Enrico Beccastrini – Il filetto al curry

DESCRIZIONE: Il giovane Tommaso Arrighi è il cuoco di un ristorante vicino a Santa Margherita, borgo medievale tra le colline toscane. Appassionato di cronaca e criminologia, con un passato problematico, Tommaso gestisce con gli amici Mirko e Camilla il blog VedoNero, strumento di confronto che, già in passato, lo ha visto collaborare alla soluzione di casi irrisolti. Santa Margherita, svuotatosi nel dopoguerra e abitato per decenni da poche, sparute famiglie italiane, si è di recente ripopolato grazie all’arrivo di un cospicuo numero di immigrati. Le difficoltà di convivenza tra autoctoni e stranieri sembrano acuirsi dopo la morte di Renato Parrini, un vecchio paesano amato da tutti. Trattasi di un incidente di caccia, concludono frettolosamente la stampa locale e la gente del posto. Eppure, qualcosa non quadra. Dietro alla morte del Parrini, si nasconde un preciso disegno criminale.

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Questa volta mi sono dedicato a un giallo  e adesso vi spiegherò il motivo. Come spesso accade in queste situazioni, il caso ha messo in moto tutta una serie di eventi che mi hanno portato a conoscere  Enrico Beccastrini, un giovane medico fiorentino. Enrico, oltre ad essere un avido lettore, aveva anche la passione della scrittura con parecchi manoscritti nel cassetto (Gialli e Fantascienza). Io che non mi faccio mai gli affari miei e curioso come una scimmia ho iniziato a stalkerarlo con mail su concorsi e case editrici fino a metterlo in contatto con Andrea Falchi (la persona che prima lavorava con Campanila e che mi ha fatto firmare il contratto di pubblicazione del mio primo romanzo) e la Casa Editrice Carpigani, tutto il resto è storia…

Sono felice di poter finalmente recensire il suo giallo di esordio “Il filetto al curry”. Enrico si discosta dal cliché del solito commissario proponendo un protagonista che con le forze dell’ordine non ha niente a che fare, anzi. Se proprio dovessi fare un paragone direi che ricorda il primo Malvaldi, al posto del Bar Lume e dei quattro vecchietti, il protagonista Tommaso è il cuoco del ristorante “La Carabaccia” e, invece del litoraneo pisano la storia si svolge nel bellissimo borgo medioevale toscano di San Donato. Inoltre non posso nemmeno fare a meno di citare Pellegrino Artusi e il suo ricettario “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” che sono sicuro abbia giocato una mano interessante nell’influenzare l’autore.

Prima ho citato Malvaldi e sicuramente la trama e lo stile lo ricordano, anche se il libro si differenzia per i personaggi secondari e per il ruolo più attivo, quasi da film di azione, svolto dal protagonista. L’autore riesce a trasportare il lettore nella dimensione di un piccolo borgo toscano, dove il tema dell’integrazione, del razzismo, dei pregiudizi viene servito guarnito da un succulento filetto al curry e accompagnato da ottimi vini. La rappresentazione di un sistema politico corrotto e la tipica mentalità del paese coesistono in un delicato equilibrio con un pizzico di sarcasmo tipico dei toscani e condito da una buona dose di intraprendenza di un autore che ha molte cose da raccontare.

Per essere un romanzo di esordio non manca niente: scorrevole, ben scritto, ironico, rappresentativo e piacevole. Non vedo l’ora di leggere le nuove avventure di Tommaso, Mirko e Camilla e sono sicuro che, se avrete il coraggio di acquistare questo libro, vi innamorerete anche voi di San Donato e dei suoi folcloristici protagonisti.

BIOGRAFIA: Enrico Beccastrini, classe 1977, medico specialista in Allergologia e Immunologia Clinica, vive e lavora a Firenze. Da sempre appassionato lettore di narrativa, da alcuni anni ha scoperto il fascino della scrittura, cimentandosi con il giallo e la fantascienza. Il filetto al curry rappresenta il suo esordio letterario.