Un I.D.E.A. a Romics

Domenica 8 Ottobre

Oggi voglio raccontarvi una storia, una giornata speciale cominciata con una fastidiosa sveglia alle 6 del mattino, proseguita con una corsa alla stazione e un treno regionale stracolmo di gente di ogni età, cosa che non mi accadeva più dai tempi delle superiori cioè molto ma molto tempo fa. Facciamo un passo indietro, seguitemi (mi sento molto Alberto Angela eh eh eh)…

Come ormai sanno anche i sassi ho rescisso il contratto con la Casa Editrice del mio primo romanzo per rincorrere un sogno, entrare in una “famiglia” editoriale. Questo sogno si è realizzato pochi mesi fa è ha portato all’uscita del mio secondo romanzo Il Ritorno dei Berserker con la piccola realtà editoriale I.D.E.A. anagramma di Immagina di Essere Altro. Questi ragazzi hanno i mezzi per promuovere il libro a livello nazionale consentendomi di stare in panciolle ad aspettare di diventare famoso? No, non credo proprio. I.D.E.A è una piccola realtà, ma bellissima. Ognuno ha il suo ruolo ben definito e in 8 ore di fiera non ho assistito a uno scazzo che sia uno, nonostante la pressione, la stanchezza e il piccolo spazio che ci dividevamo in 10 persone tra autori, illustratori e promoter, il tutto orchestrato dall’attenta e impeccabile Claudia Cintio.

Dopo questa premessa torniamo alla mia prima esperienza Romics come autore ospite di uno stand ma anche ritagliatore ufficiale di bigliettini da visita, non mi sono fatto mancare niente. Quindi, sopravvissuto alla calca del treno, mi faccio trasportare dal flusso di gente fino all’ingresso Nord dove in fila per entrare faccio la piacevole conoscenza di “Predator”. Con la sua vocina flautata mi domanda gentilmente: “Vuoi spostarti o ti devo spostare io?” Fantastico, non posso che lasciarlo passare. Sono emozionato, i ragazzi di IDEA li avevo visti solo in foto e alcuni via skype e mi vedo arrivare una Banana con in mano il mio libro, cioè capite bene cosa possa significare questo per uno che di soprannome fa “Bana”? Insomma tutto in mio onore. La Banana era “Beverendo” alias il reverendo del bere, uno della famiglia insomma.

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Stand I.D.E.A. a Romics, con Jasmine, Eva e Alessandro, gli altri giocano a nascondino

Arrivo allo stand e con un po’ di timidezza vengo sommerso da baci e abbracci, forse qualcuno ci ha anche provato ma adesso non ricordo eh eh eh. Non faccio a tempo a sistemarmi che mi mettono in mano le copie del libro che avevano messo da parte per loro chiedendomi dedica e firma.

 

 

 

 

 

 

 

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A sinistra dei vostri teleschermi “il Beverendo”, a destra Daniele Soltanto

Banana Beverendo mi saluta di fretta, deve scappare, sono confuso, non capisco e cerco conforto negli altri che ridono. La voce dell’altoparlante risuona “Lo stand IDEA ha perso una banana, chi la riporterà indietro avrà un ulteriore sconto e gadget in omaggio”. Bella trovata, la concorrenza è spietata e bisogna inventarsi le peggio cose per emergere. Dopo poco la Banana torna a casa, riportata da uno che stava cercando una banana vera per terra, vabbè, sorvoliamo. Purtroppo il costume della Banana non l’ho fotografato (mea culpa, troppa emozione) ed era soltanto in prestito. Meno male che avevamo la maschera dell’unicorno che il povero Alessandro si è trovato simpaticamente costretto ad indossare (nemmeno qui ho le prove fotografiche sigh). L’annuncio cambia: “Allo stand IDEA hanno ritrovato la Banana, ma hanno perso l’unicorno etc etc”. Nessuno ha riportato l’unicorno, credo che Alessandro sia ancora in fiera a cercare qualcuno che gli insegni la strada di casa…

Mi sento di impiccio, non so cosa fare se non guardarmi intorno e fotografare i nostri bravissimi illustratori all’opera, la gente che si ferma a osservarli con sguardo stupito.

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Suwan Cancedda allieta e intrattiene con la sua arte ogni genere di pubblico

Claudia, Jasmine, Beverendo ed Eva che approcciano potenziali clienti senza mai essere troppo entranti o fastidiosi, sempre con il sorriso e la battuta pronta. Io non sono un grande venditore, l’unica esperienza fatta è stata a Los Cristianos (Tenerife) finita l’università, dove facevo il “butta dentro” per un disco pub spagnolo. Però osservo e cerco di imparare. Mi sento più sciolto, i miei compagnucci cercano di mettermi a mio agio e accetto pure un panino di Marko per smorzare la fame. Spiccico qualche parola, provo a vendere qualche libro (anche quelli degli altri ma non avendoli letti forse ho fatto più danni che altro…). L’incontro più lungo l’ho avuto con una persona che si è rivelata potenzialmente interessante per collaborazioni a più ampio raggio e appena l’ho capito ho chiamato subito l’artiglieria pesante per non sprecare il lavoro di persuasione di Beverendo. Il tempo scorre veloce, a un certo punto la figura statuaria di XENA (la principessa guerriera) e la sua degna compagna sovrasta lo stand.

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Devo fare il bravo, devo fare il bravo, devo fare…

Non ce la faccio più a contenermi, manca poco al treno di ritorno e mi lancio in un valzer di foto e abbracci. Mi sento un ragazzino.

Tanto per non aumentare la pressione della giornata, mi viene comunicato che verrò intervistato via cellulare in fiera. Un intervista da supereroe in quanto dovevo riuscire a terminare le risposte tra un annuncio e l’altro. Le domande non mi trovano impreparato tanto che devo bloccare tutto controllare su internet un paio di cose e ricominciare. Tra una risata e l’altra finiamo l’intervista ma non facciamo in tempo a esultare che scatta l’emergenza bigliettini. Sì insomma avete capito, bigliettini super professionali per stimolare la gente ad andare sulla pagina facebook IDEA e lasciarci un LIKE (l’avete fatto? No? Ok piacciatelo adesso poi potete continuare a leggere). Mi chiudo nel mio angolino con carta e forbici in mano staccando sacchettini all’occorrenza e dedicando un po’ di libri. Non posso ancora considerarmi un autore emergente, ma non sono nemmeno più un esordiente di primo pelo, e firmare una dedica è sempre un’emozione. Ma non vi nego che in un paio di occasioni mi sono quasi commosso, domenica ce ne sono state ben tre. Per rendere meno pesante questa parte dopo ogni occasione seguirà una foto con delle Cosplay.

Occasione 1: un ragazzino molto timido, accompagnato dal babbo ha scelto proprio il mio libro e la stampa del berserker, quindi abbiamo un po’ parlato (col babbo, il ragazzino non spiccicava parola). Pensate che aveva già speso tutto il budget in libri ma non ha voluto rinunciare al mio. Suo padre è stato comprensivo, hanno comprato il libro e chiesto la dedica. Quindi ha fatto una cosa che non mi sarei aspettato: gli ha letto la dedica di fronte a me. Al figlio gli si sono illuminati gli occhi.

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Ma una con un cuoricino invece di un’arma no???

Occasione 2: una coppia di genitori si è fatta spiegare tutto e poi ha comprato un sacco di libri per i tre ragazzini. Uno dei tre, purtroppo, aveva un impedimento fisico ma si è subito dimostrato molto intelligente con domande che nemmeno i “grandi” avevano mai fatto. L’idea che questo ragazzino potesse trovare il mio romanzo inadeguato mi ha messo in ansia, vorrei davvero poter un giorno sentirmi dire da lui che l’ha trovato fantastico, incrociamo le dita.

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Avatar alla fine ce l’ho fatta a farmi la foto con te!

Occasione 3: una ragazzina con le bionde trecce gli occhi azzurri e poi… di cui non dirò il nome, Lidia, si fa spiegare tutti i libri quindi senza esitazioni punta il mio berserker. Il padre cerca di dissuaderla, magari cercava più una lettura adatta a lei (e comunque ognuno è adatto a se stesso, quindi…). Insomma se ne sono andati. Dopo 10 minuti vedo Lidia trascinare il babbo e chiedere il libro con un sorriso a 32 denti. Le ho promesso una cosa nella dedica e non vedo l’ora di mantenerla.

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Scusate avevo finito le foto con le Cosplay, qui siamo tutti impegnati a soddisfare i nostri lettori

Nel frattempo le cose stanno andando molto meglio del previsto, nonostante il minore afflusso di gente rispetto a quanto sperato, i ragazzi di IDEA festeggiano l’ultimo sacchetto per “uscire” i libri e l’ultimo elastico per le bellissime stampe degli illustratori. Dalle 16 alle 17 si regalano stampe ai primi 10 che urleranno IDEAAAAA nel corridoio e l’iniziativa ha un grandissimo successo, in meno di 30 minuti tutte le stampe sono state date via e il grido IDEA riecheggiava ancora tra gli stand del padiglione 7. Gli illustratori continuano a sfornare sketch alternandosi con la matita (Alessandro Grillea e Daniele Soltanto) e Suwan Cancedda al digitale.

Tra una chiacchera e l’altra si passa alle foto di coppia e di gruppo, posso confessarmi che è nata una storia con Marko D’Abbruzzi ma soprattutto con le sue Cronache di Ansorac. 2017-10-09-PHOTO-00002144.jpg Abbiamo con noi anche uno dei rappresentati del misterioso nuovo autore IDEA John Brown! Chi è John Brown? E chi lo conosce, leggetevi la sua intervista qui se siete curiosi, posso solo dirvi che ha scritto una saga che si chiama Reset. Eva D’Amico invece mi regala tranquillità e preziosi consigli che rimarranno nella mie “Memorie di Sangue“, mentre Claudia e Jasmine sono distrutte e con la schiena a pezzi.

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Torno da una visitina allo stand degli amici virtuali della Dark Zone, dove finalmente conosco dal vivo il compagno di team del contest #2500rockmore Antonello Venditti (non il cantante) con altri bravissimi autori e mi ritrovo a conoscere la mitica Eleonora Marsella passata a salutare lo stand IDEA. Nemmeno il tempo di sedersi che Daniele mi regala il primo sketch dedicato a Il Ritorno dei Berserker, ma non vi dico niente, vediamo chi indovina cosa rappresenta il suo disegno.IMG_0124

E’ tempo di ripartire, con la consapevolezza di aver partecipato a un evento unico nel suo genere e di aver finalmente conosciuto la mia “famiglia” editoriale. Un po’ dispiaciuto ma terrorizzato dal perdere Il treno mi avvio alla stazione di Fiera di Roma. Arrivo a Firenze con un ritardo di 29 minuti, giusto giusto per non chiedere il rimborso, ma si sa, sfiga.

Esperienza da rifare? Cosa ne penso? La risposta è: ci vediamo tutti alla fiera di Pordenone, io sarò lì sabato 18 Novembre!

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Fiestaaaa

Oggi sono così emozionato che sembro un galletto al primo appuntamento. Per celebrare l’avvicinarsi alla conclusione del contest #2500rockmore e la vittoria del TEAM Arancini e Zibibbo ho organizzato una grigliata coi fiocchi. Purtroppo, a volte gli imprevisti rischiano di rovinare tutto. Sconfortato prendo il telefono e compongo il numero.

Tuuu… tuuu… tuuu… Uffa non risponde mai quella lì, tuuu… tuuu… click, qualcuno o qualcosa ha risposto!

“Pronto? Pronto? Veronica sono Pietro mi senti?” Uno sbadiglio mi accoglie senza troppo entusiasmo.

“Veronica svegliati sono io, Pietro, quello buono, non quella sottospecie di fiore! Oh che dormi sempre?” La sento sbuffare infastidita.

“Sai Pietro, cavalcare i draghi stanca…” Ridacchia soddisfatta.

“Veronica! Possibile che sempre lì vai a cavalc… ehm parare? Stammi a sentire, abbiamo un problema. Stasera salta tutto, questo tempo è un disastro e non si può braciare”.

“Uff Pietro, sei sempre il solito pessimista, ho già inviato il Drago-Taxi per prelevare Mariano e Teresa;e per la pioggia tranquillo le ali dei miei draghi ci manterranno all’asciutto, l’ho soprannominato il Dra-Zebo…” Si rende conto della scemenza appena detta, almeno ha il buongusto di rimanere in silenzio. Lascio perdere.

“Ma come faranno in groppa al drago, si bagneranno come dei pulcini?”

“E che gliene frega a loro, tanto hanno altro per la testa quei due, non se ne accorgeranno neppure”. Il tono menefreghista non lasciava spazi a dubbi, la stavo perdendo, potevo captare i ferormoni impazziti all’altro capo del telefono. Provo a distrarla.

“Non ho sentito Emanuela, sai se viene?” La butto lì con nonchalance.

“Sì, sta correggendo per l’ennesima volta il percorso del treno, dovrebbe arrivare in tempo”.

“Bene, e il Venditti?” Domando speranzoso.

“Antonello? Poeraccio, quello è in brache di tela, tutti lo cercano per cantare e nessuno compra le sue opere, è disperato e con un fastidioso mal di gola”.

“Ah ecco, ora mi spiego questo tempo di merda! Digli di abbozzarla di cantare o gli cavo le corde vocali!” Mi restavano poche domande lo percepivo chiaramente; sbuffi di impazienza svaporettavano dal cellulare.

“Se vuoi che venga fagli il biglietto del treno, tanto poi ti si rendono dal monte premio del contest”. Aggiunge lei serafica, tanto si sa, facile fare i generosi con i soldi degli altri.

“Sì come la spesa per la grigliata…” aggiungo sconsolato.

“Ah proposito Pietro! Ricordati i cinghiali per i miei cuccioli!”

“Cavolo me ne sono dimenticato, ora sguinzaglio quelli dell’impero, ce n’è uno che quando sente odore di cibo non lo ferma più nessuno!”

“Ah…” silenzio che non prometteva niente di buono. “Non sarà quella specie di Obelix senza treccine che fa colazione con lardo e fagioli? Guarda che se mangia i bocconcini per i miei draghi poi quelli si scofanano Mariano, fo pe dittelo!”

“No no tranquilla, sta facendo dei corsi di auto-controllo, ora è tutto preso dal disegnarsi fiorellini sulle unghie, quando non caccia è come un agnellino. Ti aspetto tra poco… Veronica? Veronica?” Niente da fare, c’era solo da sperare che facesse in fretta.

L’atmosfera è allegra nonostante la pioggia fitta. Lo zibibbo scorre a fiumi e gli arancinI preparati da Teresa per antipasto sembrava non finire mai. I draghi mantengono il fuoco acceso e fungono da riparo in modo impeccabile, eccetto per alcune loffie causate dallo spuntino selvatico; fastidiose ma tollerabili almeno quanto la presenza dei membri del team impero sdraiati sotto il tavolo a sgranocchiare un paio di ossa sputate dalle creature di Veronica.

“Certo quelli dell’impero si sono ridotti proprio male…” Emanuela li indica ridendo con chicchi di riso di arancino che schizzano da tutte le parti.

“Ehi vacci piano con l’alcool Emanuela! Siamo solo all’antipasto, se ci collassi non vorrai mica lasciare le sarsicce e la rosticciana buona a quelli dell’impero?” Si intromette Mariano versando Zibibbo come se non ci fosse un domani.

“Sì vabbè, forse l’unico che si salva è quello nuovo, maremma impestata non mi viene il nome, eppure è in tutti i gruppi nemmeno il prezzemolo…” Antonello si sforza di farsi sentire ma si vede che sta soffrendo.

“Pietro lo conosce sicuramente, ma adesso è dietro alla ciccia. Ehi, ma non è quello lì nell’angolino che si sta grattando le pulci? Ma lo sapete che la bulla a quello lì gli fa gli occhi dolci?” aggiunge Veronica maliziosa.

“Sieee, quello gioca ancora con gli star wars dell’esselunga, altro che con la Katana e la bulla”. Risponde pratica Teresa. “A proposito” prosegue, “portate qualche pannocchietta al fochista che sono ottime quest’anno”.

“Ma dove sono finite le pannocchiette?” Emanuela le stava cercando ovunque, “mi sa che sono sparite come al loro solito!”

“Ah ah ah saranno a giocare a nascondino nel microonde”, Antonello non sa cantare molto bene, almeno ogni tanto riesce ad essere divertente. Io intanto continuo a grigliare ascoltando tutti i loro discorsi con il sorriso stampato sulla faccia. Non ricordo quanti cacchio di bicchieri di zibibbo mi avesse versato Mariano, so soltanto che stavo pomiciando con una delle draghesse di Veronica quando la voce della capitana mi riporta alla realtà. “Pietroooo vieni a mangiare!” Mollo la dragonessa che non la prende tanto bene, ma almeno la sua sfuriata finisce di cuocere la bistecca.

“Arrivo, arrivo…” mi approssimai barcollante con la ciccia.

“Dicevamo Pietro…” Mariano mi abbraccia commosso, “ormai manca poco al nostro trionfo, ci stavamo proprio chiedendo che fine avesse fatto la capitana dei bulli”.

“Quale? Quella che si scalcinava i denti con una spada di di terza mano?”

“Sì sì proprio lei!” Interviene Emanuela.

“Credo sia ancora in ospedale perché la lama le si è incastrata tra i denti, mi sa che non gliela fa per la fine del contest”. Rispondo ridendo. Nel frattempo Mariano continua a versare e io comincio a vedere i mostri.

“Guardate” urlo saltando sulla sedia, “Cosa sono quegli esserini brillanti che sciamano sui nostri avanzi?” I miei compagni si guardano straniti, capisco che qualcosa non quadra.

“Mariano smetti di versare lo zibibbo a Pietro, non lo regge, apri un brunello e sentiamo cosa ha da dire”. Teresa sapeva quando era il momento di tirare fuori… i gradi. Dopo mezza boccia di brunello finalmente ricomincio a ragionare. Vedo Antonello davanti a me, sta dipingendo qualcosa su una tela. Strizzo gli occhi, ecco cos’erano quegli affarini, e io che mi ero Immaginato Di Essere Altro e che i Krilli fossero stati clonati dopo l’estinzione! Anche gli altri dedicano le loro attenzioni al dipinto.

“Bello ma…” Inizia subito Emanuela, “dovresti correggere sto sbaffo qui e lì vedi? Il colore è troppo acceso”.

“Secondo me tra le due, meglio quando riempi il Foro Italico con la tua musica…” Solo l’intervento di uno dei suoi draghi riesce a salvare Veronica da un destino infausto. Dopo almeno una boccia di zibibbo Mariano calma Antonello e possiamo tornare a ragionarci.

“Ma non lo vedete che è un quadro modernista!” Intervengo a gamba tesa, io che non so la differenza tra un quadro e, boh quanti tipi diversi di quadri si possono fare? L’urlo di Munch mi sembra Teresa quando ha finito il ragù per gli arancinI.

Mentre Antonello rantola a terra sbavando dalla bocca, Mariano apre gli occhi e smette di versare Zibibbo urlando: “La tarapia tapioca con lo scappellamento a destra vuol dire solo due parole: vice, inferno”. Poi di colpo si spenge. Ci guardiamo spaesati e non avendo niente da dire ci facciamo un altro cicchetto. Intanto Antonello si è appena ripreso dalla scoperta della mia immensa cultura artistica e, con dito tremulo indica il dipinto.

“Forse ha visto la Madonna!” Dichiara Teresa come se nulla fosse, inghiottendo una costina intera, osso compreso. Non dico niente, tanto ormai siamo a fine cena e lei sembra aver apprezzato la ciccia toscana.

“Ma no dai, quelle sono ali, al massimo è un grifone”. Provo a concentrarmi sul dipinto per non pensare alla fame di Teresa che risolverebbe il problema della fame nel mondo.

“Ma che dici Pietro, non vedi che manca il bordino verde?”

“Hai ragione, Veronica” annuisco, “Antonello, ma che cavolo hai disegnato? Non si capisce niente!” Il buon Venditti mette via il coltello con cui stava misurando le vene del polso e, con il volto cinereo, cerca di spiegarci.

“E’ quello che rimane degli Angels dopo l’esorcismo di Mariano! Mi ha sciupato il disegno quel fetente!” Sentendosi nominare Mariano inizia ad avere millemila tic, allora Teresa che lo conosce bene inizia a cantare: “Ammazza la vecchia… Ammazza la vecchia…”

Mariano esplode gettandosi sul tavolo gridando “Chi ha sterminato i… chi ha sterminato i…” ma non ricordandosi il nome del team intrappolato nel rebus da lui creato alza le spalle e si tracanna quel che rimane dello zibibbo.

“Ragazzi direi che è ora di andare, i miei draghi hanno un altro impegno” dichiara Veronica fresca come una rosa alle sei della mattina. Ormai erano alcuni minuti che il cellulare vibrava senza sosta e aveva palesemente altri impegni…

“Sì anche noi dobbiamo tornare, prima però ti diamo una mano a rimettere a posto”. Teresa non si smentisce proprio mai.

“Ma di che! Gli avanzi li finiscono quelli dell’impero e per il resto…”

“C’è Mastercard?” Domanda Emanuela seria come un esattore delle tasse.

Rido e batto due volte le mani. Quel che rimaneva del team dei bulletti sbuca dal nulla vestito in smoking e inizia a rassettare tra gli applausi dei miei compagni.

Mi avvicino a salutare tutto il team, anche se con tre settimane di anticipo, abbiamo festeggiato come si deve la vittoria sicura del #2500rockmore contest.

Benvenuti in…

Questa settimana siamo arrivati alla puntata numero 8 di #2500rockmore organizzato da Scrittori e Lettori Fantasy. Un percorso che ci sta accompagnando da poco più di 2 mesi e che ha creato delle belle amicizie, ormai la chat del contest viene utilizzata più per sparare boiate che per parlare del racconto (tanto ormai abbiamo vinto). Per questo articolo si è proposto Mariano con la collaborazione fondamentale di Teresa. Già perché il momento della pubblicazione del racconto si sta avvicinando ed è giusto che i nostri esplosivi autori prendano in mano la situazione e ci conducano nel meraviglioso mondo che è la loro immaginazione. Mariano, il nostro pignolissimo Lodato, è davvero riuscito a mettermi in difficoltà con questo articolo inviandomelo per posta insieme a questo messaggio: “Pietro io voglio vedere come lo introduci questo”. Eh beh, ci credo, praticamente è un articolo con tanto di prefazione, corpo centrale e degna conclusione, e io, povero blogger non posso fare altro che riportarvelo in toto sperando di non averlo sciupato con queste righe. Buona lettura a tutti e se vi venisse voglia di partire subito non potrete che avere la mia comprensione (io ho già comprato i biglietti).

Abbiamo scollinato, il #2500rockmore si avvia lentamente verso la sua conclusione. Vi abbiamo presentato l’evento; vi abbiamo parlato degli altri sei gruppetti in gara; vi abbiamo fornito delle chicche circa i componenti del nostro Team; vi abbiamo fornito le prove storiche della nostra predestinazione al gradino più alto del podio. In tutto questo tempo, però, non vi abbiamo ancora spiegato perché proprio “Arancini e Zibibbo” e non “pizza e fichi”, per esempio. Quando Jordan River chiese di dichiarare le compagini, con i compiti assegnati a ogni elemento del gruppo, soddisfeci tale richiesta in modo più che professionale: mancava però il nome del Team. Teresa, la nostra capitana, propose di utilizzare la prelibatezza che aveva appena finito di preparare: gli ArancinI (che, per inciso, ancora non si è decisa a preparare con le proprie mani, per poi condividerli con i propri compagni di squadra). L’accostamento con il vino tipico di quella stessa terra è stato praticamente immediato e naturale.

Da quel nome ha quindi preso forma anche lo spirito che ha unito e che sta accompagnando l’avventura di Teresa, Pietro, Emanuela, Antonello, Veronica e del sottoscritto. Lo spirito che si viene a creare stando a tavola con amici di vecchia data; quello stesso spirito capace di farti trascorrere ore spensierate (o anche a far baldoria se si esagera con lo Zibibbo), magari parlando delle meraviglie di quella terra da cui è stato tratto il nettare che si sta sorseggiando, o che ha dato vita alla ricetta di quelle deliziose palle (o coni) di riso.

Passare quindi da una meraviglia all’altra è ogni volta un attimo. Immaginarsi sulla piazza di Castelmola, con lo sguardo che si perde sullo scorcio dello Ionio sottostante;

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Foto pubblicata su http://borghipiubelliditalia.it/project/castelmola/

perdersi con la fantasia mentre si percorrono i viali della suggestiva Villa Belvedere di Acireale;

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Foto pubblicata su http://www.fantafonda.it/citt%C3%A0/acirealeluoghii.asp?id=7

passeggiare per i sentieri della pineta di Nicolosi, ai piedi di Sua Maestosità l’Etna,

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Foto pubblicata da https://www.etnatracking.com/pineta-monti-rossi-nicolosi#tab-5

oppure sulla splendida sabbia nera della spiaggia di San Giovanni Li Cuti, a Catania;

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Foto pubblicata su https://www.paesionline.it/italia/spiagge-catania/la-spiaggia-nera-di-san-giovanni-li-cuti

rivivere la storia attraverso i resti dell’anfiteatro romano,

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Foto presa da Pixabay

o toccare con mano la vastità della flora presente nell’orto botanico, sempre a Catania.

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Foto presa da Wikipedia

Molti, arrivati a questo punto, si staranno chiedendo il perché di questa divagazione: lo farei di sicuro anche io, trovandomi dinanzi a un articolo del genere. Chissà, magari un motivo sensato, con un po’ d’impegno, lo si potrebbe sempre trovare anche in questo mio vaneggiamento.

Scherzi a parte, mi premeva rendervi partecipi delle sensazioni che Teresa, attraverso le sue descrizioni, è stata capace di trasmettere solo descrivendo quei luoghi. Di quanto possa essere d’ispirazione, in tutte le forme dell’arte, una terra come quella sicula, capace di coniugare acqua e fuoco nella medesima veduta d’insieme; capace di far apprezzare le proprie specialità gastronomiche mentre si ammirano le sue bellezze storiche e architettoniche. Posti così caratteristici che potrebbero essere presi come sfondo ideale per qualsiasi tipo di storia creata dalla mente umana.

A nome del Team, in definitiva, vi invito tutti a seguirci, anche solo con la fantasia, per le viuzze dei borghi e delle cittadine a est dell’Etna fino alla conclusione del #2500rockmore.

Un banchetto a base di Arancini e Zibibbo sarà sempre pronto ad accogliervi alla fine del tour. Lo spirito goliardico che ci contraddistingue sarà ogni volta il leitmotiv del banchetto a cui vi accoglieremo sempre col sorriso sulle labbra, nonché con la battuta sempre pronta per poter ridere assieme.

Promuovere i propri libri: una storia vera

E’ un articolo scritto in diversi giorni, un articolo in cui mi metto a nudo (in senso figurato tranquilli non appariranno foto di me… sorpresa… con le mutandine a elefantino), sperando di essere d’aiuto per tutti quegli autori che si apprestano a compiere un percorso simile. E’ dannatamente difficile, non crediate sia una passeggiata o un hobby, il mondo dei libri è una guerra senza esclusione di colpi, non per nulla mi sono definito un “sadowriter”. Come vedrete però, esistono anche situazioni e persone che valgono ogni goccia di sudore versata. Buona lettura e se vorrete lasciare i vostri commenti sarà un piacere per me interagire con voi.

Questa è un’avventura cominciata molto tempo fa, partendo da un gruppo Facebook di amanti del genere Fantasy, da alcuni contatti più simpatici e interattivi di altri, dalla voglia di emergere in un mare magnum di libri di autori sconosciuti o quasi. Proviamo a fare un pò di storia vissuta di un povero autore esordiente allo sbando… Avevo da poco pubblicato IL SIGILLO DI AETHEREA (Maggio 2016 Editore Campanila) e mi affannavo a promuovermi in un ambiente a me sconosciuto senza tanti mezzi e poche idee. La prima cosa che ho cercato di fare è stata quella di interagire nei millemila gruppi a cui mi ero iscritto, evitando lo spam selvaggio che io per primo non sopportavo nella mia bacheca.

PRIMA CONSIDERAZIONE: lo spam su internet per un cartaceo di 18,00 euro difficilmente porterà dei risultati; i libri li ho venduti scontati e anche di parecchio (sono ancora in offerta). Sicuramente un ebook a basso costo è più idoneo da promuovere e diffondere su internet.

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Quando ho realizzato che pochi leggevano i post sui gruppi, nonostante gli sforzi e il tempo impiegato a scrivere cose divertenti, mettere immagini accattivanti, estratti, recensioni e quanto altro, ho trascorso svariati minuti davanti allo schermo del PC come in attesa di qualcosa, una rivelazione, un segno ma… niente. Vi assicuro che ci sono stati dei momenti in cui ho pensato di mollare tutto: blog, pagina e gruppi su Facebook. E questo a nemmeno tre mesi dalla pubblicazione! Siamo infatti a fine agosto 2016 ed avevo appena finito di scrivere, dopo un anno di sacrifici, IL RITORNO DEI BERSERKER secondo capitolo del ciclo L’Era della Luna Rossa.

Superato il momento di sconforto grazie soprattutto ai complimenti dei lettori e alle bellissime recensioni di almeno una decina di blogger diversi, decisi di rimboccarmi le maniche e cambiare strada. Mi sono dato da fare capillarmente collaborando anche con altri autori esordienti/emergenti (poi su questo ci torno sopra), misi da parte la mia incapacità a vendermi e, forte dell’entusiasmo dei miei lettori, riuscii a finire i libri e a ottenere dall’editore una seconda ristampa di IL SIGILLO DI AETHEREA per supplire alle richieste “natalizie”. Per aumentare i LIKE sulla pagina Facebook e i follower di questo Blog mi sono scervellato. Ho iniziato a frequentare goodreads, wattpad e a cimentarmi con articoli che potessero davvero aiutare un ESORDIENTE ALLO SBANDO a non sentirsi solo e abbandonato da tutti (non basta la bravura, l’esperienza e la dedizione ci vuole anche il fattore C [culo o conoscenze fate voi, sapevatelo]). Come mai abbandonati da tutti? Beh avrete provato almeno una volta quella brutta sensazione alla bocca dello stomaco che ti attanaglia non appena osservi lo sguardo terrorizzato dei tuoi amici/familiari quando pensano che stai per tirare fuori l’argomento “libro”? No? Beati voi… però alla fine tutti i nodi vengono al pettine e svariati amici, colleghi e anche familiari si sono ricreduti dopo aver letto il “libro” o aver ascoltato in diretta i commenti entusiastici di altri lettori.

SECONDA CONSIDERAZIONE: se hai scritto un fantasy o qualsiasi altro genere di nicchia la maggior parte dei tuoi conoscenti non saprà nemmeno di cosa stai parlando e lo comprerà/leggerà solo per la dedica (il mio migliore amico non l’ha ancora letto dopo più di un anno…), vuoi perchè non tutti amano leggere, vuoi perchè molti aberrano proprio quel genere, vuoi per la mancanza di tempo. Il modo migliore per contrastare questo fenomeno è rispondere sempre con il sorriso sulle labbra sibilando: “leggilo e poi ne riparliamo” oppure, “è vero che lo hanno letto in pochi, ma il 90% di quei pochi mi ha fatto sapere che gli è piaciuto moltissimo, leggiti le recensioni di blogger imparziali se non ci credi”.

Siamo arrivati a ottobre 2016 con una doppia sfida: promuovere IL SIGILLO DI AETHEREA e pubblicare IL RITORNO DEI BERSERKER, quali strategie adottare (vedi articolo come diventare famoso in poche mosse)? Vado con ordine, Ho deciso di aprire una pagina sul mio blog: L’Angolo del Recensore dove pubblicare le recensioni di altri autori esordienti conosciuti sui gruppi e che per un verso o per un altro mi avevano incuriosito. In questo nodoso venduto qualche libro e qualcuno ne ho scambiato con la promessa di recensirci a vicenda soltanto in caso di apprezzamento dell’opera altrui (no signori, niente recensioni falsate, ho preferito non pubblicare il mio parere personale su qualche libro letto, fortunatamente solo un paio). Ho abbracciato la filosofia dell’acchiappa like con un GIVEAWAY che ha avuto un discreto successo e mi ha portato nuovi follower e una bellissima recensione da parte della vincitrice Maria Filippone. E per il secondo libro? Un attimo di pazienza ora ci arrivo subito! Intanto, avevo promesso di tornare sul discorso “collaborazione con altri autori esordienti”. In questo contesto ho avuto il piacere e la fortuna di interagire con alcuni scrittori o persone comunque nel mondo dell’editoria tra cui vorrei segnalare Claudia Cintio, Marko D’Abbruzzi e Stefano Marguccio. Con i primi due è nata una bella amicizia condita da stima reciproca, mi sono innamorato del progetto I.D.E.A (Immagina Di Essere Altro) fin da subito ma per ragioni mie contrattuali che non sto a spiegarvi, non c’è stata la fumata bianca. Prima di decidermi verso il self publishing ho chiesto a Claudia di farmi da editor in modo da inviare alle Case Editrici un’opera quasi finita.

Siamo quindi a febbraio 2017, caricato a molla e fresco vincitore come miglior libro recensito nel 2016 da Sole & Luna blog per scrittori esordienti, mi presento a Firenze Libro Aperto con le mie belle stampe a colori della cartella del libro nuovo da pubblicare e pieno di entusiasmo. Mi incontro con tantissimi esponenti di case editrici piccole, medio, grandi ma soprattutto con autori che si sono fatti un nome nel mondo del self-publishing come Luca Rossi. Faccio indigestione di contatti e di promesse che so già essere vane. Torno a casa sconfortato; ancora una volta mi rendo conto di come, a scatola chiusa, il lavoro di un autore fantasy sconosciuto viene considerato meno di zero, proposte a doppio binario, proposte che non convincono e sinceramente mi passa la voglia di affidarmi a una casa editrice, però ormai il libro è finito e decido di selezionare una ventina di CE No EAP idonee e di tentare la fortuna. Nel mentre che aspetto le NON risposte delle case editrici, ecco che arriva una scheda di valutazione negativa che non sapevo avrei ricevuto e, se siete autori esordienti come me, converrete quanto questa sia da considerarsi come oro che cola. Certo, ogni valutazione è soggettiva, però alcune critiche costruttive mi hanno fatto riflettere e qui entra in gioco Stefano Marguccio al quale avevo appena finito di fare da Beta Reader per il suo secondo capitolo della saga Cronache dei due Mondi.

“ciao Stefano vuoi farmi anche te da Beta Reader?”, “Certo per quando ti serve?” “Mah con calma, facciamo due settimane”, “Un mese?” “Ok andata!”.

Grazie a questo scambio di letture è nata una nuova amicizia, un ottimo barbecue e Stefano mi ha aperto la vista nel vero senso della parola (marianna cane, ho cambiato tutto il manoscritto per rendere omogeneo il punto di vista dei personaggi)! Questo ha scatenato una reazione a catena in quanto Claudia ha dovuto rivedersi cosa avevo combinato… Ma ormai dentro di me gravava un peso che non andava nè su nè giù, CASA EDITRICE o SELF PUBLISHING? Nottate passate davanti al PC a consultare il sito Writer’s Dream, articoli sulla migliore strategia di pubblicazione, commenti ed esperienze di altri autori fino a studiarmi alcune piattaforme di self publishing e spulciare il contratto di Amazon KDP e tutto quello che comportava. Prendo coraggio e ordino a I.D.E.A. la realizzazione della copertina di IL RITORNO DEI BERSERKER che Alessandro Grillea esegue con totale soddisfazione del sottoscritto.

Tutto deciso quindi, ma il destino non fa incontrare le persone a caso e di fronte all’immobilità della Casa Editrice Campanila che per mancanza di risorse non aveva la possibilità di seguirmi, promuovermi e pubblicare l’ebook di IL SIGILLO DI AETHEREA ecco la svolta… Ho chiesto la rescissione del contratto in cambio dell’acquisto delle copie rimaste in giacenza (ecco perché le sto vendendo così scontate, praticamente le vendo al prezzo che le ho pagate io e anche meno, perché il mio scopo è farmi leggere da più persone possibili, credo nel mio lavoro e nel passaparola e sono convinto che i miei lettori siano i miei principali alleati. Tutto quello che desideravo era una “famiglia” editoriale a cui appoggiarmi, con cui condividere gioie e dolori e alla fine dopo esserci rincorsi per più di un anno ecco che dopo la rescissione Claudia e Marko (I.D.E.A) mi propongono di inserire IL SIGILLO DI AETHEREA e IL RITORNO DEI BERSERKER nel loro catalogo cartaceo.

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Ho accettato subito, in realtà non aspettavo altro, mi era bastato parlare con loro per capire che I.D.E.A. era proprio quello che stavo cercando, la mia nuova “famiglia”.

Ne volete un assaggio? Leggete qui: https://immaginadiesserealtro.blogspot.it

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Insomma, avete capito cosa voglio dire? Una ventata di freschezza che mi ha ridato la voglia di scrivere e di credere in questo sogno, di perdere le serate su internet a promuovere le mie storie, perché sono cosciente di essere uno dei tanti e neppure il più bravo, ma le storie che ho scritto trascinano il lettore nelle terre di Oppas a fare il tifo per i miei personaggi, anche quelli meno simpatici. E voi cosa state aspettando a dire la vostra sulla saga L’Era della Luna Rossa?

 

Libro-Albero

Perché fare le presentazioni a contatto con i lettori se le sale sono spesso vuote? Il motivo è semplice, a volte incontri delle persone speciali che contribuiscono alla crescita personale di un autore con la frase perfetta, o addirittura, con una recensione che definirei a buona ragione “poetica” e da leggere tutta di un fiato. Vorrei condividere con voi queste righe e ringraziare ancora una volta Isabella per il tempo e le parole che ha dedicate con trasparenza e criticità obiettiva a Il Sigillo di Aetherea.

“IL SIGILLO DI AETHEREA” DI PIETRO FERRUZZI: UN LIBRO-ALBERO

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La quercia campeggiante sulla bella copertina de “Il Sigillo di Aetherea” rappresenta un forte richiamo per chi ama il genere fantasy e gli alberi, a maggior ragione quando si tratta di una storia epica o di un albero imponente. Infatti, per affrontare questo testo sfiorante le settecento pagine, bisogna amare la sfida dei libri corposi, impresa che spaventa i (tanti) lettori frettolosi e impazienti. E, naturalmente, bisogna amare il mondo dei miti, con le sue eterne e profonde trame e tematiche archetipiche ricorrenti, con innumerevoli varianti, nel fantasy che – qualunque cosa ne dicano i detrattori – va considerato l’erede legittimo delle fiabe, delle leggende, delle epopee cavalleresche.

Sotto quest’aspetto, il coraggioso romanzo d’esordio di Pietro Ferruzzi è senz’altro (e vuole essere) un’opera ‘classica’ di cui possiede gli ingredienti fondamentali, soprattutto l’elemento della ‘quest’, la ricerca dell’oggetto magico benefico e malefico al contempo, chiave per la salvezza del mondo. E poi i protagonisti, poco più che bambini, con il compito di una missione ai limiti dell’impossibile, portata avanti con intrepida determinazione e un pizzico di fortuna sotto forma di incontri e insegnamenti giusti e utili: non dimentichiamo come nelle fiabe sia spesso il figlio minore (giudicato talvolta insignificante o addirittura scemo) a risolvere i problemi con l’intelligenza del cuore e l’aiuto di qualche animale amico.

Opera classica dunque, “Il Sigillo di Aetherea”, dalla struttura importante, paragonabile a quella della quercia sacra alla dea custode delle forze positive, vivificanti. Libro-albero robusto, dal tronco possente, con tanti rami frondosi, frondosissimi: infatti dalla linfa della storia centrale (mai persa di vista) nascono altre storie, altre figure il cui sviluppo e crescita s’intrecciano con il destino dei protagonisti. Ora (altro elemento classico, cioè archetipico) l’avventura dei tre fratelli, si può intendere sia come cammino ‘iniziatico’ (il caso della medianica Alison) sia come percorso di formazione indispensabile per diventare ‘adulti’ (Cameron e Viola che, da apprendisti, dopo molte prove diventano maestri nell’arte prescelta). E, immancabilmente, percorrendo una strada lunga e tutta in salita, i fratelli, alla fine, si ritrovano più maturi, più consapevoli, più responsabili, pure con i dubbi e le fragilità degli adolescenti.

Magistrale, sotto quest’aspetto, la figura di Viola, una delle più interessanti del libro (se non la più interessante!), tratteggiata con sensibilità empatica e attenzione alle sfumature psicologiche: il suo passaggio da ragazza chiusa, scontrosa e un po’ saccente a fanciulla intuitiva, estrosa, più affascinante che bella e con un enorme potenziale affettivo segna una delle parti più indovinate del libro. Lo stesso vale per il rapporto tra gli umani e i troll, dove la reciproca conoscenza finisce per superare le antiche paure e, con esse, l’odio per il ‘nemico’. Incisiva anche la parabola discendente di Hevron, figura tragica senza essere malvagia, colpevole e tuttavia innocente, in quanto vittima di una psicosi senza via d’uscita.

Per concludere, qualche osservazione critica. “Il Sigillo di Aetherea” , nell’insieme,è un’opera riuscita : regge bene la mole, anche perché la narrazione è coinvolgente,‘scorre’ e quindi non stanca, anzi ogni nuovo capitolo invita a proseguire. Tuttavia, qualche pagina in meno (le ripetizioni intralciano), qualche descrizione troppo dettagliata e cruenta in meno, non avrebbero guastato. Un po’ da aggiustare il linguaggio: in un libro così ben costruito, una scelta più curata degli aggettivi (a volte un po’ scontati) sarebbe stata auspicabile. E ancora: pur trattandosi di un carattere ‘archetipico’, il cavaliere senza macchia e senza vergogna (anche in fatto di donne: innamorato, devoto e marito perfetto) che è Marek, non poteva avere qualche difettuccio, qualche – piccola – ombra?

Comunque, l’incipit della saga (perché tutto fa pensare ad una saga: la narrazione richiede un seguito e anche, alla fine, vi allude) funziona, e funziona bene! C’è da sperare che da questo romanzo-albero – magnifico il rito del rogo della quercia bianca! – possa nascere e svilupparsi la nuova pianta, più bella della vecchia. E sarà senz’altro così.

Isabella Horn

Self or not self? SELF

Ci ho pensato e ripensato. Ho tessuto e disfatto la tela come Penelope almeno una cinquantina di volte, mi sono dato 3 mesi di tempo in modo da vedere se era cambiato qualcosa nell’ultimo anno, magari, mi sono detto, il fantasy riprende forza. Magari, avendo pubblicato un romanzo di esordio con ottime recensioni di pubblico e blogger avrò la strada in discesa… Illuso. Il mio fantasy è troppo classico per trovare spazio, scritto bene ma forse abbrutendo un po’ il linguaggio, mischiando le carte, facendo sì che dei ragazzi alle prime armi riescano a cavarsela da soli contro forze più grandi e potenti di loro, insomma forse scrivendo tutta un’altra cosa sarebbe stato più facile piazzarlo. Le Case Editrici grandi non investano più su esordienti a meno che questi non abbiano già venduto parecchio come auto-pubblicati, quelle piccole non investono a meno di rientri immediati dei loro investimenti. Nel mio cervelletto (sì, è partito da dietro, lemme lemme), ha iniziato a farsi strada un pensiero e, via via che mi informavo e parlavo con altri autori o addetti ai lavori, questo tarlo ha fatto breccia nella mia già provata pazienza. Ridendo e scherzando io e Stefano Marguccio abbiamo coniato un nome che calza a pennello almeno per il genere di autori che mi rappresenta. SADOWRITER 🙂

In effetti, più mi buttano giù più io mi sforzo di dimostrare che il mio lavoro vale per davvero. Perché tizio vende tanto o ha millemila follower mentre io ne ho raccattati trecento di cui più della metà amici miei? Perché, nonostante le recensioni ottime di blogger e altri lettori non facenti parte della cerchia di amici il libro non vende nemmeno in offerta (più che offrirlo al 50% non saprei che altro fare). I familiari e amici bene o male lo hanno ricevuto e, a parte qualche onesto (in realtà solo 2) “l’ho lasciato a metà, mi dispiace ma a me il fantasy fa c….e” e qualcun altro che non l’ha ancora letto (dopo un anno…), tutti quelli che hanno avuto il coraggio di affrontare le 700 pagine de Il Sigillo di Aetherea se lo sono divorato con tanto di what’s up di complimenti o messaggino su Facebook! Qualcuno, la minoranza per la verità, ha anche scritto una breve recensione. E mi sono ritrovato a mangiarmi le mani e a odiare il passaggio del mio nuovo lavoro attraverso la valutazione delle  case editrici. E fu così che ho iniziato a trovare delle illuminazioni nel fantastico mondo virtuale.

Per primo mi sono imbattuto in Emanuela Navone, nel suo blog si parla anche di come aiutare un autore a scegliere il modo migliore per pubblicare. Alcuni consigli e piccoli passi per tracciare i passaggi fondamentali per decidere come procedere. Certo sono soltanto dei consigli e molti già noti, ma affrontati sotto una nuova luce fa tutto un altro effetto. La botta finale, che ha fatto crollare il castello di carta delle mie illusioni, è stata data da un altro blogger (anche autore) Ivano Mingotti. Leggi lui e sai di non essere la particella di sodio dispersa in acqua che grida “c’è nessuno?” “Soltanto a me capita tutto ciò?” Capisci che forse vale la pena di fare alcuni passi indietro, ma molto indietro, quasi tornare all’origine con due semplici domande:

Perché c…o scrivo? Questa è la DOMANDA! Una volta data la risposta tutto diventa più chiaro. Scrivo forse per diventare ricco e famoso? Naaaaaaa, ammetto di aver avuto qualche sogno a occhi aperti dopo la firma del primo contratto ma adesso so per certo che anche se ne fossi all’altezza, casi come quello di Harry Potter capitano con la stessa possibilità di fare 6 al superenalotto. Allora perché scrivo? La risposta è più semplice di quanto si possa immaginare: Io scrivo perché mi fa stare bene, mi piace, mi rilassa. Scrivo per passione, per lasciare ai miei figli qualcosa di concreto che appartenga a me, frutto del mio ingegno. Benissimo, sotto allora con la seconda domanda: che obbiettivo ti sei posto? Anche qui la risposta è immediata e con Il Sigillo di Aetherea ho raggiunto il mio scopo principale: ho scritto una storia DECENTE che ha riscosso tantissimi commenti positivi e pochissime critiche. Adesso, con Il Ritorno dei Berserker, oltre a confermarmi come autore vorrei raggiungere più lettori possibili.

Avete capito dove voglio andare a parare? No? Allora riformulo: il romanzo di esordio è stato un sogno che diveniva realtà, il secondo libro vorrei che confermasse la realtà, il classico pizzicotto 🙂

E allora, se sono un sadowriter, lo devo fare fino in fondo. E’ per questo che ringrazio moltissimo Astro Edizioni e Francesca Costantino per avermi offerto l’opportunità di pubblicare con loro nella loro nuova collana Astro Esordisco. Inoltre ringrazio di cuore quella casa editrice che senza alcun obbligo ha comunque speso del tempo prezioso per scrivere una valutazione dettagliata con alcune critiche che aiuteranno a migliorare il risultato finale del mio romanzo. Però, dopo aver provato l’ebrezza di pubblicare con una casa editrice noEAP, adesso voglio mettermi in gioco in prima persona, voglio provare la strada della pubblicazione self affidandomi ad un editor di fiducia e a validissimi beta readers. Voglio vedere dove riesco ad arrivare con le mie gambine, mettendo sul mercato un libro fantasy che si perderà nella moltitudine di esordienti ma alle mie condizioni. Un ebook accessibile e low cost e un cartaceo per chi lo desidera.

Vorrei toccare il cuore di più lettori possibili e poi chissà… chi vivrà vedrà 🙂

Pubblicazione 2.0

Non crediate che questo sia un post dedicato all’evoluzione della pubblicazione, per quello abbiamo il self publishing, l’ebook, gli store on line e tutti gli strumenti che internet mette a disposizione, cosa impensabile soltanto qualche decennio fa.

Ebbene, questo titolo è un memorandum soprattutto per me… Un proverbio che calza a pennello è: hai voluto le bicicletta? Ora pedala 😦

Dopo l’odissea del primo libro, con tutta la titubanza di un esordiente in perenne conflitto con la sua proverbiale sicurezza mi ero riproposto di non cascarci più. Sulle ali dell’entusiasmo scaturito da Il Sigillo di Aetherea e dall’ottima risposta dei lettori e grazie ai trucchetti imparati dalla stesura del primo romanzo, ha preso vita il secondo capitolo della saga L’Era della Luna Rossa (titolo temporaneo Il Ritorno dei Berserker). Ho letto e riletto il sequel rivoltandolo come un calzino, ho aumentato il ritmo, l’azione e la complessità della trama. Mi sono affidato a un editor professionista per sottoporre alle case editrici un romanzo “quasi” pubblicabile, evitando i mille passaggi a vuoto (chiamiamole anche figure cacine) che hanno accompagnato Il Sigillo di Aetherea fino al sospirato contratto con la casa editrice Campanila.

Certo non mi sono mai montato la testa, da quando ho iniziato a scrivere mi sono letto decine di autori esordienti italiani imbattendomi in libri di ottima qualità che niente avevano da invidiare a scrittori più blasonati. Quindi ero e sono cosciente che, per quanto maturato stilisticamente e per quanto apprezzato come “cantastorie”, il mio secondo romanzo fantasy avrebbe avuto vita dura e, per evitare troppi sbattimenti e perdita di mesi, ho anche considerato la pubblicazione self. So perfettamente che un autore deve farsi un pubblico per emergere, la qualità non basta più purtroppo, ci vuole anche un grande lavoro di promozione ed il fattore C che non guasta mai! E invece no, mi sono voluto rimettere alla prova inviando il manoscritto a varie case editrici medio grandi e a qualche piccola CE accuratamente selezionata nel campo del fantasy.

E dopo due mesi sono iniziate le prime risposte negative (chi scrive sa benissimo che ricevere una risposta da case editrici medio grandi è una piccola vittoria di Pirro…), alcune indolore, altre che bruciano e che fanno male. Ci sono molti aspetti positivi e ringrazio con tutto il cuore quegli editori che nonostante la mole di lavoro riescono a trovare qualche ora per darti un feedback. Grazie, grazie davvero, anche se la valutazione per la vostra casa editrice è stata negativa adesso ho alcuni spunti per migliorare il romanzo. Io, pensatore dalla mentalità scientifica, mi sono fatto irretire dal Deus ex Machina da me tanto criticato anche in recenti post su Facebook e non me ne ero nemmeno accorto.

Per il resto ho imparato a non buttarmi giù, quello che alcuni considerano uno scempio altri lo osannano, quello che sarà il mio obiettivo da qui alla pubblicazione sarà di trovare il giusto equilibrio tra quello che un editore considera “vendibile”, un classico non banale ma soprattutto qualcosa che rappresenti il mio modo di essere senza cadere in contraddizione con me stesso. Quello che desidero è scrivere un fantasy che mi appartenga, qualcosa che io per primo vorrei leggere e, quando le critiche sono costruttive, queste non possono che fare del bene anche se bruciano, mamma quanto bruciano!

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