un esordiente allo sbando: genesi di un libro

Cari amici, ecco un articolo per riassumervi in poche righe il processo di scrittura/pubblicazione del romanzo fantasy L’Era della Luna Rossa: Il Sigillo di Aetherea. Premetto che erano anni che me lo sentivo dentro… non che avessi la storia già in testa, anzi, ho scritto una cosa completamente diversa da come l’avevo pensata. Nella mia testa si rincorrevano una serie di frasi, immagini, emozioni, colori che sentivo il bisogno di far uscire. Un coacervo di storie che si andavano accumulando non vedevo l’ora di organizzarle su un bel foglio (che poi sono diventati parecchi di più…). Ora, io non so se per altri scrittori più o meno esperti (non so nemmeno se posso definirmi scrittore io stesso) sia stato lo stesso, quello che è accaduto a me lo descriverei come il classico colpo di fulmine per un amore improvviso. Anni passati a scervellarmi e a rimandare questo momento per motivi familiari, lavorativi o amorosi e poi, tutto un tratto, buum. Un paio di episodi sono stati determinanti, funzionando da detonatore: la nascita di un figlio con qualche problema (un mese di ricovero al Meyer) e la crisi che ha colpito la mia azienda (oggi in liquidazione) che all’epoca mi aveva gentilmente sistemato per sei mesi in cassa integrazione in deroga. Emozioni a non finire, preoccupazione per il futuro e un po’ più tempo libero e gli ingredienti per lavorare di fantasia e scrivere un romanzo ci sono tutti: ad agosto 2012 si inizia a scrivere. Tornando dalla montagna ho iniziato a buttar giù una serie di idee e di tutto quello che mi ero appuntato  è stato mantenuto soltanto l’inizio… pensavo ad un racconto, poi a forza di raccontare è venuto fuori un libro auto conclusivo di circa 600 pagine! Ho scritto per quasi 7 mesi ininterrottamente svuotando piano piano la testa di tutte quelle idee che faticavo a tirare fuori. Scrivere è stata una liberazione, una droga che mi ha tenuto occupato una media di tre ore al giorno tra prima scrittura e revisione. La storia si scriveva da sola via via che andavo avanti, i personaggi prendevano forma e agivano anche nella vita comune. Anche quando non scrivevo, mentre guidavo, cucinavo, tagliavo l’erba etc etc, immaginavo possibili svolte, soluzioni a blocchi nella trama, colpi di scena e ambientazione. Fortunatamente a febbraio 2013 ho iniziato a lavorare a tempo pieno per una nuova azienda, tempo di una seconda rilettura e avvalendomi anche dell’aiuto di validi amici per la mappa o per una visione più oggettiva di tutta la storia, eccoci al primo grande dubbio: e adesso? Io volevo scrivere un racconto dedicato a mio figlio (a cui sono ispirati alcuni personaggi) e mi sono ritrovato con un romanzo di 600 pagine! Non avevo nessuna pretesa all’inizio ma, visto che il più era fatto, come tutti gli autori consideravo la mia opera L’OPERA… un capolavoro, una storia splendida che ogni editore avrebbe fatto la fila per pubblicare! Il nuovo scrittore fantasy uscito dal nulla che diventava milionario a forza di autografi e copie vendute! Ahimè, la realtà è dura, molto dura… Se prima pensavo che scrivere sarebbe stato difficile non potevo nemmeno immaginare quanto impossibile fosse pubblicare con una casa editrice non a pagamento. Da febbraio 2013 ad aprile 2013 mi sono fatto una cultura da paranoico sulla protezione dell’opera, sul tipo di contratto da accettare, sulle tempistiche e, soprattutto, sulle case editrici free, a pagamento oppure a doppio binario. Da esordiente allo sbando come ho deciso di chiamare questo sito, mi sono dato un obbiettivo assoluto: non importa quanto tempo, potevo anche scendere a compromessi sul come, ma mai e poi mai avrei messo in mano questo romanzo ad una casa editrice che non ci avesse lavorato sopra per renderlo un prodotto accettabile. Ho iniziato a selezionare le migliori CE free che pubblicassero fantasy, le ho contattate una ad una e già mi sono trovato di fronte al primo immenso scoglio: 600 pagine sono troppe… Rimetto mano al romanzo e lo divido in tre parti… mi sono auto convinto che le trilogie vanno di moda, perché allora non pubblicarlo in tre libri diversi di circa 200 pagine ciascuno? Quindi ho mandato alle CE senza limiti il romanzo intero e a quelle che lo richiedevano la prima delle tre parti. E adesso ecco la più grande virtù che contraddistingue uno scrittore per vedere la faticosa uscita di un libro pubblicato da una CE: la pazienza. Minimo 3 mesi, massimo indefinito, CE che non rispondono, CE che non mandano risposta  automatica, chi lo vuole in cartaceo, chi via mail: un delirio. Comunque, siccome mi piaceva la filosofia di una casa editrice Butterfly che con l’acquisto di qualche copia di romanzi di altri autori esordienti garantiva la valutazione del tuo lavoro in 2 mesi con una scheda tecnica allegata, ho comprato qualche libro e ho incrociato le dita. Neanche devo stare a specificarvi le mazzate che sono arrivate una dopo l’altra. Io ho sempre letto molto, ma sono un lettore “superficiale” nel senso che i libri li divoro smaniando di arrivare in fondo. A volte li devo rileggere a distanza di anni per ritrovare dei particolari che mi erano sfuggiti o gustarmi la narrazione con una visione diversa, più critica. Ero consapevole di aver scritto un romanzo fantasy classico… classico è classico, vuol dire alla Tolkien, alla Brook; insomma io da ragazzino leggevo la leggenda di Huma della serie Dragonlance e giocavo a D&D! Per cui quando mi sentivo dire che il genere era troppo classico, mi veniva da ridere, ma allora se volevi Urban Fantasy perché me l’hai fatto mandare e mi hai fatto aspettare 6 mesi visto che nella sinossi te l’avevo specificatamente detto che era classico? Vabbè, a parte questo tipo di risposte, la scheda di valutazione della Butterfly mi è stata di grande aiuto perché ho capito che c’erano troppe cose che non andavano e che dovevo ricominciare da capo. A giugno 2013 ho rimesso mano a tutto il romanzo, l’ho diviso in due parti (tre erano veramente troppo raffazzonate), ho rivisto tutto il testo levando un sacco di roba inutile e aggiungendo alcuni passaggi che mi erano stati suggeriti e che all’inizio non avevo avuto l’umiltà di prendere in considerazione. Per tre mesi ho lavorato tutte le sere sul romanzo con il prezioso aiuto di LauraMaria e Cristina che hanno revisionato il tutto a tempo di record. La meta era partecipare al concorso Odissea della DelosBook, ma anche lì potevo mandare solo la prima parte del romanzo e facendo ciò ero perfettamente cosciente di perdere molto. A novembre 2013 la prima parte era di nuovo assemblata e pronta all’invio, sulla seconda ci ho lavorato fino a febbraio 2014. Anche qui ho perso una quantità inenarrabile di tempo a selezionare CE, preparare sinossi e spedire mail o cartaceo. La butterfly ha accettato di rivalutarlo free. In questa seconda mandata avevo più coscienza di quello che poteva accadere e mi sono mosso per tempo in modo da avere risposte tutte insieme per giugno 2014, se entro quella data non avessi ottenuto un contratto ero deciso a buttarmi sul self-publishing. Sorprendentemente Akkuaria mi rispose subito in maniera affermativa, ma era una associazione e c’era da pagare una quota associativa annuale più iscrizione e poteva essere richiesto un contributo copertina… Sono stato sul punto di dire di sì, la responsabile sembrava molto interessata e che ci tenesse a pubblicare roba decente, alla fine ho deciso di aspettare una risposta affermativa da altre case editrici. Stavolta le risposte sono arrivate quasi puntuali, tranne la DelosBook che invece di 6 mesi ci ha messo quasi un anno per poi mandare una scheda di valutazione abbastanza superficiale o almeno che non teneva assolutamente conto che alla prima parte mandata ne sarebbe seguita una seconda che avrebbe dipanata tutti i dubbi espressi dal valutatore. Ad ogni buon conto le risposte sono state negative per quanto riguardava la pubblicazione ma molto più incoraggianti per il resto. Alla fine le critiche non erano sulla trama, eventualmente sul linguaggio usato (a che servono gli editor :-)) e su alcune parti un po’ noiose (basta toglierle o correggerle no?), Purtroppo un fantasy classico è un genere di nicchia che non va più di moda (così dicono) e per questo molte CE hanno declinato. La Butterfly mi ha perfino fatto i complimenti assegnandomi un bel 7 in pagella, ma non abbastanza per i loro criteri di pubblicazione. In conclusione su 30 case editrici a cui è stato mandato il primo libro solo alcune mi hanno dato qualche feedback o consiglio e tra queste mi piacerebbe citare la Plesio editore, Parallelo 45 e betelguese editore. E’ stato un brutto colpo per il mio orgoglio di scrittore, stavo per mollare tutto e sono ricorso anche al crowfunding per convincere amici e parenti a investire sul mio libro in modo da ricorrere a qualche editor professionista, una bella copertina e poi andare di self publishing. E mentre prendevo contatti ecco che arrivo a Del Bucchia tramite amici di amici. L’editore è entusiasta e mi fissa un incontro, prendo il motorino e mi becco una grandinata fantastica in autostrada. Arrivo bagnato come un pulcino e infreddolito ma non mi importa, l’emozione è altissima. Parlo tre ore con Del Bucchia ma non mi convince. Ha già i contratti pre-compilati, purtroppo non è il tipo di contratto che immaginavo e preferisco declinare l’offerta. Ecco allora che succede l’impensabile. Per caso conosco Andrea e parlando con lui di libri scopro che non solo è uno scrittore di gialli, ma è anche socio di una piccola CE pisana, Editrice Campanila, il cui target principale sono i bambini ed i ragazzi. Perfetto perché il mio romanzo è scritto proprio per un target di adolescenti, un romanzo di formazione con un linguaggio semplice e diretto. Mi consiglia di leggere un romanzo fantasy pubblicato da loro qualche anno prima, Kurt, e di mandargli il mio in visione. Lui avrebbe fatto la prima scrematura poi sarebbe dovuto passare attraverso l’editor per avere il via libera definitivo, anche perché erano interessati a potenziare il fantasy e ne avevano già ricevuti 5 in un mese. Mi spiega che loro pubblicano pochissimi libri l’anno perché ne curano ossessivamente l’aspetto ed il contenuto e che l’editor è attenta e molto puntigliosa. In conclusione dopo un mese mi preannuncia che ha passato la prima fase, dopo due mesi ho avuto l’ok dell’editor che mi chiede anche il secondo libro e dopo tre mesi mi mandano il contratto da firmare per pubblicare un unico libro così come era stato pensato e scritto fin dall’inizio. Sono al settimo cielo. Qualche piccolo cambiamento sul contratto e finalmente firmo, ad agosto del 2014 ho trovato una CE che credesse in me. La prima revisione inizia a novembre 2014, e poco prima di natale ho ricevuto indietro i primi capitoli con le correzioni. E siamo solo alla prima delle tre revisioni previste! Quindi non so quando riuscirò a vedere la fine di questa avventura iniziata due anni e mezzo fa, però la soddisfazione di avercela fatta senza dover scendere a compromessi è stata tanta e, soprattutto, avere la sicurezza di ottenere un libro decente in un mondo di approfittatori di scrittori allo sbando come me mi riempie di soddisfazione. Che poi vi piacerà o meno questo è un altro discorso e magari sarà argomento di un articolo futuro.

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