ho sempre fatto le cose. Se ci saranno vittorie erano comunque desiderate, se ci saranno delusioni comunque e sempre prenderla con una risata.

TERESA BONACCORSI: penso che sia fondamentale, insieme alla professionalità e al confronto. Lo scherzo alleggerisce, e di non poco, anche il semplice imbarazzo nel chiedere un consiglio; permette in sostanza un interazione più fluida, sincera e diretta. La spontaneità delle burle non diminuisce l’importanza degli argomenti trattati, semplicemente da ad ogni cosa una sfumatura di colori che rasserena l’ambiente.

7) Imperiali, Bulli, Angeli, Pannocchie, Tiramisù e plancton (Krilli). Chi temete di più?

VERONICA GARREFFA CELANO: chi temete di più? A loro modo, tutti hanno un motivo per essere temuti, ma temo il Tiramisù perché finisco sempre per mangiarne troppo.

MARIANO LODATO: gli admin! Credo che prima della fine dell’evento metteranno su una crociata contro il sottoscritto, con l’intento di vendicarsi per tutti i mal di testa che ho fatto venire loro.

PIETRO FERRUZZI: questa domanda non ha senso è stata messa solo per ricordare che esistono anche gruppi avversari eh eh eh.

EMANUELA NAVONE: la diarrea.

ANTONELLO VENDITTI: Come disse Polifemo “Ulisse” ?

TERESA BONACCORSI: uhm… forse, mettendoli tutti insieme contro di noi… ripeto forse, potrei temere mi si asciughi troppo l’arrosto che ho nel forno.

Bene, siete giunti alla fine di questo articolo e vi meritate il mio plauso, io stesso non sono riuscito a leggere tutte le mie risposte… Adesso vediamo un po’ cosa inventarci per la quinta puntata, a rileggerci Giovedì prossimo.

 

 

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