Luigi De Rosa – La maledizione di Bes


QUARTA DI COPERTINA: Fantasy articolato, che ha come principale protagonista Elnath, nano ed in quanto tale odiato dal padre, re Aldebaran, che fa di tutto per eliminarlo fino a venderlo come schiavo. Epica combinazione di avventura, mitologie e tradizioni perdute, evidenzia anche il problema della diversità. Costituisce il primo capitolo di una trilogia.

LUIGI DE ROSA: Nato nel 1995, vive a Firenze. Lettore instancabile, esperto delle grandi mitologie, in particolare quelle del nord vichingo, predilige il fantasy, pur non disdegnando altri generi letterari.

PRESENTAZIONE: Luigi de Rosa è un autore giovanissimo che ho avuto il piacere di conoscere personalmente e di presentare il suo romanzo presso la Libreria Salvemini a Firenze il 27 Ottobre. E’ tutto registrato e se non potete fare a meno di ascoltare le nostre bellissime voci e di vederci truccati e pronti per fare una comparsata da Fazio vi posto qui sotto il link alle riprese del ”Saranno Autori Famosi (in un’altra vita J)”

RECENSIONE: La copertina mi ha decisamente rapito, la considero essenziale, perfetta per il messaggio che vuole comunicare. Purtroppo, la lettura è “sporcata” da parecchi refusi e questo è davvero un peccato perché basterebbe poco per evitare che diventino un problema. Fatta questa dovuta premessa, concentriamoci sulla storia raccontata da Luigi de Rosa e mettiamo da parte il resto.

La maledizione di Bes è un fantasy epico, il primo volume di quella che diventerà una trilogia, un romanzo dove il protagonista principale, Elnath, è un umano affetto da nanismo, sì avete capito bene, un nano diverso dagli altri nani comunque presenti in questo fantasy. Poche volte mi è capitato di incontrare un protagonista portatore di “handicap” come in Abercrombie (il mezzo re) o GOT e questo spunto di originalità mi ha sorpreso. Un altro aspetto molto positivo del romanzo sono i continui messaggi sociali e di formazione disseminati dal nostro autore durante le varie pagine. Il rapporto tra i due fratelli, quello “sbagliato” e odiato dal padre e suo fratello minore è la linea guida delle scelte paterne che porteranno il protagonista a compiere il suo destino. Un altro punto a favore è la caratterizzazione dei personaggi “cattivi”, senza troppi fronzoli e rimorsi di coscienza, se c’è da prendere una decisione non stanno a pensarci troppo e fanno davvero “i cattivi”. Il popolo dei nani: altro spunto originale, visto che non sono i classici nani della mitologia nordica tanto celebrati da Tolkien, birra e scavi, bensì nani ispirati dalla mitologia egizia. Questi nani sono diversi da tutti quelli finora letti, alcuni stregoni sono anche capaci di tramutarsi nell’animale che più lo rappresenta, altri sono padroni della magia elementale dell’acqua, del fuoco, del’aria e della terra. In questo romanzo, cambia il punto di vista della storia, un po’ come negli orchi di Nicholson che devono difendersi da umani aggressivi e testardi. Però nemmeno tra i nani è tutto rose e fiori; il protagonista non è uno di loro e questo porterà a screzi e a un irragionevole odio nei suoi confronti nonostante il potenziale ruolo di Elnath nel far avverare la maledizione di Bes e concludere così l’ancestrale guerra tra uomini e nani.

Avrete capito che è un romanzo complesso e un po’ fuori dagli schemi classici del fantasy e proprio per questo si possono perdonare alcune leggerezze dell’autore dovute all’inesperienza e alla mancanza di un buon editing. Spero davvero che dopo questa prima esperienza Luigi de Rosa trovi il modo di regalarci un secondo capitolo degno delle potenzialità della sua saga. Il mio voto finale è più che sufficiente, diciamo un tre stelle e mezzo con mezza stella in più di incoraggiamento: complimenti Luigi, 4 stelle su 5 per te.

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