John Brown – Il linguaggio dell’Universo

Volume I: Reset

reset

 

Un mix di fantasy e fantascienza che vi condurrà in mondi nuovi e appassionanti. Strane creature accompagneranno i protagonisti in un viaggio meraviglioso e mai semplice alla scoperta dell’Universo. Cosa si cela dietro alla porta?

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RECENSIONE: Ho cominciato a leggere Reset nutrendo molte aspettative; non vi faccio arrivare in fondo all’articolo per confessarvi che queste non sono state disattese. Reset è Reset, punto. Genere? Un fantasy ambientato negli anni ’80 in una piccola e tranquilla cittadina americana; classico inizio da serie Tv fantascientifica che poi si trasforma in tutt’altro…

Cominciamo dalla cover e cura del testo. I colori accesi sono invitanti ma il simbolo disegnato non rende quanto dovrebbe in quanto soltanto leggendo il libro uno può apprezzare davvero lo studio dietro alla copertina. Il testo è curato molto bene e il libro è decisamente un bel prodotto (aggiungo anche a prova di bambini :-)).

John Brown scrive dannatamente bene, riesce a mettere nero su bianco le emozioni, i colori, gli odori e i paesaggi che i nostri protagonisti si troveranno ad esplorare. Il lettore vede e vive attraverso gli occhi dei personaggi, siano essi bambini di undici anni, adulti dall’origine misteriosa o creature aliene. Il testo scorre che è un piacere, lo stile è fluido e semplice ma non dovete mai rilassarvi perché il colpo di scena è sempre dietro la pagina e vi assicuro che ce ne sono un paio davvero notevoli e inaspettati, da rimanere a bocca aperta.

Veniamo alla trama del romanzo. Sembra la classica storia americana, una cittadina tranquilla dove si conoscono tutti, la biblioteca della scuola, il bibliotecario e un paio di ragazzini svegli attorno ai quali gira il romanzo. Finito qui. Infatti, Tom, Mary e Anthony sono e diventeranno molto più di tutto questo. La caratterizzazione dei personaggi è notevole, come già anticipato prima; due bambini di undici anni con i loro sogni e il loro modo ingenuo e giustappunto infantile di affrontare la realtà quotidiana, si troveranno, loro malgrado, in una situazione molto più grande di loro, direi “universale”. Eppure, nonostante i timori, le dure prove e soprattutto i pericoli saranno proprio loro il trait d’union del libro. Anche la figura di Anthony emana il suo fascino tra le contraddizioni del personaggio stesso: chi è? Cosa vuole? Sarà buono o cattivo? Uno dei motivi che mi hanno fatto amare questa storia è proprio la neutralità dell’autore. I personaggi non sono semplici ingranaggi ma hanno vita propria; commettono errori, ingiustizie, atti crudeli più o meno giustificati da tradizioni o antiche credenze o addirittura dalla stessa sopravvivenza della propria razza. Al lettore l’arduo compito di schierarsi, di biasimare, di giudicare… l’autore lo proietta dentro una storia tutta da vivere insieme ai vari personaggi secondari, alle strane razze che i nostri amici incontreranno sulla loro strada. Non ho provato particolare empatia per Tom, anche se gli riconosco il coraggio e lo spessore morale; al contrario ho amato la piccola Mary fin da subito. Il cane Diuk è un colpo di genio, complimenti all’autore per la trovata originale, però… se posso dirla tutta senza fare spoiler, il piccolo Parofono è quell’elemento in più che rende un libro speciale. Non voglio aggiungere altro, lascerò a voi il piacere di scoprirlo così come l’ho scoperto io, ma davvero raramente mi scappa un applauso mentre leggo una scena e il piccolo Parofono me l’ha strappato dalle mani.

Non faccio alcun spoiler se vi racconto di razze aliene all’interno di questo libro in quanto il titolo RESET, IL LINGUAGGIO DELL’UNIVERSO con una porta aperta su altri mondi in copertina, ve lo dice da solo… in questo primo capitolo della saga incontriamo alcune popolazioni davvero bizzarre, tutte ben caratterizzate e nelle quali possiamo trovare alcune “parodie” o comunque “difettucci” appartenenti al nostro mondo. Il messaggio che mi è arrivato forte e chiaro è quello che non si può mai abbassare la guardia, nemmeno nelle popolazioni più pure e di buoni intenti è possibile eliminare il male che si annida spesso sotto forma di “ambizione”, “pazzia” o semplicemente “inefficienza”. Un altro aspetto davvero originale di Reset è che non esiste un rappresentante del male che vuole conquistare l’universo perché si è alzato con il piede sbagliato, o almeno non in questo primo capitolo. Il male è insito dentro ognuno di noi e sta proprio a noi stessi riuscire a metterlo da parte per far trionfare i buoni sentimenti.

Ci sarebbero molte altre cose da dire ma credo di aver dato alcune dritte importanti, ad ogni modo non fatevi ingannare dai protagonisti di undici anni perché il buonismo non fa parte del DNA dell’autore e la crudezza ma anche alcune scene violente sono comunque presenti. Sicuramente è un libro che può essere letto da tutti, anche dai più piccoli, però non lo definirei proprio un libro per bambini. Un difetto? Perché siete sempre a cercare il pelo nell’uovo? Vabbè, diciamo che per i miei gusti ci sono troppi nomi e troppo strani per ricordarli tutti e ho fatto un po’ di confusione mentre leggevo, soprattutto quando iniziano a venir fuori i nuovi popoli.

Avrete certamente capito che John Brown ha superato a pieni voti la mia lettura, cinque stelle meritate per lui e una trepida attesa che esca il secondo capitolo della saga. Continua a stupirci John!

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