Fiestaaa

Oggi sono così emozionato che sembro un galletto al primo appuntamento. Per celebrare l’avvicinarsi alla conclusione del contest #2500rockmore e la vittoria del TEAM Arancini e Zibibbo ho organizzato una grigliata coi fiocchi. Purtroppo, a volte gli imprevisti rischiano di rovinare tutto. Sconfortato prendo il telefono e compongo il numero.

Tuuu… tuuu… tuuu… Uffa non risponde mai quella lì, tuuu… tuuu… click, qualcuno o qualcosa ha risposto!

“Pronto? Pronto? Veronica sono Pietro mi senti?” Uno sbadiglio mi accoglie senza troppo entusiasmo.

“Veronica svegliati sono io, Pietro, quello buono, non quella sottospecie di fiore! Oh che dormi sempre?” La sento sbuffare infastidita.

“Sai Pietro, cavalcare i draghi stanca…” Ridacchia soddisfatta.

“Veronica! Possibile che sempre lì vai a cavalc… ehm parare? Stammi a sentire, abbiamo un problema. Stasera salta tutto, questo tempo è un disastro e non si può braciare”.

“Uff Pietro, sei sempre il solito pessimista, ho già inviato il Drago-Taxi per prelevare Mariano e Teresa;e per la pioggia tranquillo le ali dei miei draghi ci manterranno all’asciutto, l’ho soprannominato il Dra-Zebo…” Si rende conto della scemenza appena detta, almeno ha il buongusto di rimanere in silenzio. Lascio perdere.

“Ma come faranno in groppa al drago, si bagneranno come dei pulcini?”

“E che gliene frega a loro, tanto hanno altro per la testa quei due, non se ne accorgeranno neppure”. Il tono menefreghista non lasciava spazi a dubbi, la stavo perdendo, potevo captare i ferormoni impazziti all’altro capo del telefono. Provo a distrarla.

“Non ho sentito Emanuela, sai se viene?” La butto lì con nonchalance.

“Sì, sta correggendo per l’ennesima volta il percorso del treno, dovrebbe arrivare in tempo”.

“Bene, e il Venditti?” Domando speranzoso.

“Antonello? Poeraccio, quello è in brache di tela, tutti lo cercano per cantare e nessuno compra le sue opere, è disperato e con un fastidioso mal di gola”.

“Ah ecco, ora mi spiego questo tempo di merda! Digli di abbozzarla di cantare o gli cavo le corde vocali!” Mi restavano poche domande lo percepivo chiaramente; sbuffi di impazienza svaporettavano dal cellulare.

“Se vuoi che venga fagli il biglietto del treno, tanto poi ti si rendono dal monte premio del contest”. Aggiunge lei serafica, tanto si sa, facile fare i generosi con i soldi degli altri.

“Sì come la spesa per la grigliata…” aggiungo sconsolato.

“Ah proposito Pietro! Ricordati i cinghiali per i miei cuccioli!”

“Cavolo me ne sono dimenticato, ora sguinzaglio quelli dell’impero, ce n’è uno che quando sente odore di cibo non lo ferma più nessuno!”

“Ah…” silenzio che non prometteva niente di buono. “Non sarà quella specie di Obelix senza treccine che fa colazione con lardo e fagioli? Guarda che se mangia i bocconcini per i miei draghi poi quelli si scofanano Mariano, fo pe dittelo!”

“No no tranquilla, sta facendo dei corsi di auto-controllo, ora è tutto preso dal disegnarsi fiorellini sulle unghie, quando non caccia è come un agnellino. Ti aspetto tra poco… Veronica? Veronica?” Niente da fare, c’era solo da sperare che facesse in fretta.

L’atmosfera è allegra nonostante la pioggia fitta. Lo zibibbo scorre a fiumi e gli arancinI preparati da Teresa per antipasto sembrava non finire mai. I draghi mantengono il fuoco acceso e fungono da riparo in modo impeccabile, eccetto per alcune loffie causate dallo spuntino selvatico; fastidiose ma tollerabili almeno quanto la presenza dei membri del team impero sdraiati sotto il tavolo a sgranocchiare un paio di ossa sputate dalle creature di Veronica.

“Certo quelli dell’impero si sono ridotti proprio male…” Emanuela li indica ridendo con chicchi di riso di arancino che schizzano da tutte le parti.

“Ehi vacci piano con l’alcool Emanuela! Siamo solo all’antipasto, se ci collassi non vorrai mica lasciare le sarsicce e la rosticciana buona a quelli dell’impero?” Si intromette Mariano versando Zibibbo come se non ci fosse un domani.

“Sì vabbè, forse l’unico che si salva è quello nuovo, maremma impestata non mi viene il nome, eppure è in tutti i gruppi nemmeno il prezzemolo…” Antonello si sforza di farsi sentire ma si vede che sta soffrendo.

“Pietro lo conosce sicuramente, ma adesso è dietro alla ciccia. Ehi, ma non è quello lì nell’angolino che si sta grattando le pulci? Ma lo sapete che la bulla a quello lì gli fa gli occhi dolci?” aggiunge Veronica maliziosa.

“Sieee, quello gioca ancora con gli star wars dell’esselunga, altro che con la Katana e la bulla”. Risponde pratica Teresa. “A proposito” prosegue, “portate qualche pannocchietta al fochista che sono ottime quest’anno”.

“Ma dove sono finite le pannocchiette?” Emanuela le stava cercando ovunque, “mi sa che sono sparite come al loro solito!”

“Ah ah ah saranno a giocare a nascondino nel microonde”, Antonello non sa cantare molto bene, almeno ogni tanto riesce ad essere divertente. Io intanto continuo a grigliare ascoltando tutti i loro discorsi con il sorriso stampato sulla faccia. Non ricordo quanti cacchio di bicchieri di zibibbo mi avesse versato Mariano, so soltanto che stavo pomiciando con una delle draghesse di Veronica quando la voce della capitana mi riporta alla realtà. “Pietroooo vieni a mangiare!” Mollo la dragonessa che non la prende tanto bene, ma almeno la sua sfuriata finisce di cuocere la bistecca.

“Arrivo, arrivo…” mi approssimai barcollante con la ciccia.

“Dicevamo Pietro…” Mariano mi abbraccia commosso, “ormai manca poco al nostro trionfo, ci stavamo proprio chiedendo che fine avesse fatto la capitana dei bulli”.

“Quale? Quella che si scalcinava i denti con una spada di di terza mano?”

“Sì sì proprio lei!” Interviene Emanuela.

“Credo sia ancora in ospedale perché la lama le si è incastrata tra i denti, mi sa che non gliela fa per la fine del contest”. Rispondo ridendo. Nel frattempo Mariano continua a versare e io comincio a vedere i mostri.

“Guardate” urlo saltando sulla sedia, “Cosa sono quegli esserini brillanti che sciamano sui nostri avanzi?” I miei compagni si guardano straniti, capisco che qualcosa non quadra.

“Mariano smetti di versare lo zibibbo a Pietro, non lo regge, apri un brunello e sentiamo cosa ha da dire”. Teresa sapeva quando era il momento di tirare fuori… i gradi. Dopo mezza boccia di brunello finalmente ricomincio a ragionare. Vedo Antonello davanti a me, sta dipingendo qualcosa su una tela. Strizzo gli occhi, ecco cos’erano quegli affarini, e io che mi ero Immaginato Di Essere Altro e che i Krilli fossero stati clonati dopo l’estinzione! Anche gli altri dedicano le loro attenzioni al dipinto.

“Bello ma…” Inizia subito Emanuela, “dovresti correggere sto sbaffo qui e lì vedi? Il colore è troppo acceso”.

“Secondo me tra le due, meglio quando riempi il Foro Italico con la tua musica…” Solo l’intervento di uno dei suoi draghi riesce a salvare Veronica da un destino infausto. Dopo almeno una boccia di zibibbo Mariano calma Antonello e possiamo tornare a ragionarci.

“Ma non lo vedete che è un quadro modernista!” Intervengo a gamba tesa, io che non so la differenza tra un quadro e, boh quanti tipi diversi di quadri si possono fare? L’urlo di Munch mi sembra Teresa quando ha finito il ragù per gli arancinI.

Mentre Antonello rantola a terra sbavando dalla bocca, Mariano apre gli occhi e smette di versare Zibibbo urlando: “La tarapia tapioca con lo scappellamento a destra vuol dire solo due parole: vice, inferno”. Poi di colpo si spenge. Ci guardiamo spaesati e non avendo niente da dire ci facciamo un altro cicchetto. Intanto Antonello si è appena ripreso dalla scoperta della mia immensa cultura artistica e, con dito tremulo indica il dipinto.

“Forse ha visto la Madonna!” Dichiara Teresa come se nulla fosse, inghiottendo una costina intera, osso compreso. Non dico niente, tanto ormai siamo a fine cena e lei sembra aver apprezzato la ciccia toscana.

“Ma no dai, quelle sono ali, al massimo è un grifone”. Provo a concentrarmi sul dipinto per non pensare alla fame di Teresa che risolverebbe il problema della fame nel mondo.

“Ma che dici Pietro, non vedi che manca il bordino verde?”

“Hai ragione, Veronica” annuisco, “Antonello, ma che cavolo hai disegnato? Non si capisce niente!” Il buon Venditti mette via il coltello con cui stava misurando le vene del polso e, con il volto cinereo, cerca di spiegarci.

“E’ quello che rimane degli Angels dopo l’esorcismo di Mariano! Mi ha sciupato il disegno quel fetente!” Sentendosi nominare Mariano inizia ad avere millemila tic, allora Teresa che lo conosce bene inizia a cantare: “Ammazza la vecchia… Ammazza la vecchia…”

Mariano esplode gettandosi sul tavolo gridando “Chi ha sterminato i… chi ha sterminato i…” ma non ricordandosi il nome del team intrappolato nel rebus da lui creato alza le spalle e si tracanna quel che rimane dello zibibbo.

“Ragazzi direi che è ora di andare, i miei draghi hanno un altro impegno” dichiara Veronica fresca come una rosa alle sei della mattina. Ormai erano alcuni minuti che il cellulare vibrava senza sosta e aveva palesemente altri impegni…

“Sì anche noi dobbiamo tornare, prima però ti diamo una mano a rimettere a posto”. Teresa non si smentisce proprio mai.

“Ma di che! Gli avanzi li finiscono quelli dell’impero e per il resto…”

“C’è Mastercard?” Domanda Emanuela seria come un esattore delle tasse.

Rido e batto due volte le mani. Quel che rimaneva del team dei bulletti sbuca dal nulla vestito in smoking e inizia a rassettare tra gli applausi dei miei compagni.

Mi avvicino a salutare tutto il team, anche se con tre settimane di anticipo, abbiamo festeggiato come si deve la vittoria sicura del #2500rockmore contest.

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