Libro-Albero

Perché fare le presentazioni a contatto con i lettori se le sale sono spesso vuote? Il motivo è semplice, a volte incontri delle persone speciali che contribuiscono alla crescita personale di un autore con la frase perfetta, o addirittura, con una recensione che definirei a buona ragione “poetica” e da leggere tutta di un fiato. Vorrei condividere con voi queste righe e ringraziare ancora una volta Isabella per il tempo e le parole che ha dedicate con trasparenza e criticità obiettiva a Il Sigillo di Aetherea.

“IL SIGILLO DI AETHEREA” DI PIETRO FERRUZZI: UN LIBRO-ALBERO

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La quercia campeggiante sulla bella copertina de “Il Sigillo di Aetherea” rappresenta un forte richiamo per chi ama il genere fantasy e gli alberi, a maggior ragione quando si tratta di una storia epica o di un albero imponente. Infatti, per affrontare questo testo sfiorante le settecento pagine, bisogna amare la sfida dei libri corposi, impresa che spaventa i (tanti) lettori frettolosi e impazienti. E, naturalmente, bisogna amare il mondo dei miti, con le sue eterne e profonde trame e tematiche archetipiche ricorrenti, con innumerevoli varianti, nel fantasy che – qualunque cosa ne dicano i detrattori – va considerato l’erede legittimo delle fiabe, delle leggende, delle epopee cavalleresche.

Sotto quest’aspetto, il coraggioso romanzo d’esordio di Pietro Ferruzzi è senz’altro (e vuole essere) un’opera ‘classica’ di cui possiede gli ingredienti fondamentali, soprattutto l’elemento della ‘quest’, la ricerca dell’oggetto magico benefico e malefico al contempo, chiave per la salvezza del mondo. E poi i protagonisti, poco più che bambini, con il compito di una missione ai limiti dell’impossibile, portata avanti con intrepida determinazione e un pizzico di fortuna sotto forma di incontri e insegnamenti giusti e utili: non dimentichiamo come nelle fiabe sia spesso il figlio minore (giudicato talvolta insignificante o addirittura scemo) a risolvere i problemi con l’intelligenza del cuore e l’aiuto di qualche animale amico.

Opera classica dunque, “Il Sigillo di Aetherea”, dalla struttura importante, paragonabile a quella della quercia sacra alla dea custode delle forze positive, vivificanti. Libro-albero robusto, dal tronco possente, con tanti rami frondosi, frondosissimi: infatti dalla linfa della storia centrale (mai persa di vista) nascono altre storie, altre figure il cui sviluppo e crescita s’intrecciano con il destino dei protagonisti. Ora (altro elemento classico, cioè archetipico) l’avventura dei tre fratelli, si può intendere sia come cammino ‘iniziatico’ (il caso della medianica Alison) sia come percorso di formazione indispensabile per diventare ‘adulti’ (Cameron e Viola che, da apprendisti, dopo molte prove diventano maestri nell’arte prescelta). E, immancabilmente, percorrendo una strada lunga e tutta in salita, i fratelli, alla fine, si ritrovano più maturi, più consapevoli, più responsabili, pure con i dubbi e le fragilità degli adolescenti.

Magistrale, sotto quest’aspetto, la figura di Viola, una delle più interessanti del libro (se non la più interessante!), tratteggiata con sensibilità empatica e attenzione alle sfumature psicologiche: il suo passaggio da ragazza chiusa, scontrosa e un po’ saccente a fanciulla intuitiva, estrosa, più affascinante che bella e con un enorme potenziale affettivo segna una delle parti più indovinate del libro. Lo stesso vale per il rapporto tra gli umani e i troll, dove la reciproca conoscenza finisce per superare le antiche paure e, con esse, l’odio per il ‘nemico’. Incisiva anche la parabola discendente di Hevron, figura tragica senza essere malvagia, colpevole e tuttavia innocente, in quanto vittima di una psicosi senza via d’uscita.

Per concludere, qualche osservazione critica. “Il Sigillo di Aetherea” , nell’insieme,è un’opera riuscita : regge bene la mole, anche perché la narrazione è coinvolgente,‘scorre’ e quindi non stanca, anzi ogni nuovo capitolo invita a proseguire. Tuttavia, qualche pagina in meno (le ripetizioni intralciano), qualche descrizione troppo dettagliata e cruenta in meno, non avrebbero guastato. Un po’ da aggiustare il linguaggio: in un libro così ben costruito, una scelta più curata degli aggettivi (a volte un po’ scontati) sarebbe stata auspicabile. E ancora: pur trattandosi di un carattere ‘archetipico’, il cavaliere senza macchia e senza vergogna (anche in fatto di donne: innamorato, devoto e marito perfetto) che è Marek, non poteva avere qualche difettuccio, qualche – piccola – ombra?

Comunque, l’incipit della saga (perché tutto fa pensare ad una saga: la narrazione richiede un seguito e anche, alla fine, vi allude) funziona, e funziona bene! C’è da sperare che da questo romanzo-albero – magnifico il rito del rogo della quercia bianca! – possa nascere e svilupparsi la nuova pianta, più bella della vecchia. E sarà senz’altro così.

Isabella Horn

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Self or not self? SELF

Ci ho pensato e ripensato. Ho tessuto e disfatto la tela come Penelope almeno una cinquantina di volte, mi sono dato 3 mesi di tempo in modo da vedere se era cambiato qualcosa nell’ultimo anno, magari, mi sono detto, il fantasy riprende forza. Magari, avendo pubblicato un romanzo di esordio con ottime recensioni di pubblico e blogger avrò la strada in discesa… Illuso. Il mio fantasy è troppo classico per trovare spazio, scritto bene ma forse abbrutendo un po’ il linguaggio, mischiando le carte, facendo sì che dei ragazzi alle prime armi riescano a cavarsela da soli contro forze più grandi e potenti di loro, insomma forse scrivendo tutta un’altra cosa sarebbe stato più facile piazzarlo. Le Case Editrici grandi non investano più su esordienti a meno che questi non abbiano già venduto parecchio come auto-pubblicati, quelle piccole non investono a meno di rientri immediati dei loro investimenti. Nel mio cervelletto (sì, è partito da dietro, lemme lemme), ha iniziato a farsi strada un pensiero e, via via che mi informavo e parlavo con altri autori o addetti ai lavori, questo tarlo ha fatto breccia nella mia già provata pazienza. Ridendo e scherzando io e Stefano Marguccio abbiamo coniato un nome che calza a pennello almeno per il genere di autori che mi rappresenta. SADOWRITER 🙂

In effetti, più mi buttano giù più io mi sforzo di dimostrare che il mio lavoro vale per davvero. Perché tizio vende tanto o ha millemila follower mentre io ne ho raccattati trecento di cui più della metà amici miei? Perché, nonostante le recensioni ottime di blogger e altri lettori non facenti parte della cerchia di amici il libro non vende nemmeno in offerta (più che offrirlo al 50% non saprei che altro fare). I familiari e amici bene o male lo hanno ricevuto e, a parte qualche onesto (in realtà solo 2) “l’ho lasciato a metà, mi dispiace ma a me il fantasy fa c….e” e qualcun altro che non l’ha ancora letto (dopo un anno…), tutti quelli che hanno avuto il coraggio di affrontare le 700 pagine de Il Sigillo di Aetherea se lo sono divorato con tanto di what’s up di complimenti o messaggino su Facebook! Qualcuno, la minoranza per la verità, ha anche scritto una breve recensione. E mi sono ritrovato a mangiarmi le mani e a odiare il passaggio del mio nuovo lavoro attraverso la valutazione delle  case editrici. E fu così che ho iniziato a trovare delle illuminazioni nel fantastico mondo virtuale.

Per primo mi sono imbattuto in Emanuela Navone, nel suo blog si parla anche di come aiutare un autore a scegliere il modo migliore per pubblicare. Alcuni consigli e piccoli passi per tracciare i passaggi fondamentali per decidere come procedere. Certo sono soltanto dei consigli e molti già noti, ma affrontati sotto una nuova luce fa tutto un altro effetto. La botta finale, che ha fatto crollare il castello di carta delle mie illusioni, è stata data da un altro blogger (anche autore) Ivano Mingotti. Leggi lui e sai di non essere la particella di sodio dispersa in acqua che grida “c’è nessuno?” “Soltanto a me capita tutto ciò?” Capisci che forse vale la pena di fare alcuni passi indietro, ma molto indietro, quasi tornare all’origine con due semplici domande:

Perché c…o scrivo? Questa è la DOMANDA! Una volta data la risposta tutto diventa più chiaro. Scrivo forse per diventare ricco e famoso? Naaaaaaa, ammetto di aver avuto qualche sogno a occhi aperti dopo la firma del primo contratto ma adesso so per certo che anche se ne fossi all’altezza, casi come quello di Harry Potter capitano con la stessa possibilità di fare 6 al superenalotto. Allora perché scrivo? La risposta è più semplice di quanto si possa immaginare: Io scrivo perché mi fa stare bene, mi piace, mi rilassa. Scrivo per passione, per lasciare ai miei figli qualcosa di concreto che appartenga a me, frutto del mio ingegno. Benissimo, sotto allora con la seconda domanda: che obbiettivo ti sei posto? Anche qui la risposta è immediata e con Il Sigillo di Aetherea ho raggiunto il mio scopo principale: ho scritto una storia DECENTE che ha riscosso tantissimi commenti positivi e pochissime critiche. Adesso, con Il Ritorno dei Berserker, oltre a confermarmi come autore vorrei raggiungere più lettori possibili.

Avete capito dove voglio andare a parare? No? Allora riformulo: il romanzo di esordio è stato un sogno che diveniva realtà, il secondo libro vorrei che confermasse la realtà, il classico pizzicotto 🙂

E allora, se sono un sadowriter, lo devo fare fino in fondo. E’ per questo che ringrazio moltissimo Astro Edizioni e Francesca Costantino per avermi offerto l’opportunità di pubblicare con loro nella loro nuova collana Astro Esordisco. Inoltre ringrazio di cuore quella casa editrice che senza alcun obbligo ha comunque speso del tempo prezioso per scrivere una valutazione dettagliata con alcune critiche che aiuteranno a migliorare il risultato finale del mio romanzo. Però, dopo aver provato l’ebrezza di pubblicare con una casa editrice noEAP, adesso voglio mettermi in gioco in prima persona, voglio provare la strada della pubblicazione self affidandomi ad un editor di fiducia e a validissimi beta readers. Voglio vedere dove riesco ad arrivare con le mie gambine, mettendo sul mercato un libro fantasy che si perderà nella moltitudine di esordienti ma alle mie condizioni. Un ebook accessibile e low cost e un cartaceo per chi lo desidera.

Vorrei toccare il cuore di più lettori possibili e poi chissà… chi vivrà vedrà 🙂

Pubblicazione 2.0

Non crediate che questo sia un post dedicato all’evoluzione della pubblicazione, per quello abbiamo il self publishing, l’ebook, gli store on line e tutti gli strumenti che internet mette a disposizione, cosa impensabile soltanto qualche decennio fa.

Ebbene, questo titolo è un memorandum soprattutto per me… Un proverbio che calza a pennello è: hai voluto le bicicletta? Ora pedala 😦

Dopo l’odissea del primo libro, con tutta la titubanza di un esordiente in perenne conflitto con la sua proverbiale sicurezza mi ero riproposto di non cascarci più. Sulle ali dell’entusiasmo scaturito da Il Sigillo di Aetherea e dall’ottima risposta dei lettori e grazie ai trucchetti imparati dalla stesura del primo romanzo, ha preso vita il secondo capitolo della saga L’Era della Luna Rossa (titolo temporaneo Il Ritorno dei Berserker). Ho letto e riletto il sequel rivoltandolo come un calzino, ho aumentato il ritmo, l’azione e la complessità della trama. Mi sono affidato a un editor professionista per sottoporre alle case editrici un romanzo “quasi” pubblicabile, evitando i mille passaggi a vuoto (chiamiamole anche figure cacine) che hanno accompagnato Il Sigillo di Aetherea fino al sospirato contratto con la casa editrice Campanila.

Certo non mi sono mai montato la testa, da quando ho iniziato a scrivere mi sono letto decine di autori esordienti italiani imbattendomi in libri di ottima qualità che niente avevano da invidiare a scrittori più blasonati. Quindi ero e sono cosciente che, per quanto maturato stilisticamente e per quanto apprezzato come “cantastorie”, il mio secondo romanzo fantasy avrebbe avuto vita dura e, per evitare troppi sbattimenti e perdita di mesi, ho anche considerato la pubblicazione self. So perfettamente che un autore deve farsi un pubblico per emergere, la qualità non basta più purtroppo, ci vuole anche un grande lavoro di promozione ed il fattore C che non guasta mai! E invece no, mi sono voluto rimettere alla prova inviando il manoscritto a varie case editrici medio grandi e a qualche piccola CE accuratamente selezionata nel campo del fantasy.

E dopo due mesi sono iniziate le prime risposte negative (chi scrive sa benissimo che ricevere una risposta da case editrici medio grandi è una piccola vittoria di Pirro…), alcune indolore, altre che bruciano e che fanno male. Ci sono molti aspetti positivi e ringrazio con tutto il cuore quegli editori che nonostante la mole di lavoro riescono a trovare qualche ora per darti un feedback. Grazie, grazie davvero, anche se la valutazione per la vostra casa editrice è stata negativa adesso ho alcuni spunti per migliorare il romanzo. Io, pensatore dalla mentalità scientifica, mi sono fatto irretire dal Deus ex Machina da me tanto criticato anche in recenti post su Facebook e non me ne ero nemmeno accorto.

Per il resto ho imparato a non buttarmi giù, quello che alcuni considerano uno scempio altri lo osannano, quello che sarà il mio obiettivo da qui alla pubblicazione sarà di trovare il giusto equilibrio tra quello che un editore considera “vendibile”, un classico non banale ma soprattutto qualcosa che rappresenti il mio modo di essere senza cadere in contraddizione con me stesso. Quello che desidero è scrivere un fantasy che mi appartenga, qualcosa che io per primo vorrei leggere e, quando le critiche sono costruttive, queste non possono che fare del bene anche se bruciano, mamma quanto bruciano!

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Estratto da Il Sigillo di Aetherea

….

Cameron aveva paura. I cavalli erano ingestibili e da quando gli ululati si erano susseguiti dietro di loro, sembravano ancora più imbizzarriti. Benché la foresta, chissà per quale motivo, avesse deciso di aiutarli, prima o poi sarebbero andati a sbattere contro qualcosa. E se anche la loro fuga fosse proseguita, come sarebbero potuti sopravvivere a quelle creature? Viola aveva riacquistato lucidità e cercava di rassicurare un’inconsolabile Alison. La bestia si avvicinava sempre di più, era troppo veloce per evitarla; per quanto si sforzasse Cameron non trovava nessun espediente per seminare o affrontare quella creatura, sempre che si trattasse di una soltanto. Assicurò l’arco e la faretra alle sue spalle e sfoderò la spada, qualsiasi cosa fosse successa avrebbe venduto cara la pelle. Nonostante si stessero dirigendo verso il centro della foresta, sembrava che gli alberi si diradassero; Cameron sentiva dentro di sé che la salvezza era vicina, ancora un piccolo sforzo e sarebbero stati al sicuro. Non riusciva a capire da dove gli venisse questa sensazione, ma sapeva che era così.

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… la foresta si muoveva, o almeno così doveva essere. Era come se gli alberi si spostassero al loro passaggio: stavano seguendo un sentiero che si formava passo dopo passo per poi richiudersi dietro di loro.

Un rumore alla sua sinistra lo riportò alla cruda realtà. La bestia li aveva affiancati e stava per saltare. Si voltò, spada ben salda nelle due mani, pronto ad affrontarla, ma la creatura aveva puntato un altro bersaglio. Era spaventosa, sembrava un lupo, ma era molto più grande: il pelo spesso e ispido era ricoperto di fango, la bocca spalancata lasciava intravedere tre file di denti aguzzi e marci, gli occhi erano di fuoco, come se dentro vi ardesse una fiamma viva.

Aveva già sentito parlare di queste creature. Quella specie di lupo spiccò un salto portentoso che scavalcò il cocchio facendo perdere l’equilibrio a Cameron, la spada gli sfuggì dalle mani e cadde, rimanendo sul bordo della seduta. Stava per raggiungerla con le dita quando la carrozza si ribaltò e lui venne sbalzato in aria, cadendo rovinosamente a faccia in giù a pochi passi dai cavalli stramazzati a terra con la giugulare recisa.

“Un Cacciatore!” ecco che cos’era quella creatura. Cameron cercò di girarsi, gli faceva male tutto ed era disarmato; l’arco era volato via e la spada era finita chissà dove. Riuscì a mettersi supino e gli girava la testa. Il terreno era freddo e fangoso con le foglie umide che gli bagnavano la schiena. Mise lentamente a fuoco, mentre un odore di putrefazione l’assalì con una violenza tale che conati di vomito cominciarono a scuotergli lo stomaco. Il Cacciatore troneggiava sopra di lui sbavando sui suoi vestiti preferiti. La bestia ululò la sua vittoria, le mascelle aperte con le tre file di denti in bella mostra protese verso la gola scoperta del ragazzo.

Le mani di Cameron cercarono affannosamente qualcosa da afferrare per difendersi, ma le sue dita trovarono soltanto terriccio bagnato o piccoli sassi.

Ormai era finita e chiuse gli occhi pregando gli Antichi Dei.

Accadde tutto nel tempo di un battito di ciglia: qualcosa distrasse la bestia che girò il muso fiutando l’aria mentre Cameron si ritrovò la sua spada in mano. Quando il Cacciatore si voltò sferrando l’attacco finale, la spada ben piantata nel terreno gli trafisse la gola penetrando nel cervello.

Cameron vide la scintilla rossa negli occhi spegnersi lentamente, poi tutto divenne buio: il puzzo nauseante e il dolore alla testa lo avevano fatto svenire, intrappolato sotto il possente e antico corpo della creatura.

Approfittate della PROMOZIONE PASQUALE fino al 21 Aprile, grossi sconti su libro e spese di spedizione fino a esaurimento scorte, scrivete a eradellalunarossa@yahoo.com

And the winner is…

AGGIORNAMENTO del 15 MAGGIO 2017

Per una combinazione di eventi i VOSTRI VOTI hanno permesso di aggiudicarmi il primo premio (eh beh, per la verità dovrei ringraziare anche il vincitore che Federico Fabbri che ha abdicato…) .

Direttamente da Sole e Luna Blog per scrittori esordienti ecco che IL SIGILLO DI AETHEREA si aggiudica il premio come miglior libro da loro recensito nel 2016

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Vi ricordo che nel caso non fosse più disponibile negli store on line potete sempre scrivere a eradellalunarossa@yahoo.com ed approfittare della fantastica offerta con tanto di dedica dell’autore

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Grazie a tutti, di seguito l’articolo originale 🙂

 

Ebbene cari lettori,

dopo un’estenuante attesa finalmente è uscito il responso da Sole & Luna Blog per autori esordienti…

Rullo di tamburi….

Giusto per ricordarvi che al concorso partecipavano sei romanzi, ciascuno scelto da un recensore del blog come MIGLIOR LIBRO RECENSITO NEL 2016!

Il Sigillo di Aetherea era tra i 6selezionati, sommo gaudio e immensa gioia 🙂 e dal 1 Marzo al 15 Marzo i vostri voti hanno determinato la classifica finale e…

Altro rullo di tamburi…

Ci credete che anche il gatto delle mie beta reader preferite (Lauramaria e Cristina) ha votato per me dopo aver letto anche il seguito? E se lo dice lui…

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Ok basta girarci intorno andiamo “subito” al sodo:

Al SECONDO POSTO, con il 28% dei voti… IL SIGILLO DI AETHEREA di Pietro Ferruzzi.

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Complimenti a tutti gli altri autori partecipanti, volete sapere chi ha vinto e i premi in palio?

Non vi resta che cliccare qui e andare a vedere sul post del Sole & Luna Blog per autori esordienti

Come diventare famoso in poche mosse

Oggi sono pensieroso e mille dubbi mi assalgono. Proprio adesso che il secondo volume del ciclo “L’era della luna rossa” è in fase di valutazione presso una lista ristretta e selezionata di Case Editrici Free ecco che mi viene da chiedermi: “Pietro Ferruzzi cosa vuoi fare da grande?”

Sicuramente, a meno della classica botta di c…, non credo che potrò mai vivere di scrittura, ci mancherebbe, sarebbe anche ingiusto nei confronti di chi sputa sangue ogni giorno per scrivere due righe mentre io ho un altro lavoro che mi tiene occupato 12 ore al giorno e una famiglia a cui non posso sottrarre le rimanenti 12 ore. Quindi cosa pretendo?

Vediamo il bicchiere mezzo pieno: sono partito dal niente, senza esperienza e senza alcuna certezza e dopo quasi tre anni di sacrifici ho pubblicato un libro con una casa editrice senza sborsare un centesimo e con la soddisfazione di trovarlo sugli scaffali di varie librerie fiorentine e toscane. Anche nella biblioteca di Pontedera dove hanno due copie, il libro è andato via in prestito più volte.

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Rispetto a tanti altri autori posso dire di essere stato molto fortunato e ho imparato moltissimo dal percorso sviluppato con “Il Sigillo di Aetherea”.

Eppure, anche se il libro è di buona qualità e il riscontro dei lettori ottimo (vedete recensioni qui o su ibs) perché è così dannatamente difficile emergere nel rumore di fondo (citazione rubata al collega di frustrazione Stefano Marguccio che pure ha pubblicato con la Delos Digital, non con una CE sconosciuta)?

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Cosa deve fare un povero autore per arrivare a toccare il cuore e l’interesse di più lettori? Da questa prima esperienza posso dire che il passaparola NON basta (ringrazio comunque tutte gli amici che lo hanno fatto e stanno continuando a farlo). Prima o poi si arena da qualche parte. Inoltre farsi recensire da decine di blog non è fattibile dal punto di vista economico (ogni copia che dovrei procacciare ha un costo non indifferente…).

Allora chiedi in giro, fai domande e ti informi. Ecco i consigli che alcuni blogger, scrittori e amici mi hanno dato:

Non pubblicare mai a pagamento. Ok grazie mille, non ho pubblicato il primo libro a pagamento, perché diamine dovrei pubblicare il secondo? Io ho “soltanto” chiesto come fare ad aumentare il bacino di utenza da centinaia a migliaia di lettori (via su solo un fattore logaritmico e che cavolo :-)).

Cerca con cura la casa editrice con cui devi sentirti in perfetta sintonia, parla con gli editori, vai alle fiere… Bene grazie, peccato che quando parli con le persone o ti informi su internet non potrai mai essere sicuro di come andranno le cose, per questo passare attraverso l’esperienza di altri autori secondo me è fondamentale, ad ogni modo non era questa la risposta che cercavo.

Iscriviti su goodreads, instagram, facebook, wattpad aumenta in numero esponenziale il numero di contatti e fatti recensire dai componenti più autorevoli per guadagnare notorietà.  Ecco questo sì che è un buon consiglio anche se ci vuole tempo, dedizione e un po’ di sfrontatezza, insomma ci devi saper fare; senza contare che per farsi recensire un libro cartaceo le spese non sono una bazzecola. Dai sono in tre piattaforme su quattro! Niente male. E poi mica è da tutti avere la foto del proprio libro con Diletta Leotta, Jessica Polsky, Omar Fantin e Gianluca “Scintilla” Fubelli 🙂

Pubblica anche in digitale e fai molte promozioni a 0,99 euro o addirittura gratis. Soltanto chi ti conosce comprerà il cartaceo (motivi di spazio e costi) e in questo modo la gente ti leggerà e se il tuo libro piace, parlerà bene di te e continuerà a leggerti. Sì, avete ragione, ci sono degli scrittori che hanno raggiunto una popolarità impressionante con questa strategia. Mi viene in mente Luca Rossi e la sua trilogia i rami del tempo (fantasy/erotica/fantascienza). luca rossiSu twitter ha più di centomila follower, è tra i primi posti nella classifica degli ebook più venduti da amazon.

Quindi bisogna puntare sulla quantità rispetto alla qualità? Siete d’accordo su questo? Eppure uno scrittore un libro non lo scrive in due giorni, non pensate che in questo modo si svilisca il suo lavoro?

partecipa a fiere, organizza presentazioni, firma libri etc etc. Questo è quasi scontato.

Quindi alla fine, se sei un autore in cerca di notorietà come me, quale sarebbe il “take home message”? Come la maggior parte delle cose credo che dipenda da scrittore a scrittore e da diversi fattori contingenti: una cosa è svendere un romanzo di settecento pagine, un’altra dei racconti oppure voler provare a vivere di scrittura, contro utilizzare ogni possibile ritaglio di tempo che avanza da lavoro e famiglia per portare avanti un sogno.

In attesa dei vostri consigli o commenti (dai rendiamo questo blog un po’ interattivo) vi dico quello che farò io: mi impegnerò ad aumentare i miei contatti sui vari social a cui mi sono inscritto e ad ottenere recensioni dagli influencer maggiori per quei social. In parallelo cercherò di pubblicare Il sigillo di Aetherea anche in digitale in modo da sfruttare prezzi bassi e promozioni per farmi conoscere da un pubblico più vasto ed eterogeneo per preparare la strada al lancio del seguito. Che ne dite?

Qui di seguito vi riporto alcuni interessanti spunti venuti fuori su alcuni gruppi di Facebook:

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E ancora
Fernanda Romani Pietro, l’aggettivo “utopistico” era riferito al consiglio di far leggere e recensire i propri testi a persone in grado di influenzare le opinioni dei lettori. Come ho già spiegato nel mio intervento, è una cosa tutt’altro che semplice. MI fa venire in mente un’altro classico consiglio che viene dato agli esordienti: trovatevi un buon agente. Di solito, chi dà questo tipo di consigli omette di dire che i buoni agenti, quelli che hanno contatti con grosse CE, evitano gli esordienti come la peste, oppure chiedono loro una parcella per la sola rappresentanza, dato che sono difficili da piazzare. 

Fernanda RomaniNon sono un’esperta dei meccanismi dei social però il tuo commento mi ha ricordato un workshop della mia associazione dove si parlava delle dinamiche dell’editoria. E’ venuto fuori che al giorno d’oggi è un buon biglietto da visita, per un autore, presentarsi a un editore dichiarando il numero dei propri followers. Funziona, agli occhi degli editori. Si dà per scontato che chi è seguito sui social ha delle buone potenzialità di vendita.

 

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Ho bisogno di voi!

Carissimi lettori,

Il Sigillo di Aetherea è stato selezionato come uno dei sei migliori libri recensiti da Sole & Luna blog per scrittori esordienti!

La concorrenza è agguerritissima e ho bisogno del vostro aiuto, non preoccupatevi dovete soltanto entrare nel blog e votare per Il Sigillo di Aetherea nella home page sulla destra del vostro schermo.

Potete anche andare direttamente al sondaggio seguendo questo link:

SONDAGGIO

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Dai dai che con il vostro fantastico supporto tutto è possibile, condividete con i vostri contatti e aiutatemi a vincere il concorso e a dare un po’ di visibilità a un libro che ha tutte le carte in regola per non sfigurare

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