Barbara P. Baumgarten – Segui le mosche

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SINOSSI: quando il dottor Pete Buckler si trova fra le mani la cartella di Sophy Ward è convinto si tratti di un caso semplice e di routine. Tuttavia, ben presto il colloquio con la giovane rivela una verità sconcertante e terribilmente inquietante.
Pete Buckler aiutato dal detective Paul Stein e dal collega Friederich Mounchen cercherà di far luce su uno dei luoghi più sinistri del mondo: il St. George Institute.

“C’è attività in quel vecchio istituto. qualcosa che si sta muovendo anche da morto”

RECENSIONE: Non sono un appassionato di horror, ad ogni modo mi è capitato spesso di leggere horror di autori famosi e anche qualche esordiente, però il titolo “Segui le mosche” mi aveva già incuriosito. Le mosche depongono le uova nella carne, quindi l’associazione di idee mi aveva già portato a immaginare scene, appunto, da horror.

Andiamo diretti al romanzo perché era da tanto che non mi capitava una storia che mi tenesse così attaccato alle pagine da farmi leggere quel capitolo in più prima di spegnere la luce e addormentarmi. Durante la giornata, spesso mi venivano in mente i protagonisti del libro, Sophy Ward, il burbero detective Stein e il Dr Pete Buckler con la sua triste storia. Incredibile l’empatia che si è venuta a creare con tutti loro. Via via che la trama si svolgeva potevo soffrire con loro mentre insieme prendevamo consapevolezza degli eventi. L’autrice, secondo me, è stata bravissima ad accompagnare il lettore riga per riga senza svelare troppo, senza dare troppe informazioni superflue. Mi sono ritrovato spiazzato come raramente mi era mai accaduto, vi assicuro che fino alla fine non sono riuscito a prevedere il finale e il finale stesso ci ho messo un po’ a digerirlo.

Proviamo a entrare più nei dettagli senza fare spoiler. Innanzitutto la copertina rende bene l’idea di inquietudine che il dismesso manicomio St George Institute trasmette con le strane storie e leggende metropolitane che girano intorno ad esso. Devo però ammettere che non mi ha colpito particolarmente, un po’ troppo “classica”, magari un primo piano del St George avrebbe attirato di più l’attenzione, questo d’altronde, è solo il mio modesto parere.

Voglio fare un plauso invece per la capacità dell’autrice di catapultare il lettore nella vita quotidiana della tipica cittadina americana, nei meandri della psiche umana, nella descrizione degli effetti di alcuni tipi di droghe, anestetici ormai in disuso e soprattutto nella descrizione dell’instituto. Si vede che dietro c’è stato un grande studio per rendere le descrizioni coinvolgenti e realistiche. Anche quello che accade dentro l’ospedale psichiatrico e nel St George (non aggiungo altro per non fare spoiler) hanno sicuramente richiesto uno studio approfondito.

Caratterizzazione dei personaggi, niente da dire sui protagonisti principali, l’autrice riesce a farti amare le loro storie apprezzandone i pregi e perdonandone i difetti. Il personaggio che mi è piaciuto di più? Il Dr Mounchen, non chiedetemi il motivo, è una sensazione a pelle.

Per quanto riguarda la formattazione del testo ci sono state alcune imperfezioni che credo e spero l’autrice correggerà appena possibile: molti piccoli refusi sparsi qua e là (basta una nuova lettura alla ricerca del refuso perduto) e alcuni cambi di colore del testo che non tutti hanno rilevato, quindi ci sta anche che sia dovuto al tipo di file convertito o allo strumento usato per leggerlo).

Non ho riscontrato lacune nella trama, forse anche perché l’autrice ha evitato di sviluppare determinate situazioni che avrebbero potuto creare inconsistenze. Una scelta che sicuramente ha mantenuto la storia lineare ma che per gusto personale ha fatto perdere qualche punto al romanzo. Avrei preferito veder sviluppati meglio alcuni personaggi nominati ma lasciati lì senza poi approfondire. Insomma qualche domanda alla fine del libro mi è rimasta! Per il resto lo stile è molto fluido, diretto e piacevolissimo da leggere.

Non bisogna dimenticare che stiamo parlando di un horror, direi che l’obbiettivo è stato raggiunto. Adrenalina come se piovesse e un finale bomba che ha l’unico difetto di essere descritto in poche pagine.

In conclusione questo libro l’ho divorato e lo consiglio davvero, al momento la mia valutazione si attesta sulle 4,5 stelle su 5, purtroppo dovendo scegliere tra 4 o 5 prevale quel senso di incompletezza dovuto alle domande rimaste senza risposta. Quindi con un po’ di dispiacere sono 4 stelle per Barbara P. Baumgarten ed il suo “Segui le mosche”.

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