Recensioni

Il tema delle recensioni è molto controverso e soprattutto si tratta di un nodo cruciale per gli autori esordienti. Quando una recensione può essere considerata utile e non di parte (a favore o a stroncare un libro)? Come deve essere fatta? Come reagiscono gli autori a recensioni negative? Perché le recensioni negative sono così poche, possibile che siamo tutti dei bravissimi scrittori? Tutti possono scrivere recensioni? Ciascuna di queste domande, se postata in un gruppo attivo di persone che gravitano nell’ambito dell’editoria, potrebbe scatenare un flame di proporzioni inaudite. Ecco quindi che da esordiente allo sbando, nonché autore di recensioni a “colleghi”, l’obiettivo di questo articolo non è tanto raccontarvi la verità assoluta e dirvi come e cosa si deve fare, ma semplicemente rendervi partecipi del mio punto di vista e delle mie esperienze. Magari un argomento come questo potrebbe indurvi a commentare in bene o in male il mio operato, ma come si dice, l’importante è parlarne!

Da lettore, quando mi appresto ad acquistare un libro cartaceo e magari sono indeciso su due o tre romanzi cosa faccio? Semplice! Osservo cover, quarta di copertina, magari apro qualche pagina iniziale a caso giusto per vedere che non ci siano refusi ogni 2 parole e che sia scritto in un italiano decente. Quindi diciamo che in caso di cartaceo è difficile che scelga in base alle recensioni; se sono a casa e ho un po’ di tempo da perdere, mi metto a spulciare su Amazon o Ibs e mi diverto a leggere i commenti dei vari lettori e qualche volta mi appunto il nome di un libro per acquistarlo. Le recensioni invece, sono fondamentali per gli eBook, dove il prezzo più competitivo (a volte quasi regalato), permette un’ampia scelta e l’unico modo per districarsi tra cento articoli simili sono appunto le recensioni. La prima cosa che faccio è andare a vedere quelle negative… lo so, tutti adorano il buono che da sicurezza, ma sono attratti dal cattivo dal fascino misterioso: “voglio proprio vedere se è vero che questo libro fa così schifo!” Scarto a priori le recensioni che si limitano a dire è bello o brutto, mi piace o no, utili solo alla media delle stelline. Mi soffermo invece su quelle più dettagliate, le scorro veloci in cerca di qualcosa che mi distingua una recensione Jalisse tipo “fiumi di parole” da quella che interessa a me: un’analisi chiara e semplice di cosa funziona o meno in quel libro. Non importa che sia tecnica, né mi interessa una scheda di valutazione, voglio solo leggere quali emozioni e ricordi quella storia ha lasciato nel lettore.

Perché vi dico questo? Perché per vari motivi anche io ho iniziato a recensire libri, un po’ per divertimento, un po’ perché è quello che vorrei gli altri facessero per me quando leggono i miei libri. E come recensisce Pietro Ferruzzi? Allora, questo è il mio approccio: se acquisto un libro di un autore esordiente senza che questo mi chieda niente, dopo averlo letto lo recensisco solo se mi ha colpito particolarmente. Se non mi è piaciuto o se il commento finale può essere riassunto con un: “sì bello, ma niente di eccezionale”, non ci perdo tempo a scrivere una recensione. Le cose cambiano radicalmente se qualcuno mi chiede di recensire il suo libro. In questo caso leggo fin dall’inizio con occhio critico sapendo che alla fine, volente o nolente, dovrò comunque dare un feedback. Dopo aver finito il libro, a seconda delle emozioni che mi ha trasmesso, possono passare giorni o addirittura settimane prima che riesca a commentarlo. Questa finestra temporale non è casuale; a volte ho bisogno di vedere se ripenso ai personaggi, se mi mancano o se continuo a chiedermi il perché di alcune scelte narrative piuttosto di altre. A volte la prima impressione è negativa, poi rileggo qualche passo poco chiaro o mi confronto con l’autore (ad es. per capire se è stato fatto un editing o un determinato tipo di studio/ricerca, che tipo di messaggio l’autore voleva far arrivare al lettore). Quindi, quando penso di avere tutti i pezzi del puzzle, mi metto a scrivere una recensione. Ebbene, ciò che scrivo è spesso di getto, come quando lavoro ai miei racconti o ai romanzi. Se inizio a scrivere non mi fermo più fino a quando non ho finito la scena, il capitolo, il racconto stesso. Magari mi ci vuole un mese per sedermi al computer e affrontare quella recensione, ma quando mi ci metto le mie dita volano sulla tastiera. Volete qualche esempio? In questa pagina del blog trovate tutte quelle che ho scritto: L’angolo del recensore

Come vi dicevo e come forse avrete avuto modo di leggere, le mie recensioni non sono affatto tecniche. Non mi permetterei mai di parlare di grammatica, punteggiatura, impaginazione, “d” eufoniche o altri tecnicismi per cui io stesso mi affido a editor professionali. Non ho uno schema preciso: copertina, ambientazione, stile narrativo, struttura trama, caratterizzazione personaggi, messaggio dell’autore e citazioni. Davvero, le parole escono come le penso nell’ordine che la mia testolina bacata le partorisce. Le citazioni poi… nemmeno riesco a selezionarle nei miei scritti, figurarsi nelle opere di altri! La mia valutazione tecnica si limita a questo: se ci sono refusi è giusto indicarli; se gli errori iniziano ad essere qualcosa in più di semplici refusi faccio presente se è stato fatto o meno un editing e che forse andrebbe rivisto; se lo stile dell’autore è scorrevole o pesante lo troverete nei miei commenti. Quindi ecco che se qualcosa mi ha davvero impressionato non posso fare a meno di portarla agli onori della cronaca, mi sale l’entusiasmo e questo trasuda da ogni parola scritta! Cerco di trasmettere quello che ho provato leggendo il libro, se i personaggi sono funzionali alla trama e sono ben caratterizzati, se ci sono lacune o temi che avrei approfondito. Mi piace mettere in evidenza l’originalità e l’evocazione delle scene che l’autore riesce a suscitare. Praticamente faccio un’analisi di alcune caratteristiche del romanzo ed essendo un cuor contento cerco sempre di cavare tutto ciò che c’è di positivo.

Visto che va di moda arriviamo al voto finale: le tanto rinomate stelline. Di solito do il massimo quando voglio premiare l’autore, anche se magari ci sono piccoli errori di inesperienza o qualche dettaglio fuori posto. Se la storia mi ha colpito, lo stile è fluido, la trama è originale e non ci sono strafalcioni sono 5 stelle. 4 stelle è il voto più gettonato al momento, significa che è un buon libro che potrebbe ambire al massimo voto se risistemato in qualche modo (per es. con un editing, oppure sistemando qualche errore ricorrente, qualche inconsistenza o un capitolo). Per ora 3 stelle, che comunque è sufficiente, non le ho mai date, anche perché ho avuto un paio di libri da 3,5 stelle e per un motivo o per un altro (comunque spiegato nella recensione) tendo ad arrotondare a 4 stelle visto che i mezzi voti non si possono dare. Sul fatto di scrivere recensioni negative, solo un paio di volte mi è capitato su alcuni eBook acquistati, ma le ho nemmeno pubblicate vedendo che quei libri avevano talmente tante recensioni a 5 stelle che ho messo in dubbio il mio giudizio (e anche per evitare spiacevoli inconvenienti…); mi fosse stata richiesta una recensione sarebbe stata un’altra storia, ma chi me lo fa fare di pubblicare una recensione a 1-2 stelle con tante critiche per autori che ne hanno decine entusiastiche? A volte mi viene da pensare che alcuni romanzi siano pompati con commenti pilotati… ma mi fermo qui.

Una volta scritta la recensione, quasi nemmeno la rileggo e la mando all’autore del romanzo chiedendogli di verificare che non ci siano inesattezze o errori gravi di comprensione da parte mia (leggo molto veloce e solo la sera prima di addormentarmi, quindi ci sta che mi siano sfuggiti dei dettagli e questo a volte mi impedisce di apprezzare al 100% gli sforzi dell’autore). Per adesso soltanto una volta mi è successo di aver toppato nella comprensione del testo e dopo un intenso confronto con l’autore e ulteriori spiegazioni, ho cambiato alcune frasi. Ho sempre trovato autori che hanno accettato le mie piccole critiche e spesso hanno apprezzato i miei sforzi per comprendere i messaggi che loro vorrebbero mandare ai propri lettori. Per fortuna, come detto, non mi sono ancora imbattuto in richieste di recensione di romanzi che non vorrei dover leggere e se questo accadrà in futuro mi sforzerò di essere imparziale e di scrivere una recensione in ogni caso, anche se negativa. Da autore non vorrei imbattermi in persone “vendicative” che non sono in grado di accettare critiche, potrei uscirne danneggiato io stesso; se ne sentono tante a giro e spesso la realtà supera di gran lunga la fantasia. E’ anche vero che devo del rispetto a chi perde tempo a leggere le mie recensioni e magari ne viene influenzato quindi non posso consigliare dei libri che non sono davvero all’altezza. Quando uno tiene un blog scrive per raccontare e raccontarsi, mi piacerebbe sapere se questi articoli vi sono in qualche modo serviti o se le recensioni scritte abbiano in qualche modo influenzato le vostre letture. Così come mi piacerebbe sapere cosa ne pensate delle recensioni in generale e cosa cambiereste se dipendesse da voi.

In conclusione, in quello che faccio ci metto sempre la faccia. Poi posso essere più generoso di altri nella votazione finale cercando sempre di far emergere le qualità di un romanzo piuttosto che i suoi difetti, però non è che per questo taccio eventuali errori, refusi, particolarità che non ho apprezzato etc. etc. Mi rendo anche perfettamente conto, e ne ho avuto conferma sui miei libri, che “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”. Ragazzi/e c’è poco da fare, il gusto personale vale tantissimo, ciò che io ho amato per altri lettori può essere motivo per chiudere lo stesso libro e smettere di leggerlo, d’altronde “il mondo è bello perché è vario” e io sono qui a cercare di far risplendere quel caleidoscopio di emozioni che tanti autori “sconosciuti” riescono a trasmettere con le proprie opere.

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Un I.D.E.A. a Romics

Domenica 8 Ottobre

Oggi voglio raccontarvi una storia, una giornata speciale cominciata con una fastidiosa sveglia alle 6 del mattino, proseguita con una corsa alla stazione e un treno regionale stracolmo di gente di ogni età, cosa che non mi accadeva più dai tempi delle superiori cioè molto ma molto tempo fa. Facciamo un passo indietro, seguitemi (mi sento molto Alberto Angela eh eh eh)…

Come ormai sanno anche i sassi ho rescisso il contratto con la Casa Editrice del mio primo romanzo per rincorrere un sogno, entrare in una “famiglia” editoriale. Questo sogno si è realizzato pochi mesi fa è ha portato all’uscita del mio secondo romanzo Il Ritorno dei Berserker con la piccola realtà editoriale I.D.E.A. anagramma di Immagina di Essere Altro. Questi ragazzi hanno i mezzi per promuovere il libro a livello nazionale consentendomi di stare in panciolle ad aspettare di diventare famoso? No, non credo proprio. I.D.E.A è una piccola realtà, ma bellissima. Ognuno ha il suo ruolo ben definito e in 8 ore di fiera non ho assistito a uno scazzo che sia uno, nonostante la pressione, la stanchezza e il piccolo spazio che ci dividevamo in 10 persone tra autori, illustratori e promoter, il tutto orchestrato dall’attenta e impeccabile Claudia Cintio.

Dopo questa premessa torniamo alla mia prima esperienza Romics come autore ospite di uno stand ma anche ritagliatore ufficiale di bigliettini da visita, non mi sono fatto mancare niente. Quindi, sopravvissuto alla calca del treno, mi faccio trasportare dal flusso di gente fino all’ingresso Nord dove in fila per entrare faccio la piacevole conoscenza di “Predator”. Con la sua vocina flautata mi domanda gentilmente: “Vuoi spostarti o ti devo spostare io?” Fantastico, non posso che lasciarlo passare. Sono emozionato, i ragazzi di IDEA li avevo visti solo in foto e alcuni via skype e mi vedo arrivare una Banana con in mano il mio libro, cioè capite bene cosa possa significare questo per uno che di soprannome fa “Bana”? Insomma tutto in mio onore. La Banana era “Beverendo” alias il reverendo del bere, uno della famiglia insomma.

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Stand I.D.E.A. a Romics, con Jasmine, Eva e Alessandro, gli altri giocano a nascondino

Arrivo allo stand e con un po’ di timidezza vengo sommerso da baci e abbracci, forse qualcuno ci ha anche provato ma adesso non ricordo eh eh eh. Non faccio a tempo a sistemarmi che mi mettono in mano le copie del libro che avevano messo da parte per loro chiedendomi dedica e firma.

 

 

 

 

 

 

 

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A sinistra dei vostri teleschermi “il Beverendo”, a destra Daniele Soltanto

Banana Beverendo mi saluta di fretta, deve scappare, sono confuso, non capisco e cerco conforto negli altri che ridono. La voce dell’altoparlante risuona “Lo stand IDEA ha perso una banana, chi la riporterà indietro avrà un ulteriore sconto e gadget in omaggio”. Bella trovata, la concorrenza è spietata e bisogna inventarsi le peggio cose per emergere. Dopo poco la Banana torna a casa, riportata da uno che stava cercando una banana vera per terra, vabbè, sorvoliamo. Purtroppo il costume della Banana non l’ho fotografato (mea culpa, troppa emozione) ed era soltanto in prestito. Meno male che avevamo la maschera dell’unicorno che il povero Alessandro si è trovato simpaticamente costretto ad indossare (nemmeno qui ho le prove fotografiche sigh). L’annuncio cambia: “Allo stand IDEA hanno ritrovato la Banana, ma hanno perso l’unicorno etc etc”. Nessuno ha riportato l’unicorno, credo che Alessandro sia ancora in fiera a cercare qualcuno che gli insegni la strada di casa…

Mi sento di impiccio, non so cosa fare se non guardarmi intorno e fotografare i nostri bravissimi illustratori all’opera, la gente che si ferma a osservarli con sguardo stupito.

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Suwan Cancedda allieta e intrattiene con la sua arte ogni genere di pubblico

Claudia, Jasmine, Beverendo ed Eva che approcciano potenziali clienti senza mai essere troppo entranti o fastidiosi, sempre con il sorriso e la battuta pronta. Io non sono un grande venditore, l’unica esperienza fatta è stata a Los Cristianos (Tenerife) finita l’università, dove facevo il “butta dentro” per un disco pub spagnolo. Però osservo e cerco di imparare. Mi sento più sciolto, i miei compagnucci cercano di mettermi a mio agio e accetto pure un panino di Marko per smorzare la fame. Spiccico qualche parola, provo a vendere qualche libro (anche quelli degli altri ma non avendoli letti forse ho fatto più danni che altro…). L’incontro più lungo l’ho avuto con una persona che si è rivelata potenzialmente interessante per collaborazioni a più ampio raggio e appena l’ho capito ho chiamato subito l’artiglieria pesante per non sprecare il lavoro di persuasione di Beverendo. Il tempo scorre veloce, a un certo punto la figura statuaria di XENA (la principessa guerriera) e la sua degna compagna sovrasta lo stand.

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Devo fare il bravo, devo fare il bravo, devo fare…

Non ce la faccio più a contenermi, manca poco al treno di ritorno e mi lancio in un valzer di foto e abbracci. Mi sento un ragazzino.

Tanto per non aumentare la pressione della giornata, mi viene comunicato che verrò intervistato via cellulare in fiera. Un intervista da supereroe in quanto dovevo riuscire a terminare le risposte tra un annuncio e l’altro. Le domande non mi trovano impreparato tanto che devo bloccare tutto controllare su internet un paio di cose e ricominciare. Tra una risata e l’altra finiamo l’intervista ma non facciamo in tempo a esultare che scatta l’emergenza bigliettini. Sì insomma avete capito, bigliettini super professionali per stimolare la gente ad andare sulla pagina facebook IDEA e lasciarci un LIKE (l’avete fatto? No? Ok piacciatelo adesso poi potete continuare a leggere). Mi chiudo nel mio angolino con carta e forbici in mano staccando sacchettini all’occorrenza e dedicando un po’ di libri. Non posso ancora considerarmi un autore emergente, ma non sono nemmeno più un esordiente di primo pelo, e firmare una dedica è sempre un’emozione. Ma non vi nego che in un paio di occasioni mi sono quasi commosso, domenica ce ne sono state ben tre. Per rendere meno pesante questa parte dopo ogni occasione seguirà una foto con delle Cosplay.

Occasione 1: un ragazzino molto timido, accompagnato dal babbo ha scelto proprio il mio libro e la stampa del berserker, quindi abbiamo un po’ parlato (col babbo, il ragazzino non spiccicava parola). Pensate che aveva già speso tutto il budget in libri ma non ha voluto rinunciare al mio. Suo padre è stato comprensivo, hanno comprato il libro e chiesto la dedica. Quindi ha fatto una cosa che non mi sarei aspettato: gli ha letto la dedica di fronte a me. Al figlio gli si sono illuminati gli occhi.

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Ma una con un cuoricino invece di un’arma no???

Occasione 2: una coppia di genitori si è fatta spiegare tutto e poi ha comprato un sacco di libri per i tre ragazzini. Uno dei tre, purtroppo, aveva un impedimento fisico ma si è subito dimostrato molto intelligente con domande che nemmeno i “grandi” avevano mai fatto. L’idea che questo ragazzino potesse trovare il mio romanzo inadeguato mi ha messo in ansia, vorrei davvero poter un giorno sentirmi dire da lui che l’ha trovato fantastico, incrociamo le dita.

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Avatar alla fine ce l’ho fatta a farmi la foto con te!

Occasione 3: una ragazzina con le bionde trecce gli occhi azzurri e poi… di cui non dirò il nome, Lidia, si fa spiegare tutti i libri quindi senza esitazioni punta il mio berserker. Il padre cerca di dissuaderla, magari cercava più una lettura adatta a lei (e comunque ognuno è adatto a se stesso, quindi…). Insomma se ne sono andati. Dopo 10 minuti vedo Lidia trascinare il babbo e chiedere il libro con un sorriso a 32 denti. Le ho promesso una cosa nella dedica e non vedo l’ora di mantenerla.

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Scusate avevo finito le foto con le Cosplay, qui siamo tutti impegnati a soddisfare i nostri lettori

Nel frattempo le cose stanno andando molto meglio del previsto, nonostante il minore afflusso di gente rispetto a quanto sperato, i ragazzi di IDEA festeggiano l’ultimo sacchetto per “uscire” i libri e l’ultimo elastico per le bellissime stampe degli illustratori. Dalle 16 alle 17 si regalano stampe ai primi 10 che urleranno IDEAAAAA nel corridoio e l’iniziativa ha un grandissimo successo, in meno di 30 minuti tutte le stampe sono state date via e il grido IDEA riecheggiava ancora tra gli stand del padiglione 7. Gli illustratori continuano a sfornare sketch alternandosi con la matita (Alessandro Grillea e Daniele Soltanto) e Suwan Cancedda al digitale.

Tra una chiacchera e l’altra si passa alle foto di coppia e di gruppo, posso confessarmi che è nata una storia con Marko D’Abbruzzi ma soprattutto con le sue Cronache di Ansorac. 2017-10-09-PHOTO-00002144.jpg Abbiamo con noi anche uno dei rappresentati del misterioso nuovo autore IDEA John Brown! Chi è John Brown? E chi lo conosce, leggetevi la sua intervista qui se siete curiosi, posso solo dirvi che ha scritto una saga che si chiama Reset. Eva D’Amico invece mi regala tranquillità e preziosi consigli che rimarranno nella mie “Memorie di Sangue“, mentre Claudia e Jasmine sono distrutte e con la schiena a pezzi.

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Torno da una visitina allo stand degli amici virtuali della Dark Zone, dove finalmente conosco dal vivo il compagno di team del contest #2500rockmore Antonello Venditti (non il cantante) con altri bravissimi autori e mi ritrovo a conoscere la mitica Eleonora Marsella passata a salutare lo stand IDEA. Nemmeno il tempo di sedersi che Daniele mi regala il primo sketch dedicato a Il Ritorno dei Berserker, ma non vi dico niente, vediamo chi indovina cosa rappresenta il suo disegno.IMG_0124

E’ tempo di ripartire, con la consapevolezza di aver partecipato a un evento unico nel suo genere e di aver finalmente conosciuto la mia “famiglia” editoriale. Un po’ dispiaciuto ma terrorizzato dal perdere Il treno mi avvio alla stazione di Fiera di Roma. Arrivo a Firenze con un ritardo di 29 minuti, giusto giusto per non chiedere il rimborso, ma si sa, sfiga.

Esperienza da rifare? Cosa ne penso? La risposta è: ci vediamo tutti alla fiera di Pordenone, io sarò lì sabato 18 Novembre!