Fabio Carta – Ambrose

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Controllore Ausiliario – CA – è uno dei pionieri ad aver sposato la causa della missione Nexus, la frontiera virtuale dove scrivere un nuovo e pacifico capitolo della storia umana. Ma durante la preparazione terapeutica, il suo corpo rimane vittima di danni irreparabili. Logorato dalle metastasi, è costretto a vivere in una speciale tuta eterodiretta da pazzi esaltati, che combattono una guerra in bilico tra realtà e spettacolo. Il suo destino è la morte, mentre un suo gemello elettronico continuerà a simulare la sua esistenza nel ciberspazio. L’infelicità di CA – figlio delle stelle, alieno agli usi terrestri – subisce uno stravolgimento con la comparsa di Ambrose. Un’entità che si presenta come una rosa stillante ambra, una irriverente voce che lo guida verso sviluppi imprevedibili. Come ribellarsi al proprio destino e scoprire cosa si cela realmente dietro i grandi cambiamenti ai quali l’umanità dovrà far fronte.

RECENSIONE: Patto Atlantico e Jahdisti (vi dice niente?) Genere umano violentato dalla tecnologia e spazionoidi emigrati tra le stelle. Ricerca della pace attraverso la guerra (vi ricorda qualcosa?). Realtà virtuale più reale del mondo reale (ci stiamo forse arrivando davvero?). Romanzo di fantascienza o trattato filosofico alla ricerca di ciò che conta veramente?

Ho iniziato questa recensione ponendo almeno 4 domande perché Ambrose è tutto questo; Fabio Carta merita una recensione diversa dalle solite, anche se manterrò il mio stile scrivendo di getto, non mi metterò ad eviscerare stile, testo, trama, cover etc etc. Non ne sarei in grado, non per il tipo di libro che ho appena letto. Un romanzo incentrato sul genere fantascientifico che dovrebbe portare il lettore tra esotute impenetrabili, burattini di carne e ossa, intelligenze artificiali, guerra di trincea, realtà virtuali dove “rifugiarsi”, testate atomiche e radiazioni, tumori, illusioni, promesse di felicità tramite l’incredibile corsa a Dirac con il progetto Nexus… devo continuare? E allora, chi è Ambrose?

MI sarò fatto questa domanda almeno due volte a pagina! Una reminescenza del passato che torna preponderante nella coscienza di uno spazionoide? Un frammento di intelligenza artificiale evolutasi al di sopra di tutto? Un’illusione? L’espansione proiettata da una mente malata? Chi è Ambrose? Esiste davvero? Beh se leggerete il libro lo scoprirete, però vi avverto, l’autore ha optato per una scelta peculiare, un libro di fantascienza dove l’azione fa da contorno a un confronto interiore, alla scoperta dei o all’abbattimento dei propri limiti; ho pensato quasi a un trattato filosofico fantascientifico con il dialogo Controllore Ausiliario/Ambrose in primo piano. Una piccola finestra sulla realtà in un mondo quasi totalmente virtuale.

Anche la scelta dello stile non si presta a tutti. All’inizio pensavo di aver sbagliato libro, mi sentivo immerso in un’infinita supercazzola (cit. Amici Miei) fatta di paroloni forbiti e astrusi, fanta-tecnologici (spesso mi sono chiesto se esistessero davvero o fossero stati inventati dall’autore). Ho davvero avuto difficoltà a capire che tipo di testo mi trovassi davanti, però, superato questo primo scoglio, tutto inizia ad avere un senso e si capisce come il romanzo rappresenta molto di più di quello che potrebbe sembrare a una lettura superficiale. C’è da dire che Fabio Carta scrive davvero bene, niente è buttato a caso, i dialoghi sono ben strutturati e mai banali. Io tendo a leggere veloce ma più volte son dovuto tornare a rileggermi alcune frasi o interi periodi che ad un’analisi più attenta rivelavano riflessioni profonde, direi l’anima di questo romanzo.

Concludo assegnando 4 stelle ad Ambrose di Fabio Carta, è veramente difficile trovare uno scrittore che riesca ad esprimere concetti così complessi e attuali in una storia ben strutturata ed originale.

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